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Dal 19 febbraio

Facciamo l’orto in casa! In regalo con Prima Bergamo... 8 tipi di ortaggi diversi

Con il giornale cartaceo in edicola, per otto settimane, regaleremo ai nostri lettori delle sementi da orto da far crescere facilmente a casa e gustare sulla propria tavola

Facciamo l’orto in casa! In regalo con Prima Bergamo... 8 tipi di ortaggi diversi
Facciamo l'orto in casa 08 Febbraio 2021 ore 18:25

“Facciamo l’orto in casa!”. Questa è la nuova iniziativa che Netweek propone ai lettori: dal 19 febbraio regaleremo insieme al PrimaBergamo in edicola una bustina di sementi da orto, 8 tipi di ortaggi diversi, una ogni settimana, facili da coltivare e perfetti da gustare sulle nostre tavole.

In regalo con PrimaBergamo

Questo progetto nasce per contribuire a riavvicinare le persone alla natura. Il giardinaggio è uno dei passatempi preferiti dagli italiani, un hobby alla portata di tutti, che non richiede necessariamente ampi spazi o ingenti investimenti, ma semplicemente costanza e dedizione. Non prevede solo la coltivazione di fiori e piante ma anche di verdure e ortaggi, da curare facilmente in qualsiasi tipologia di abitazione.

Facciamo l’orto in casa!

Certamente durante il lockdown, la passione per il verde degli italiani è cresciuta: è stato stimato, infatti, che siano 19 milioni i green lovers nel 2020, il 39% della popolazione, tre milioni in più rispetto all’anno precedente. Così, per rispondere a questa nuova e crescente passione degli italiani, abbiamo deciso di fare questo regalo ai nostri lettori, grazie alla collaborazione della Franchi Sementi, storica azienda leader nella produzione e confezionamento di sementi di alta qualità per uso hobbistico e professionale.

Una bustina di sementi da orto in omaggio

Abbiamo selezionato 8 ortaggi facili da coltivare e gustare sulla tavola di tutti i giorni: carote, basilico, prezzemolo, radicchio, rucola, ravanelli, peperoncini e lattuga. Inoltre, insieme alla bustina ogni settimana sul giornale ci sarà una pagina speciale dedicata all’ortaggio della settimana, con semplici consigli per coltivarlo al meglio, come utilizzarlo in cucina, le sue proprietà e infine una ricetta speciale da realizzare a casa, proprio con i frutti ottenuti dal nostro orto.

Novatex sostiene “Facciamo l’orto in casa!”

L’azienda lecchese, leader nel settore delle reti per agricoltura, sostiene la nostra iniziativa e punta sul rapporto con la natura e l’educazione dei giovani al rispetto dell’ambiente.

«Per chi lavora come noi in agricoltura è normale desiderare il verde, guardare ad ampie estensioni finite, campi rigogliosi». Esordisce così Natale Castagna, presidente di Novatex Italia, per spiegare la decisione di sostenere la nostra nuova iniziativa “Facciamo l’orto in casa!”».

Natale Castagna, presidente di Novatex

L’azienda, con sedi a Oggiono (Lecco) e Ferrandina (Matera), è leader nella produzione di reti per rotopresse e da sempre fornisce ai propri clienti, agricoltori e allevatori, soluzioni innovative, efficienti e affidabili per la raccolta e la protezione del foraggio, ma è anche, da sempre, molto attenta alle problematiche ambientali e al mantenimento di un rapporto corretto tra attività produttive ed ecosistema.

Durante questo periodo è cresciuta la voglia di fare l’orto in casa.

«Credo che l’orto in casa sia un bellissimo messaggio, che raccogliamo perché testimonia il riavvicinarsi alla natura. Inoltre con l’orto in casa potremo mostrare alle giovani generazioni, ai bambini, qualcosa che non hanno mai visto. E partendo da una maggiore attenzione al verde potremo finalmente riscoprire le nostre tradizioni: per chi è cresciuto nei piccoli paesi, vedere il nonno curare l’orto nel giardino di casa ha rappresentato la normalità».

Il recupero di questo hobby è stato favorito dal lockdown, perché secondo lei?

«Le tensioni sorte durante il periodo di lockdown sono quasi comprensibili, soprattutto quando sono il risultato di una chiusura forzata in casa. La ricerca di una valvola di sfogo diventa necessaria e vitale. L’orto in in casa potrebbe essere l’occasione per far partecipare tutta la famiglia a un’attività condivisa e riportarla ai valori basilari è una buona opportunità. D’altronde, per quanto il Covid sarà invadente e cattivo non sarà in grado cambiare il decorso delle stagioni, perché la natura continuerà a dettare i suoi tempi. Certo oggi la gente ha voglia e sente il bisogno di uscire di casa per stare a contatto con la natura».

Ma dovendo stare chiusi in casa…

«Trovare spazio alla natura anche in casa per coltivare e far crescere qualcosa rappresenta un messaggio positivo, e in questo periodo ne abbiamo decisamente bisogno. Abbiamo bisogno tutti di un segnale di ottimismo. Facciamo vedere ai bambini cos’è un seme. Fare l’orto in casa può essere un momento condiviso ed educativo, che insegna il rispetto della natura e che con le nostre mani possiamo creare qualcosa di bello, che potremo anche gustare».

Lavorando nel verde, siete molto attenti al rispetto dell’ambiente?

«Conosciamo molto bene il mondo dell’agricoltura: diciamo che se non conosci Novatex non sei un agricoltore… Come azienda vogliamo coniugare tradizione e innovazione: siamo nati nel 1977, fondiamo le nostre radici nella nostra storia ma guardiamo al futuro. Lavoriamo nel verde e utilizziamo prodotti plastici: non si può condannare a priori tutta la plastica, però bisogna sicuramente educare al corretto utilizzo e favorendo il riciclo per costruire un circolo virtuoso. È compito di ognuno di noi propagandare il corretto utilizzo e recupero. Piccoli sforzi per una grande missione».

Anche voi avete realizzato un orto aziendale?

«Abbiamo copiato questa bella idea da un amico industriale, così abbiamo deciso di replicarla anche noi. Abbiamo dato in gestione l’orto a una cooperativa sociale che si occupa di disabili. I prodotti vengono ceduti ai nostri dipendenti con un’offerta libera. Siamo molto orgogliosi e soddisfatti».

Nonostante siate ormai una multinazionale, non avete perso il contatto con il territorio.

«Partendo dalla Brianza abbiamo voluto varcare i confini e deciso di rinunciare al nostro “orto” per andare in un “campo” più grande. Così siamo entrati in un gruppo cooperativo internazionale, di cui noi siamo solo una parte: su 1.800 persone nel mondo, in Italia siamo 350. Per una multinazionale c’è sempre il rischio di snaturare la presenza sul territorio e perdere la propria identità. Ma ritengo che se perderemo la nostra identità saremo solo un corpo senz’anima. Quindi abbiamo fortemente voluto ribadire la nostra tradizione, siamo sempre rimasti attenti e legati alle iniziative sul territorio: locali, come il sostegno a “La Nostra Famiglia”, o di più ampio respiro, come il progetto “Adotta Arquata” per aiutare gli allevatori colpiti dal terremoto. Il nostro futuro dipenderà anche dal contesto sociale che ci circonderà, contribuendo alla sua costruzione, perché sentiamo il dovere di rispondere alla partecipazione responsabile».