Dalla rivista Consciousness and Cognition

Il caffè sveglia pure la nostra psiche

Il caffè sveglia pure la nostra psiche
20 Giugno 2019 ore 09:03

«Più lo mandi giù e più ti tira su»: molti se lo ricorderanno, questo è stato uno slogan-tormentone per diversi anni, associato a un volto noto, quello di Nino Manfredi, e a una famosa marca di caffè. E, in maniera “subliminale”, sottolineava i benefici di questa bevanda sul benessere dell’organismo. Come a dire che il caffè è quel che serve per partire con il piede giusto. Al mattino, chi rinuncia a una tazzina di caffè? E come mai lo si cerca, se ne sente quasi il bisogno fisico, in determinati momenti della giornata? La ragione adesso è scientifica e presto detta: il caffè è una sorta di energizzante in endovena, che si irradia dal fisico fino alla psiche, contagiando persino alcuni comportamenti e la velocità, la prontezza dei pensieri con benefici effetti psicologici. Lo asserisce uno studio canadese, dell’Università di Toronto, pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition.

 

 

Quattro studi separati. Con un esito, unico, positivo a favore del nostro buon caffè. Questi studi hanno coinvolto una eterogeneità di partecipanti, di diverse culture occidentali e orientali, consumatori di caffè o, viceversa, di tè. Chiaro lo scopo della ricerca: capire se l’oro nero, amatissimo nel nostro Paese e fuori dai nostri confini (sebbene non siano capaci di farlo buono come il nostro), potesse in qualche modo contagiare con i suoi effetti e principi attivi alcuni comportamenti e/o pensieri. Così tutti i volontari sono stati esposti in diversa misura a degli stimoli correlati al caffè. E, sorpresa delle sorprese, si è scoperto che il caffè attiva meglio alcune aree e comportamenti cerebrali con effetti energizzanti per la psiche. È stato, infatti, osservato che i bevitori di caffè, rispetto agli altri, percepiscono il tempo come più breve, arrivando a concretizzare i propri pensieri in modo più rapido. Insomma, la mente era più vigile e attenta.

 

 

Lo hanno chiamato “effetto priming”. La curiosità non è solo femmina, ma anche scientifica, infatti i ricercatori sono arrivati al punto: hanno avuto la conferma che il caffè, anche in piccole quantità, contribuisce ad aumentare l’attivazione fisiologica, ma hanno pure osservato che questa eccitazione arriva alla psiche. E lo hanno fatto con dati alla mano, perché i bevitori orientali, noti consumatori di tè, non avevano le stesse reazioni dei partecipanti occidentali all’esperimento. I loro pensieri erano un po’ più ottenebrati, lenti, meno scattanti e pronti alla risposta rispetto a chi beveva la tazzulella. In sostanza, l’elaborazione delle informazioni, la formazione di opinioni e pensieri, la presa di posizione rispetto a certe decisioni non era così dettagliata e definita e non subiva l’influenza della bevanda. Quell’effetto priming, insomma, è stato rilevato soltanto fra gli occidentali.

 

 

Perché il caffè è energizzante. Questa ipotesi è solo un punto di partenza, tanto che i ricercatori hanno deciso di proseguire l’analisi su altre bevande, cercando di capire se gli stessi effetti sulla psiche siano associabili, ad esempio, anche a bibite energizzanti o al vino rosso. Ma perché il caffè è energizzante? Si sa: il caffè, specie se bevuto al mattino, sveglia dal sonno, attiva e tiene alto il buon umore, vivifica l’attenzione e la memoria. E, oggi, aggiungiamo anche le funzioni cognitive, dunque i pensieri, e i tempi di reazione. A livello metabolico, invece, il caffè contribuisce a bruciare i grassi e sembra avere qualche influenza sulle malattie associate a questa sindrome, riducendo ad esempio il rischio di diabete di tipo 2, ma anche alcune malattie del sistema nervoso, di tipo degenerativo, come Alzheimer e Parkinson, che beneficerebbero di un effetto preventivo dal caffè. Il merito di queste plurime azioni andrebbe a un mix di sostanze contenute nel caffè, in particolare ad alcune vitamine del gruppo B. Fra queste, la vitamina B2, che migliora i processi metabolici, la vitamina B3, che agisce più specificatamente sul sistema nervoso, e la vitamina B5, che insieme al manganese contribuisce a trasformare il cibo in energia. Cosa aspettate allora a farvi un buon caffè?

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