Stasera, 30 marzo, serata celebrativa

Forza Atalanta: Magrin canta ancora il suo inno in quel della Val Gandino

Forza Atalanta: Magrin canta ancora il suo inno in quel della Val Gandino
Pensare positivo 01 Aprile 2019 ore 06:00

Sono passati trentacinque anni: calcisticamente (e non solo) una vita; ma “quel motivetto” continua a piacere tanto, nel segno di una passione senza confini. Sono in programma sabato 30 marzo 2019 alle 21 presso il Cinema Teatro Loverini di Gandino i festeggiamenti per l’anniversario del lancio del disco a 45 giri Forza Atalanta, inciso nel 1984 dal calciatore atalantino Marino Magrin con il coro dell’Atalanta Club Valgandino. L’esibizione, che vedrà protagonista lo stesso Magrin accompagnato dai tifosi di ieri e di oggi, è organizzata nell’ambito del “Gandinfestival Circus Edition”, concorso canoro organizzato dal locale Oratorio e dal gruppo Saltin’Palchi.

 

 

Forza Atalanta è un inno che è entrato nella storia dell’Atalanta e ha accompagnato per anni l’ingresso in campo delle squadre allo stadio di Bergamo. L’esordio ufficiale avvenne l’1 aprile 1984 in occasione dell’incontro Atalanta-Como, valevole per il campionato di Serie B. Si rivelò da subito un formidabile amuleto: in quella partita Magrin segnò un magnifico gol su punizione e al termine della stagione l’Atalanta di Sonetti ritornò in Serie A, vincendo il campionato proprio davanti al Como. All’indomani del “debutto” di Forza Atalanta, Pier Carlo Capozzi così definì l’originale incisione nel suo “Vocabolarietto” ironico pubblicato su L’Eco di Bergamo: «CANTANTE – Prima della partita, per ben due volte, l’altoparlante manda in onda Forza Atalanta, un inno dedicato ai neroazzurri e cantato da Marino Magrin. Il motivetto fa presa soprattutto quando arriva il momento dell’alé-oh-oh, che coinvolge tutto lo stadio, Curva Nord in testa, con relativo momento di commozione. Magrin ripete il motivetto al sedicesimo del primo tempo: mentre calcia la punizione grida “alé”. Giuliani, il portiere del Como, vede la palla in fondo al sacco e risponde “oh-oh”».

 

[Il coro dell’Atalanta Club Valgandino]

 

Per raccontare la genesi del disco (al tempo in vinile), bisogna partire dal 1979, quando a Gandino «con Elio Corbani preziosa ostetrica» (come amano ricordare i fondatori), nacque una nuova sezione, che attualmente ancor oggi (dopo 40 anni) conta circa 200 soci e si distingue in attività ricreative e di solidarietà. Un gruppo dinamico, presieduto oggi come allora da Enzo Conti. «Nei ritiri estivi di Ziano e Roncegno, ma anche in Bergamasca – ricorda Conti – costruimmo una bellissima amicizia con molti giocatori, favorita dal fatto che l’allora patron Miro Radici fosse nostro valligiano. Magrin, che arrivava con la sua Fiat 850 coupé bianca, fu presto uno di noi, e con lui Foscarini, Benevelli, Mutti, Perico, Rossi e molti altri. Nacquero partite di solidarietà e cene indimenticabili alla trattoria “Cite” a Cirano di Gandino, complice il parroco (supertifoso) don Damiano Ghilardini». Fra polente fumanti, lepri in salmì, capù e ossa di maiale, spuntava immancabile la chitarra di Conti, con Magrin che si distingueva nel cantare Daniela, il successo di Christian cui modificava il testo in Adriana, poi divenuta sua moglie. Conti, originario di Gazzaniga, condivideva al tempo l’attività musicale con Beppe Guerini di Semonte, da cui l’orchestra “Enzo & Beppe”.

 

 

Nel 1983 a Semonte, nei locali dell’allora Bar Sandra (gestito dal fratello di Beppe, Dino), scoccò la scintilla. «Marino lanciò l’idea di incidere un inno atalantino – ricorda Guerini – sull’onda dei successi che avrebbero riportato la squadra in Serie A, con Magrin (13 gol) vice-capocannoniere dietro a Pacione». Magrin curò il testo, poi musicato dal maestro Alessandro Poli di Fiorano (morto nel 2014), mentre Conti e Guerini curarono la parte strumentale. Gli Amici del Club Valgandino fecero il resto, accompagnando in coro le rime baciate delle strofe anche nello studio d’incisione “Luciano Zanetti” di Lecco. «Non fu semplice smussare la cadenza veneta di Marino – spiega Conti – così come quella bergamasca dei coristi. Furono serate indimenticabili, il ricordo va a chi è “andato avanti” e non può essere con noi sul palco a cantare. Fra tutti ricordiamo Ongaro Francesco “Pelè”, Renzino Rottigni, Benito Guerini ed Egidio Gherardi». Nel 2007, in occasione del Centenario dell’Atalanta B.C., il video venne arrangiato in chiave “pop” da Valerio Baggio ed Herbert Bussini, e proposto in un video celebrativo.

Il Club Valgandino. In 40 anni di attività, il Club Valgandino ha avviato importanti iniziative di solidarietà: dalla costruzione di un asilo nido a Chacuela, sulle Ande boliviane, al sostegno all’Orfanotrofio di Kankao e all’asilo Happy Island nel carcere di Zomba in Malawi, all’infermeria di Llamellin in Perù. Lo scorso anno ha contribuito al progetto che sostiene il missionario laico Silvio Tonelli, impegnato in Perù con l’Operazione Mato Grosso. Quest’anno gli sforzi sono concentrati al progetto di salvaguardia della Croce del Pizzo Corno (posata in Val Gandino nel 1925) e alla creazione di un Bivacco in quota in memoria di Lorenzo Rottigni, per 39 anni vicepresidente del gruppo. Il Club organizza a Gandino l’antica “Corsa delle Uova” di Gandino, originalissima manifestazione che si svolge ogni anno, dal 1931, all’antivigilia della prima domenica di luglio (quest’anno è in programma il 5 luglio 2019). Nel 1999 i festeggiamenti per il ventesimo di fondazione portarono a Gandino la Ferrari di Formula 1 e la realizzazione di uno speciale annullo delle Poste Italiane. Da ricordare anche i concerti di solidarietà, con artisti prestigiosi, organizzati nella Basilica di S.Maria Assunta a Gandino. Nel 1997 il Club Valgandino ha ricevuto il Premio Pino Pozzoni, riservato ai club neroazzurri più attivi. Il prossimo 16 aprile 2019 è in programma la festa per il 40esimo dalla fondazione, in coincidenza con l’assegnazione del premio “Bravo Papà”, assegnato quest’anno ai calciatori atalantini Marten de Roon e Alejandro “Papu” Gomez.

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