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Sanremo non ricorda Stefano D’Orazio, una lettrice scrive alla Rai: «Glielo si doveva per educazione»

Il mancato ricordo del batterista dei Pooh ha lasciato sgomenti tanti fan, non soltanto i suoi amici e vecchi compagni dei Pooh

Sanremo non ricorda Stefano D’Orazio, una lettrice scrive alla Rai: «Glielo si doveva per educazione»
Musica 08 Marzo 2021 ore 10:42

Amarezza e incredulità. Con questi sentimenti una nostra lettrice ha indirizzato una lettera alla Rai, a margine della 71esima edizione del Festival di Sanremo, per stigmatizzare il mancato ricordo di Stefano D’Orazio, batterista di Pooh morto a novembre. «Stefano in vita ha dato tanto  alla cultura musicale – scrive la signora – una menzione gli si doveva se non altro per educazione».

Il momento di ricordo, tra l’altro, era stato promesso dalla kermesse ed inserito nella scaletta della finale di sabato, ma che è stato tagliato visto il dilungarsi dei tempi della serata di gara.

Il primo ad esprimere rammarico e sconcerto era stato il leader della band e amico di Stefano, Roby Facchinetti. «Poco importa si sia trattato di sbadataggine, ignoranza, trascuratezza o maleducazione – aveva scritto su Facebook -. Davvero, poco importano le cause. Resta, indimenticabile, il fatto. E il mio commento al Festival di Sanremo 2021 non può che esaurirsi qui».

Di seguito riportiamo la lettera indirizzata alla Rai dalla lettrice:

Sono a scrivere con l’amaro in bocca e un senso di incredulità che mi ha lasciata sgomenta.
Da poche ore è terminata la 71^ edizione del festival della canzone italiana, non a caso credo si chiami così!
È la più grande vetrina, da sempre, della musica prodotta e cantata in Italia.
Bene, anzi male!
Malissimo, pochi mesi fa è mancato un artista che alla musica italiana ha dato tutto se stesso. Un artista che ha rappresentato la nostra musica sui palcoscenici di tutto il Mondo. Un artista per bene, senza gossip e tanto lavoro. Preciso, attento, puntuale, affidabile e di immensa cultura.
Sto parlando di Stefano D’Orazio. Non sto a scrivervi ciò che ha scritto e fatto nella sua vita perché se non lo sapete o non ve ne siete accorti vuol dire che vi siete persi una fetta enorme di cultura.
Stefano, come Valerio Negrini, sarebbero da ricordare in occasioni come queste! Gli unici nel mondo della musica, fra l’altro, ad essere stati insigniti del titolo di “Cavalieri della Repubblica”.
Uno scivolone, il vostro, che non solo ha portato malcontento fra chi per 50 anni ha seguito e sostenuto tutta la sua immensa carriera ma anche e soprattutto ritenuto sgarbato da chi fino a tre giorni fa, si professava suo amico.
Non sto a scrivere che Stefano D’Orazio avrebbe dovuto essere ricordato a dispetto di qualcun altro, no! Questo a lui – uomo educato e rispettoso non sarebbe piaciuto – dico solo che Stefano in vita ha dato tanto alla cultura musicale e una menzione gli si doveva se non altro per educazione 

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