accordo tra sindacati e regione

Alla sanità pubblica bergamasca oltre 15 milioni e mezzo di premio per l’emergenza Covid

Complessivamente saranno erogati 168 milioni di euro di bonus a 81 mila lavoratori della sanità pubblica

Alla sanità pubblica bergamasca oltre 15 milioni e mezzo di premio per l’emergenza Covid
29 Maggio 2020 ore 14:23

Sottoscritto l’accordo tra sindacati e Regione Lombardia: agli 81 mila lavoratori della sanità pubblica saranno erogati 168 milioni di euro come premio per l’impegno straordinario compiuto tra marzo e aprile nella lotta al Coronavirus. In particolare, a Bergamo saranno destinati oltre 15 milioni e mezzo di contributi dei quali potranno beneficare circa 7500 operatori del comparto.

«Si tratta di uno stanziamento senza precedenti – sottolineano Angelo Murabito (Cisl-Fp), Roberto Rossi (Fp-Cgil) e Antonio Montanino (Uil-Fpl) – L’emergenza sanitaria ha evidenziato quanto i nostri professionisti sanitari abbiano dato prova di grande professionalità, senso del dovere, abnegazione e capacità di sacrificio. Tutto questo vede oggi un traguardo di natura economica, risultato di un lavoro di confronto con la Regione sostenuto dal sindacato confederale con caparbietà e impegno, per destinare le risorse straordinarie previste dal decreto Cura Italia, dalle Rar e dalla legge regionale 9/2020».

Le quote serviranno per compensare il disagio e l’impegno di tutto il personale che ha affrontato l’emergenza sanitaria e verranno distribuite considerando i diversi livelli di intensità nella gestione dell’epidemia da parte delle unità operative. Le organizzazioni sindacali hanno presentato una piattaforma rivendicativa che è stata in gran parte soddisfatta, in una trattativa lunga e non facile da gestire «ma che ha prodotto un importante risultato per i professionisti che in molti casi hanno pagato anche personalmente il loro impegno. Adesso si svolgeranno i confronti nelle varie aziende per rendere operativo l’accordo e consentire l’erogazione del premio il prima possibile».

Ora l’attenzione massima da parte di Cgil, Cisl e Uil è rivolta all’individuazione di risorse e modalità «per riconoscere adeguate indennità anche al personale della sanità privata accreditata che, al pari dei colleghi del pubblico, ha dato e continua a dare il massimo. Si tratta di personale essenziale per la tenuta dei servizi sanitari nell’intera regione, ma non ha stessi diritti, stesso salario e stesse tutele».

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