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Il sindaco di Curno va al mercato per ascoltare tutti i suoi cittadini

Il sindaco di Curno va al mercato per ascoltare tutti i suoi cittadini
Pensare positivo 27 Novembre 2018 ore 09:10

Il mercato come luogo di aggregazione, di incontro e di scambio. Ma anche di chiacchierate e lamentele. A questo hanno pensato assessori e consiglieri di Curno circa un anno fa quando, capitanati dal sindaco, hanno deciso di presentarsi tutti i secondi mercoledì del mese sulla piazza del mercato, per stabilire un contatto anche con quei cittadini che, spesso, sono i più difficili da raggiungere. Un progetto che, almeno per quanto riguarda i paesi del circondario, è unico nel suo genere, e sta portando ottimi risultati. Di questa «Amministrazione fuori dal Comune» parla il sindaco Luisa Gamba, una delle presenze fisse tra le bancarelle.

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Come vi è venuta l’idea di approcciarvi in questo modo alle persone?
«In realtà è stato un arrovellarsi su come “accorciare le distanze”, perché quello della comunicazione è uno dei problemi più sentiti. Da una parte c’è l’esigenza di incontrare i cittadini per cercare di capire i loro bisogni e di ascoltarli. Dall’altra c’è il fatto concreto che, purtroppo, comunicare non è sempre così facile. In passato, con la precedente Amministrazione, programmavamo spesso delle assemblee pubbliche, alle quali però partecipavano pochi cittadini, sempre gli stessi e, soprattutto, sempre quelli che comunque erano già informati. Ma c’è una larga fascia di persone che non hanno la possibilità di conoscere quello che facciamo, o perché non hanno internet e quindi non possono accedere al sito del Comune, o perché non ricevono la newsletter. Abbiamo quindi deciso di trovare una nuova modalità per arrivare anche a loro. L’idea di andare al mercato è nata l’anno scorso, quando si è costituito un primo gruppo di volontari in biblioteca. Uno dei progetti previsti era quello di fare dei banchetti con i libri che rappresentassero i vari eventi del paese, e una volontaria aveva chiamato questo progetto “La biblioteca fuori di sé”. L’idea di andare verso l’esterno mi è venuta da lì e mi sono detta: “Potremmo farlo anche noi come Amministrazione”. La piazza del mercato mi è sembrato il punto di incontro più idoneo. E la cosa funziona, perché tutte le volte che ci andiamo incontriamo diverse persone che non sono state raggiunte dagli altri mezzi di informazione».

C’è anche chi vi critica?
«Devo dire che raccogliamo anche tante lamentele, e va bene quando le raccogli e la volta dopo riesci a dire alla stessa persona che il problema è stato risolto, oppure esponi i motivi per i quali non abbiamo ancora potuto trovare una soluzione. Poi, essere sul mercato, secondo me aiuta tantissimo ad abbattere le distanze, perché tante persone si fanno problemi a venire in Comune per parlare con me piuttosto che con qualche assessore. Invece lì è una cosa più informale, noi giriamo per i banchetti e parliamo con le persone, siamo sullo stesso piano, la comunicazione è più diretta e più immediata».

Come funzionano queste chiacchierate?
«Quando mi vedono, spesso l’esordio è “Già che è qui…”, spesso anche in bergamasco. Io dico di venire in Comune ma loro si fanno un sacco di problemi. Invece al mercato dicono: “È qui per noi, quindi adesso possiamo andare a parlarci”. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo raccolto le firme in favore della legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione alla cittadinanza nelle scuole. Quella è stata anche l’occasione per agganciare le persone e parlare con loro di abbandono di rifiuti, di rispetto per le persone e le cose, e anche per capire le problematiche dei nostri cittadini e prenderne atto».

Chi sono gli assessori e i consiglieri con cui i cittadini possono interloquire al mercato?
«Io e l’assessore Claudio Cavagna ci siamo sempre. Questo perché è importante avere delle presenze fisse con cui rapportarsi. Anche il consigliere Serra è venuta spesso. I giovani riescono a esserci di meno per questioni di studio o di lavoro. La scorsa volta c’era l’assessore Rota. Insomma, cerchiamo di esserci un po’ tutti a turno. Stiamo lì di solito un’ora e mezza, abbiamo un gazebo e abbiamo fatto costruire anche un totem portatile con lo stemma del Comune, dotato di piccoli raccoglitori all’interno dei quali appoggiamo i volantini delle varie iniziative. Il contatto umano per me è veramente importante, perché anche…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 42 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 novembre. In versione digitale, qui.

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