La protesta

I Pooh a Sanremo per festeggiare i loro 60 anni, ma i fan insorgono: non si esibiranno all’Ariston

Nonostante la band abbia espresso soddisfazione per l'invito, molti appassionati ritengono poco rispettoso averli "isolati" sul Suzuki Stage

I Pooh a Sanremo per festeggiare i loro 60 anni, ma i fan insorgono: non si esibiranno all’Ariston

La nuova edizione del Festival di Sanremo è ormai alle porte e, nei giorni scorsi, il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha annunciato gli ospiti che si esibiranno sul Suzuki Stage di Piazza Colombo durante le cinque serate della kermesse, in programma da martedì 24 a sabato 28 febbraio. Tra questi, ci saranno sul palco di Piazza Colombo anche i Pooh, oggi composti da Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli e che si esibiranno nella serata finale della kermesse.

Suzuki Stage: palco parallelo ma più centrale

Negli anni, il Suzuki Stage è diventato un appuntamento fisso e ormai centrale nell’immaginario del Festival: un palcoscenico “esterno”, ma capace di attirare grande attenzione mediatica e coinvolgere il pubblico in piazza. L’annuncio della partecipazione ha accesso l’entusiasmo dei fan e dello stesso Roby Facchinetti, che su Instagram ha condiviso la propria emozione.

 

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«Per noi sarà una grande emozione tornare al Festival dopo la vittoria del 1990 con Uomini Soli, dopo la nostra reunion del 2016, dopo il nostro grande comeback del 2023. Quest’anno torneremo a Sanremo per celebrare i sessant’anni della nostra storia. Sapete quanto per noi il Festival di Sanremo sia stato importante e sapete esattamente quanta emozione ci sarà quando saremo sul palco e nelle case di tutti voi».

Il ritorno a 36 anni dalla vittoria con Uomini soli

La presenza dei Pooh al Festival arriva a 36 anni dal trionfo del 1990 con Uomini soli, brano scritto da Facchinetti e Valerio Negrini. Una vittoria entrata nella storia della manifestazione, avvenuta durante la 40ª edizione del Festival, ospitata eccezionalmente al Palafiori di Bussana.

Negli anni, la presenza dei Pooh sul palco dell’Ariston è stata sporadica: l’ultima apparizione risale al 2023, quando il gruppo fu ospite speciale in occasione della reunion, segnata anche dal ricordo di Stefano D’Orazio, storico membro della band scomparso.

La polemica: «Perché non all’Ariston?»

Nonostante l’annuncio abbia suscitato grande attesa, la scelta di far esibire i Pooh sul Suzuki Stage e non sul palco principale dell’Ariston ha fatto discutere. Una lettrice ci ha scritto per segnalare di aver lanciato un appello alla Direzione artistica, all’organizzazione del Festival e al management del gruppo. A suo parere, collocare una band simbolo della musica italiana su un palco esterno rappresenterebbe una mancanza di rispetto: «Sessant’anni di musica che hanno portato il nome dell’Italia nel mondo, pagine fondamentali della nostra storia culturale e collocati su un palco esterno invece che sul palco dell’Ariston. I Pooh non sono un contorno. Sono la storia».

Nel messaggio viene anche sollevato un interrogativo sul ruolo del management degli artisti, che secondo la lettrice dovrebbe tutelare con maggiore fermezza la collocazione e la valorizzazione di un gruppo considerato patrimonio culturale nazionale.

La presenza di artisti di primo piano sul Suzuki Stage, però, è ormai una consuetudine consolidata del Festival. L’obiettivo è coinvolgere direttamente la città di Sanremo e il pubblico in piazza, aumentando al tempo stesso l’impatto televisivo delle esibizioni. Proprio per la loro storia e per la capacità di richiamare generazioni diverse, i Pooh rappresentano un nome perfetto per un evento “di massa” in Piazza Colombo.

Anche sui social monta il dissenso dei fan

La polemica non si è però fermata alla singola segnalazione. Su Facebook, diversi fan dei Pooh hanno espresso delusione, parlando apertamente di uno «schiaffo» nei confronti di un gruppo che ha segnato la storia della musica italiana.

Alcuni di loro hanno annunciato di aver inviato una lettera formale e rispettosa alla Rai e alla direzione del Festival per chiedere di riconsiderare la decisione.

La lettera: «60 anni di musica, meritano l’Ariston»

Nella missiva, viene sottolineato come i Pooh rappresentino «una parte viva del patrimonio artistico del nostro Paese» e come il traguardo dei 60 anni meriterebbe «il palcoscenico simbolo del Festival», ovvero il Teatro Ariston. Un appello che, nelle intenzioni dei sostenitori, vuole essere un invito a riconoscere con maggiore solennità il ruolo di una band che ha accompagnato intere generazioni, attraversando epoche e cambiamenti culturali.

Intanto, in attesa di eventuali risposte ufficiali, una cosa è certa: la presenza dei Pooh a Sanremo, ovunque avvenga, è destinata a trasformarsi in uno dei momenti più attesi e discussi dell’edizione.