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Agriturismi, non solo mangiare e dormire

L’emergenza sanitaria ha duramente colpito le strutture ricettive turistiche agricole: in attesa dell’intervento delle istituzioni, il settore sta cercando di trovare nuove strade per proseguire l’attività

Agriturismi, non solo mangiare e dormire
Facciamo l'orto in casa 24 Marzo 2021 ore 19:25

Se, tutto sommato, il settore agroalimentare lombardo ha tenuto nel 2020 nonostante gli effetti della pandemia da Covid, un comparto che invece ha subito un duro contraccolpo è quello degli agriturismi.

Questo dato è emerso chiaramente dalle prime stime relative all’annata agraria lombarda 2020 di Regione Lombardia e dall’indagine qualitativa condotta da Unioncamere Lombardia. Quest’anno, poi, l’emergenza sanitaria non è passata e con le restrizioni da zona rossa per Pasqua e Pasquetta, le attività agrituristiche dovranno registrare ulteriori cali di attività e fatturato.

Agriturismi, i più colpiti

«Il settore degli agriturismi è stato tra i più colpiti dagli effetti economici del Coronavirus», aveva affermato già a maggio scorso l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi. Che aveva cercato di sostenere le aziende agrituristiche con contributi diretti e una semplificazione normativa per consentire gli agriturismi di effettuare il servizio d’asporto e la consegna a domicilio come servizio stabile.

Le difficoltà, comunque, hanno interessato tutto il Paese, come ha evidenziato l’ultimo rapporto Ismea “Agriturismo e multifunzionalità”: l’86% delle imprese agrituristiche ha registrato una diminuzione dei ricavi complessivi derivanti dall’attività agricola e dalle attività connesse dall’inizio della pandemia. Per quasi un terzo delle imprese che hanno registrato un calo dei ricavi la riduzione è stata superiore al 50%, ma se si considera una diminuzione superiore al 30% la quota di imprese supera i due terzi (67,3%).

Il rapporto Ismea traccia anche delle possibili traiettorie per affrontare la pandemia e la fase post Covid-19: ritorno alla centralità dell’azienda agricola; sviluppo di acquisti online e consegne a domicilio; ricerca da parte delle persone di un maggiore contatto con la natura e di stili di vita sani; interesse per le fattorie sociali e didattiche per compensare carenza di welfare territoriale.

Che cos’è un agriturismo

Cogliamo l’occasione per conoscere meglio questa parte dell’agroalimentare lombardo, fatto di luoghi e persone che valorizzano e promuovono le bellezze e i sapori della nostra regione.

L’agriturismo rappresenta un fattore importante per il riequilibrio e lo sviluppo territoriale in termini economici e sociali, la promozione delle opportunità occupazionali nelle aree più marginali e svantaggiate e per il presidio, la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali e dei prodotti aziendali di qualità propri di una realtà territoriale. Con l’agriturismo viene riconosciuto all’azienda anche un ruolo rilevante in ambito sociale ed educativo, ambientale e di manutenzione del territorio e del paesaggio.

Gli agriturismi sono aziende agricole che oltre all’attività tradizionale di coltivazione, allevamento e cura dei boschi offrono servizi che non sono tipicamente agricoli ma che sono strettamente legati, quindi connessi, all’attività primaria. È infatti possibile svolgere attività agrituristica solo in rapporto di connessione con l’attività agricola che deve rimanere prevalente.

Le aziende che negli ultimi 20 anni hanno voluto e saputo differenziare la propria offerta sono passate dalle circa 700 unità conteggiate nel 2.003 alle oltre 1.700 di oggi.

Non solo mangiare e dormire

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Gli agriturismi lombardi hanno anche saputo ben connotare la propria offerta di servizi non limitandosi alla sola ristorazione o al solo alloggio: hanno infatti arricchito la gamma con altri servizi che fanno dell’ambiente agricolo e rurale la risposta vincente alla sempre crescente domanda di natura, cultura e tradizione.

Servizi che potranno avere ancora maggiore rilevanza in una fase post pandemia. L’articolo 2 del regolamento regionale n. 5 del 2020, infatti, prevede anche attività ricreative, culturali, seminariali, sociali-educative, naturalistico-ambientali; attività sportive-escursionistiche; fattorie didattiche; attività sociali come agrinido, agriasilo, campi estivi, intrattenimento terza età; ippoturismo e attività mirate al benessere.

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