In Città Alta

Nuova vita per la prima osteria di Bergamo (che ha ben 700 anni)

Il locale riaperto in Piazza Vecchia grazie al Caffè del Tasso (si chiama Anticantina)

Nuova vita per la prima osteria di Bergamo (che ha ben 700 anni)
Bergamo, 02 Marzo 2020 ore 09:30

Piazza Vecchia non smette di sorprendere. Sotto l’epidermide si nasconde una stratificazione di storia sacra e profana. Sotto le volte di pietra a cui si accede scendendo una scaletta di pochi gradini affiancati al Caffè del Tasso, per dire, i bergamaschi di Città Alta si ritrovavano in quello che, verosimilmente, è stato il primo esercizio pubblico del borgo antico. Un salto indietro nei secoli decisamente affascinante. Non è l’unico che si può fare nel borgo antico, ma questo, di 700 anni, riporta appunto a quando in Piazza Vecchia – secondo una paziente ricostruzione storica – tal Francesco Mangili aveva una casa con osteria (detta “dell’Offellino”) e relativa cantina.

La casa fu acquistata dalla Fabbriceria del Duomo nell’Ottocento e abbattuta per realizzare la Cappella del Crocifisso, completata nel 1866. La cantina dell’antica osteria non venne toccata. Torna a rivivere adesso per iniziativa dei fratelli Marcello e Massimo Menalli, titolari del “Tasso”, affiancati da Marco Schito, romano di nascita, appassionato e intenditore di vini, da un paio d’anni trasferito a Bergamo. Nasce così “Anticantina” (fusione tra antica e cantina), denominazione anche della associazione di intenditori esigenti che qui trovano una selezione di vini tra le migliori che si possano immaginare.

Concesso in locazione dalla Curia, questo luogo deputato alla mescita e conservazione del vino torna a rivivere dopo essere stato dimenticato per secoli: una cinquantina di metri quadrati, volte di pietra, pareti lasciate nella loro nuda originalità, solo luce artificiale, temperatura costante ideale per la conservazione del vino. Tutte caratteristiche che fanno di Anticantina un luogo unico per conservare e degustare vini di altissima qualità e prezzo. Oltre ad ammirare il capolavoro architettonico, chi avrà la fortuna di prenotare una visita o una degustazione potrà ammirare lungo le pareti le bottiglie delle più note firme mondiali dell’enologia. «Come professionisti nel mondo dell’accoglienza – affermano i fratelli Menalli – abbiamo deciso di investire in questa iniziativa per accrescere ancor più le potenzialità del Caffè del Tasso».

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