Conservatorio

Roberta, da Messina a Bergamo per l'unico corso italiano di Pianoforte Contemporaneo

La 29enne ci ha raccontato i motivi della sua scelta di vita e come il Donizetti offra una grande occasione a tanti aspiranti professionisti

Roberta, da Messina a Bergamo per l'unico corso italiano di Pianoforte Contemporaneo
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di Camilla Amendola

Roberta Vorzitelli, 29enne di Messina, dopo aver conseguito il Diploma in pianoforte presso il Conservatorio di Musica Arcangelo Corelli della sua città, nell’ottobre del 2018 si è trasferita a Bergamo per studiare al conservatorio Gaetano Donizetti. La giovane sta frequentando un master di secondo livello in Pianoforte Contemporaneo.

«Il corso che sto svolgendo è il primo corso in assoluto, nonché l’unico in Italia, sul repertorio contemporaneo del pianoforte. Ci concentriamo, in particolare, sul periodo che va dal 1945 ai giorni nostri. Pioniere e apripista (si spera!) è stato il conservatorio di Bergamo grazie a due grandi pianisti specializzati in repertorio contemporaneo, cioè Maria Grazia Bellocchio e Alfonso Alberti», spiega Roberta, che ha deciso di trasferirsi qui proprio per seguire le lezioni dei due grandi maestri, anche se ammette che vivere qui non è sempre stato facile.

Roberta Vorzitelli

«Ho capito che qualcosa non andava e per fortuna ho deciso di tornare a Messina pochi giorni prima della conferenza stampa che annunciava il lockdown da Covid-19. I miei studi sono andati a rilento in quel periodo e, appena ho potuto, sono tornata a Bergamo. Una volta qui avrei voluto comprare un pianoforte, in modo da potermi esercitare anche a casa, ma essendo in affitto non è semplice. I padroni dell’appartamento mi hanno risposto che avrei potuto disturbare i vicini e che, quindi, non volevano rischiare di aver problemi. È un peccato».

La passione per la musica di Roberta arriva dalla famiglia: in Sicilia è cresciuta circondata dalle note. I suoi genitori, entrambi medici. hanno una passione per le sinfonie di ogni tipo: «Amo la musica in maniera viscerale, forse perché la ascolto fin da quando ero nel pancione. Ho iniziato a suonare a 10 anni seriamente, prima strimpellavo qualche nota per divertirmi».

Quella che sta vivendo Roberta è un’esperienza di studio unica nel suo genere, trattandosi di una «super specializzazione focalizzata su un periodo che difficilmente viene toccato nei discorsi accademici. Solo oggi ci si sta aprendo agli ultimi cento anni di storia e musica. É molto importante capire che sorte spetterà alla tecnica pianistica e come cambierà la concezione psicologico-sociale del compositore. Personalmente, ritengo che i repertori avanguardisti apriranno strade sempre più sofisticate in ambito artistico. Credo che il pubblico apprezzerà sempre di più suoni innovativi, oltre a comprendere emotivamente le ambientazioni sonore contrastanti e ricche di motivi dispotici, rassegnati, creati dai compositori dei primi anni del Novecento».

Nonostante tutto questo, Roberta si definisce una «anti-pianista»: «Sono aperta a ogni genere musicale. Non c’è qualcosa che non ascolto. Sono una grandissima fan di Freddy Mercury e la mia cantante preferita è Mina, ma ascolto anche rap e trap. Non amo la musica parlata perché mi piacciono molto le melodie e le sinfonie delle canzoni e spesso i nuovi generi musicali non hanno grandi basi. Ascolto comunque le nuove proposte, ma, invece che concentrarmi sulla musica in sé, mi concentro sul testo. Ho notato che se prima i testi raccontavano di grandi amori, di storie infinite, oggi tutti - o quasi - raccontano di amori finiti, di delusioni. Preferisco i testi più vecchi, ma credo che, semplicemente, la musica si adatti ai tempi».

Mentre aspetta di solcare i palchi più importante - benché non si precluda la possibilità di diventare un giorno lei stessa insegnante -, Roberta prende parte a diversi concerti, come quello che si è tenuto il 27 aprile al Ridotto del Teatro Donizetti, intitolato Sinfonia di una grande città: Luciano Baldessari e la cultura delle avanguardie, a cura di Anna Chiara Cimoli. Questo evento, finanziato dall’Università di Bergamo, è rientrato nel panorama di eventi di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura 2023.

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