Mangiar bene
Si abbassano le saracinesche

Piazza Sant’Anna, il ristorante-pizzeria Arlecchino chiude dopo 54 anni

Una decisione non dettata dalla mancanza di clientela o bilanci in passivo. Semplicemente una scelta di vita

Piazza Sant’Anna, il ristorante-pizzeria Arlecchino chiude dopo 54 anni
Mangiar bene Bergamo, 10 Novembre 2021 ore 03:16

Un pezzo di storia di Bergamo chiude i battenti. Parliamo del ristorante-pizzeria Arlecchino, in piazza Sant’Anna, aperto nel 1967 da Franco Previtali con il socio e amico Orazio Lazzari. Dal 1996, poi, le figlie di Franco e il genero lo hanno appunto affiancato nella conduzione. Non è una chiusura per mancanza di clientela e bilanci in passivo, ma semplicemente una scelta di vita, anche perché stenta il ricambio generazionale.

Certo, la ristorazione è cambiata, come anche la città, oggi più turistica soprattutto grazie all’aeroporto.  Tra i riconoscimenti più recenti, nel 2019 la Regione aveva insignito l’Arlecchino del titolo di “attività storica”.

Il locale è stato anche uno dei precursori della “moda” dei dehors. «Se penso alla storia del ristorante, a quando fu aperto da mio padre e da Orazio – ricorda Enrica Previtali a L’Eco di Bergamo - penso all’idea di essere stati temerari nel lanciare un nuovo modo di far ristorazione, per esempio aprendo l’esterno in una piazza che allora era appena stata rinnovata: scegliere di aprire una veranda fu un’innovazione».

«Nostro padre – hanno scritto le figlie su Facebook lo scorso giugno, in occasione del 54esimo anniversario del locale - ci ha insegnato il sacrificio, il rispetto del lavoro, il valore dell’amicizia e delle relazioni, la riconoscenza , l’altruismo e la generosità. Non ha mollato mai, ha proseguito in tutti questi anni con la forza di un leone e noi al suo fianco, ancora oggi, fatichiamo a raggiungere i suoi ritmi. Ci ha trasmesso il suo spirito, la sua voglia di vita e di stare bene, per fare star bene gli altri. Siamo orgogliose di aver un  padre così meraviglioso. Lui e nostra madre ci hanno cresciute senza rimpianti e con la loro incredibile eterna giovinezza!».