Festival lirico

Un matrimonio “tamarro” sul prato (sintetico) del Teatro Donizetti

In scena oggi, domenica 22, l’opera buffa “Le nozze in villa”. Trovate spassose in scena

Un matrimonio “tamarro” sul prato (sintetico) del Teatro Donizetti
Bergamo, 22 Novembre 2020 ore 00:46

Proseguono i debutti “digitali” degli spettacoli della sesta edizione del Donizetti Opera, domenica 22 novembre, con il titolo 2020 del ciclo #donizetti200 (la messa in scena ogni anno di un’opera di Donizetti che compie due secoli): è la volta del dramma buffo “Le nozze in villa”, un lavoro poco noto che è giunto a noi attraverso un’unica partitura superstite, non autografa e purtroppo incompleta, senza testimonianze dirette della prima esecuzione. La parte musicale mancante (il quintetto del secondo atto “Aura gentil che mormori” n. 10) è stata commissionata ad artisti contemporanei come Elio e Rocco Tanica, in collaborazione con Enrico Melozzi che saranno ospiti di Diego Passoni e Cristina Bugatty nell’ultima puntata di “Citofonare Gaetano”, format che, a partire dalle 19.30, darà la possibilità agli abbonati alla Donizetti webTv di collegarsi per seguire in compagnia lo streaming dello spettacolo. Per il pubblico che vorrà invece vedere lo spettacolo in modo tradizionale, seppur da casa, la messa in onda inizierà alle ore 20.

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Per raccontare le vicende di una coppia di innamorati alle prese con un padre e un promesso sposo dai contorni caricaturali e ridicoli, con le scene di Anna Bonomelli, i costumi di Linda Riccardi e le luci sempre di Alessandro Carletti, ci sarà il giovane regista Davide Marranchelli, vincitore nel 2019 del bando per una nuova creazione per la Donizetti Night (“Don Gaetano – A Speed Date With”): «Abbiamo collocato l’azione in una villa dove si celebrano le nozze, una di quelle strutture che si affittano per le cerimonie, specializzate in matrimoni: un “matrimonificio”, diciamo così – racconta il regista –; qui si svolgono sposalizi a ripetizione, come in una catena di montaggio, e ci sono dei veri e propri set fotografici a disposizione degli sposi per scattare delle fotografie “posate” e zuccherose fra la cerimonia e il banchetto. Una rappresentazione, uno spazio in qualche modo teatrale che ci ha permesso di giocare al teatro nel teatro. Così, in questa villa tutto è finzione, anche il prato sintetico che ricopre la platea del Teatro Donizetti dove si svolgerà l’azione. Si vede, anzi si deve vedere che è finto: una messinscena, appunto. E poi ci siamo divertiti a mettere in scena dei personaggi un po’ tamarri perché non è che in queste circostanze trionfi sempre il buon gusto. Quanto alla protagonista dell’opera, Sabina, sarà appunto una fotografa specializzata in questo genere di servizi per matrimoni».

Edizione moderna. Nel rispetto dello spirito del progetto #Donizetti200, il Festival presenta, con la nuova edizione critica di Edoardo Cavalli e Maria Chiara Bertieri, la prima edizione moderna di questo titolo che era rimasto, fino a oggi, abbastanza “misterioso”. La produzione è ispirata a criteri filologici per la parte musicale, con l’uso del diapason dell’epoca e strumentisti “storicamente informati”. In scena un gruppo di cantanti esperti del repertorio buffo del primo Ottocento, come Fabio Capitanucci, Omar Montanari, Gaia Petrone, Giorgio Misseri, Manuela Custer, e ancora Claudia Urru e Daniele Lettieri. Sul podio salirà Stefano Montanari, come tradizione per #donizetti200, uno specialista del repertorio antico per un percorso di riscoperta del suono donizettiano grazie alla presenza dell’Orchestra Gli Originali.

«Spettacolo spiritoso». «Credo che riprenderla sia una buona idea – afferma il direttore d’orchestra, Stefano Montanari –,  probabilmente “Le nozze in villa” non sono un capolavoro imprescindibile né da adesso in poi resteranno stabilmente in repertorio, ma sarebbe anche ingiusto lasciarle in archivio. La musica è piacevole, l’invenzione melodica spesso felice e qualche aria presenta degli assoli strumentali assai belli. È uno di quei titoli che vanno un po’ “interpretati” sia a livello musicale che scenico. Qui abbiamo uno spettacolo spiritoso che credo funzionerà. Non si può affrontarla in maniera asettica, bisogna crederci e tirar fuori tutto quel che di interessante c’è. E allora capita anche di scoprire che queste Nozze, alla fine, tanto deboli non sono». Nel rispetto delle distanze di sicurezza, l’Orchestra e il Coro saranno sempre disposti in palcoscenico, mentre l’azione drammaturgica si svolgerà in platea.

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