Simbolo del nostro Paese

La Torre di Pisa s’è tirata un po’ su

La Torre di Pisa s’è tirata un po’ su
Pensare positivo 22 Novembre 2018 ore 09:21

La Torre di Pisa si sta raddrizzando. Il campanile della Cattedrale pisana diventato un simbolo del nostro Paese proprio per via della sua bizzarra pendenza, ha recuperato quattro centimetri in vent’anni. È la conclusione alla quale sono giunti i professori Salvatore Settis, Carlo Viggiani e Donato Sabia, membri molto autorevoli del Gruppo di Sorveglianza, che da più di diciassette anni controllano i movimenti del celebre monumento pisano. In vent’anni il campanile ha dunque recuperato circa quattro centimetri di pendenza e il suo attuale stato di salute è migliore rispetto alle previsioni del comitato internazionale coordinato da Michele Jamiolkowski e operativo tra il 1993 e il 2001. Proprio nel 2001 la Torre era stata riaperta dopo undici anni di chiusura per permettere il raddrizzamento e consolidamento. Dopo l’intervento provvidenziale di chiusura la sua inclinazione si era ridotta di ben 44 centimetri. Il successo dell’operazione fu legato al nome di Michele Jamiolkowski docente del Politecnico di Torino e presidente del Comitato internazionale per la salvaguardia della Torre di Pisa.

 

 

Perché la Torre pende in maniera tanto visibile? Per molto tempo si era ritenuto che si trattasse di una bizzarria del suo geniale progettista: quel Bonanno Pisano che diede il via al cantiere nel 1173. Cantiere che durò circa duecento anni senza rendersi conto che il terreno prescelto non era adatto a reggere l’enorme massa della Torre di 14.453 tonnellate. In effetti la pendenza è dovuta a un cedimento del terreno sottostante verificatosi già nelle prime fasi della costruzione. Difatti, i saggi del terreno effettuati durante i restauri portarono alla luce la presenza di una notevole quantità di acqua sotterranea che rendeva cedevole il terreno: Pisa poggia su un terreno estremamente fragile. Sabbia, argilla e depositi dei fiumi Arno e Serchio non erano certamente i materiali sui quali mettere le fondamenta di un edificio così pesante.

Per far fronte a questo problema, vennero aspirate grandi quantità di acqua dal sottosuolo con l’ausilio di pompe, ma questo aveva favorito il fenomeno della subsidenza, ovvero del progressivo sprofondamento del fondo, e il conseguente aumento della pendenza della torre. Negli ultimi decenni del secolo scorso l’inclinazione aveva subito un deciso incremento, tanto che il pericolo del crollo si era fatto concreto. Nel 1993 lo spostamento dalla sommità dell’asse alla base era stato valutato in circa 4,47 metri, ovvero circa 4,5 gradi. Ora la Torre ha recuperato quattro centimetri così la sua inclinazione dell’edificio misura 3,9° rispetto all’asse verticale.

 

 

Comunque sia, anche se frutto dell’inesperienza dei suoi primi costruttori, la Torre Pendente con la struttura a cilindro che si sviluppa verso l’alto, sinuosa come le spire di un serpente continua ad essere un polo d’attrazione straordinario. Grazie a tutti questi interventi la Torre è visitabile, tutti i giorni dalle 9 alle 18. Bisogna mettere un conto il prezzo del biglietto, che è di 18 euro e comprende anche la vista alla Cattedrale.

 

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