Sul lago di Endine

Ristorante Pampero, quella marcia in più dei fratelli Ferrari (da 43 anni)

Il ristorante di Ranzanico propone ottimi piatti di pesce dal 1977

Ristorante Pampero, quella marcia in più dei fratelli Ferrari (da 43 anni)
24 Giugno 2020 ore 08:30

L’idea che ebbero nel 1977 è di quelle semplici ma vincenti: ritirare un bar ridotto con una posizione invidiabile, al cospetto del Lago di Endine, in territorio di Ranzanico, e trasformarlo, grazie a diverse ristrutturazioni negli anni, in quella oasi quieta ed elegante che oggi è il Pampero. I fratelli Ferrari, Tiziano in cucina, Celestino tra sala e cantina, hanno superato la sessantina, tutti e due, ma nel loro lavoro hanno l’entusiasmo dei ventenni, l’età che avevano quando 43 anni fa si lanciavano nella ristorazione dopo alcune esperienze di lavori qua e là, in diversi locali.
Lavorando sodo come solitamente i bergamaschi sanno fare, senza clamori né strombazzamenti pubblicitari, hanno messo a frutto giorno per giorno la loro professionalità innata. Pregevole la cantina: negli anni Celestino si è creato uno scrigno blindato che contiene valori enoici di grande rilievo, bottiglie ormai rarissime, per veri intenditori (da citare i Baroli a partire dalla vendemmia 1978 e i Brunello di Montalcino dal 1985). Oggi le etichette sono circa 700, suddivise in circa 250 produttori.

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La location del Pampero è quieta ed elegante: una sala ariosa e raccolta allo stesso tempo, con un naturale prolungamento nella balconata e nel giardino che scende verso il lago. Tavoli ben distanziati, ancora più apprezzati oggi, perché ognuno sia “il prediletto”. Massimo 60 coperti all’interno e 30 esterni.

La carta propone un menù di terra a 50 euro e uno di mare a 65, vini inclusi (vedere il sito ristorantepampero.com). Sono menù interessanti, aggiornati periodicamente. «Nelle mie corde gastronomiche – non fa mistero lo chef Tiziano – è il pesce a ispirarmi maggiormente e nella zona sono stato il primo a proporlo, 40 anni fa. Credo in una cucina fatta al momento, naturale, che valorizzi la qualità della materia prima. Dal mare arriva la maggiore fonte di ispirazione, ma anche dal lago, in modo diverso dal consueto, e poi la selvaggina e i funghi, secondo le stagioni. Cucino perchè mi piace farlo, perché voglio trasmettere emozioni».

Cito solo tre piatti che qui al Pampero sono un cult da anni: lasagnetta con lo scorfano; calamari in guazzetto bianco; carpaccio di storione con cipolle di Tropea e arancia. Oggi, dopo la riapertura avvenuta il 23 maggio (ma con asporto, che andrà avanti almeno fino a dopo l’estate, dal 3 maggio), sono apprezzatissimi i totanetti in guazzetto di Franciacorta brut e il risotto con pesto di ortica e pesce persico. Ma le liete sorprese sono dietro l’angolo perché l’offerta cambia periodicamente seguendo la stagionalità e premiando le verdure fresche dell’orto. «La riapertura è stata positiva: abbiamo avuto un buon riscontro, superiore alle aspettative – racconta Celestino -. L’asporto, attivo da giovedì a domenica, è molto apprezzato dai nostri clienti: è l’ideale per chi ancora non può o non se la sente di andare al ristorante, ma vuole comunque assaggiare i nostri piatti. È più un servizio che un guadagno, ma lo facciamo volentieri».

In sala Celestino dirige il servizio con professionalità e amore. «Ogni cliente è importante allo stesso modo – afferma – e questo voglio che tutti lo sentano quando vengono da noi. Abbiano numerosa clientela fedele negli anni e ci fa piacere». Celestino si esalta quando può aprire e far degustare una delle sue bottiglie storiche, vini introvabili ormai e comunque irripetibili. Una visita alla cantina è consigliata.

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