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Finanziato dal Fai

Al via il progetto di valorizzazione del Santuario della Madonna della Cornabusa

Il Santuario ha raccolto 47.936 voti nella classifica de "I Luoghi del Cuore" del 2018, conquistando il quarto posto nazionale. Il progetto di rilancio ha ottenuto un contributo del valore di novemila euro

Al via il progetto di valorizzazione del Santuario della Madonna della Cornabusa
Pensare positivo Val Brembana e Imagna, 10 Dicembre 2020 ore 17:26

Valorizzazione della rete dei percorsi, mappatura dei sentieri e creazione di nuove mappe, utilizzo delle tecnologie più innovative e un sito internet rinnovato. Sono soltanto alcuni degli interventi che saranno realizzati nell’ambito del progetto di comunicazione e valorizzazione del Santuario della Madonna della Cornabusa, a Sant’Omobono Terme, nella frazione di Cepino. Il progetto, promosso dalla parrocchia di San Bernardino da Siena nell’ambito de “I Luoghi del cuore”, è stato annunciato oggi (giovedì 10 dicembre) in occasione dell’esposizione del presepe donato dai maestri presepisti di Cerete, il Comitato “Amici della Cornabusa”. Il Santuario, grazie all’attività di promozione svolta da parrocchia, Comunità Montana e Infopoint Valle Imagna e pro loco di Sant’Omobono Terme, ha ottenuto un contributo di novemila euro sostenuto dal Fai e da Intesa Sanpaolo in virtù dei 47.936 voti che gli sono valsi il quarto posto nella classifica nazionale de I Luoghi del Cuore del 2018.

L’intervento consentirà di valorizzare un luogo caro a tantissimi fedeli, tra cui Angelo Giuseppe Roncalli, Papa Giovanni XXIII, che definì questa basilica rupestre «il Santuario più bello che esiste, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso». L’obiettivo è di promuovere non soltanto il Santuario ma anche il contesto paesaggistico e storico in cui è inserito, per approfondire e consolidare il suo legame con il territorio, restituire ai pellegrini un’esperienza di visita a tutto tondo e attirare anche l’interesse di un pubblico più giovane. «Il Santuario della Cornabusa è lieto di essere entrato da protagonista nel progetto de “I Luoghi del cuore” – sottolinea il parroco e rettore del Santuario don Alessandro Locatelli -. I volontari e la Comunità Montana hanno iniziato a parlare di questa iniziativa e la sua notorietà è così cresciuta, da coinvolgere sempre più la Valle Imagna. Tantissimi fedeli giungono al Santuario da tutta la bergamasca, ma anche da varie parti d’Italia e dall’estero. La definizione “I Luoghi del cuore” ci è sembrata particolarmente adatta per il Santuario della Cornabusa: il riferimento alla Madonna Addolorata da sempre tocca il cuore delle persone, in particolare di chi soffre. La presenza di migliaia di pellegrini testimonia che Maria non smette di parlare al cuore della gente».

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L’intervento, a cura di Moma Comunicazione, valorizzerà la rete dei percorsi, facilitando e diversificando l’accessibilità al luogo. L’uso di nuove tecnologie per la comunicazione permetterà di restituire ai pellegrini una visita più fruibile e di accrescere l’interesse delle nuove generazioni attraverso contenuti digitali ma restando immersioni nel meraviglioso paesaggio in cui si trova il Santuario. Verranno individuati e proposti percorsi differenti in base al target dei visitatori: dal percorso spirituale interno della grotta a quelli naturalistici per gli sportivi, al cammino che collega il Santuario di Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII, alla Cornabusa. Un vero e proprio sistema di cammini riuniti in un’unica applicazione, di Orobie Active.

«Abbiamo colto l’opportunità del FAI e creato il comitato, ritrovandoci coinvolti in un “gioco scommessa” – commenta Renzo Frosio, uno dei volontari del comitato “Amici della Cornabusa” -. Incoraggiati e sempre più fiduciosi abbiamo coinvolto i pellegrini, raccogliendo firme e informandoli dell’iniziativa. Così siamo riusciti a raccogliere 47.936 voti».

«Il Santuario della Madonna della Cornabusa è il quinto “Luogo del cuore” bergamasco a ricevere un finanziamento da parte del FAI – conclude Claudio Cecchinelli, delegato FAI Bergamo -. Questo in virtù anche di un progetto di scoperta e valorizzazione che incarna lo spirito di questo luogo tanto caro agli abitanti della sua valle, che potrà essere elevato all’attenzione dei bergamaschi e soprattutto dell’Italia intera».

La storia. Il Santuario della Madonna della Cornabusa, le cui origini affondano ai tempi delle lotte tumultuose tra guelfi e ghibellini, tra il 1350 e il 1440, si trova incastonato in una zona impervia, nel verde del valico prealpino del Pertüs sul versante destro della Valle Imagna, precisamente lungo il dorsale del monte Albenza, a 658 metri sul livello del mare: un territorio di grande spiritualità e fede religiosa. La cavità, lunga 96 metri e larga 20, è un vero e proprio luogo di culto naturale, reso un unicum dagli elementi dell’acqua, della luce e della roccia. Secondo la tradizione, nel XIV secolo, per sfuggire alle violenze della guerra, una donna anziana molto religiosa avrebbe portato con sé nella grotta la statua della Madonna Addolorata, alla quale il gruppo di rifugiati avrebbe rivolto le proprie invocazioni. La devozione accresce in seguito al primo miracolo, in cui una pastorella sordo-muta, rifugiatasi nella grotta con il suo gregge da un temporale, ritrova la voce.
Proprio in questo luogo, a partire dal ‘500, fu edificato il santuario dedicato al culto della Madonna della Grotta, che in seguito divenne la Madonna della Cornabusa. Attorno alla grotta sacra si è sviluppato poi un vero e proprio sistema di accoglienza e di attrazione per i visitatori, costituito dalla Casa del Pellegrino e dal Museo del Santuario, che ospita le antiche tavolette ex voto dei devoti e altri oggetti liturgici di grande importanza storico-artistica. Accanto al museo si possono inoltre visitare le stanze dove ha risieduto Angelo Giuseppe Roncalli durante le sue visite al Santuario, fino a poco prima dall’elezione al soglio pontificio.