Da intenditori

Una bottiglia di "Accènto" per il sindaco Gori: un vino per la Capitale della Cultura

Prodotto dalla Cascina del Bosco Bonaldi di Sorisole, è in edizione limitata con 134 pezzi, realizzato con un complesso procedimento

Una bottiglia di "Accènto" per il sindaco Gori: un vino per la Capitale della Cultura
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Un vino per celebrare la Capitale della Cultura e il suo territorio: dai vigneti coltivati alle pendici del monte Canto Alto è nato "Accènto", un bianco prodotto da Cascina del Bosco Bonaldi di Sorisole, in edizione limitata, per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, contenuto in 143 bottiglie da un litro e mezzo e tutte numerate a mano. Il nome del vino è un richiamo musicale, per rendere immediatamente percepibili le sue speciali caratteristiche.

La bottiglia in regalo al sindaco Gori

Una di queste, la numero 23 - una scelta simbolica -, è stata consegnata al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, in rappresentanza del territorio bergamasco protagonista, insieme a quello bresciano, di questo speciale appuntamento. Sarà poi possibile acquistare le bottiglie sia rivolgendosi direttamente al produttore, sia attraverso il negozio online, che si può trovare a questo link.

«La Capitale della Cultura 2023 meritava la creazione di qualcosa di speciale, per celebrare un evento altrettanto unico – ha spiegato Simona Bonaldi, amministratore delegato dell'azienda –. I nostri enologi si sono impegnati a realizzare un vino unico: le bottiglie hanno riposato al buio, nelle nostre storiche cantine sotterranee, per oltre un anno e il prodotto è ora pronto per la degustazione. Abbiamo voluto donare una bottiglia al sindaco di Bergamo, istituzione protagonista di questo appuntamento».

Un processo complesso e delicato

Come spiegato da Alberto Agazzi, enologo e responsabile della Cascina, che insieme al collega Alessandro Santini ha seguito l’intero processo che ha portato alla nascita di Accènto, si è attuata un’attenta selezione delle uve di Chardonnay e Pinot Bianco, la cui raccolta è avvenuta esclusivamente a mano: di colore giallo paglierino, al naso si presenta potente ma anche elegante ed equilibrato, e i sentori tipici dell’affinamento in legno si fondono con quelli delle varietà. Il mosto è stato ottenuto da una pressatura soffice, che consente di estrarre solo la parte più nobile delle uve. Il succo ottenuto ha subìto una prima fase di raffreddamento, per realizzare un’ulteriore selezione della componente qualitativamente più elevata.

Terminata la fermentazione, il vino è stato lasciato riposare per alcuni giorni, in modo che le componenti solide potessero depositarsi sul fondo della vasca e quindi allontanate. In questa fase, si è prestata grande attenzione a non scartare le preziosissime “fecce fini”, con cui il vino è stato posto in affinamento in barrique di rovere francese. Il processo è durato circa un anno, durante il quale con costanza si è operato il "batonnage", ovvero quell’operazione che consente di rimettere in sospensione queste fecce, estremamente importanti per portare a termine l’affinamento in modo corretto.

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