Da uno studio russo-svedese

Arriva l’elisir dell’eterna giovinezza (una cosa scientifica e molto seria)

Arriva l’elisir dell’eterna giovinezza (una cosa scientifica e molto seria)
01 Marzo 2017 ore 09:30

Saremo tutti dei Dorian Gray, eternamente giovani? Forse, entro qualche anno, ma senza bisogno di vendere l’anima al diavolo. Perché un gruppo di ricercatori della Lomonosov Moscow State University, in Russia, e dell’Università di Stoccolma, in Svezia, starebbero mettendo a punto una soluzione antinvecchiamento, un elisir di giovinezza. Un prodotto orale, presumibilmente delle gocce da diluire nell’acqua, capaci di rallentare l’azione dei mitocondri, una parte della cellula co-responsabile degli effetti e dei danni che sopravvengono con l’età. L’esperimento condotto in laboratorio, sui topi, e pubblicato sulla rivista Aging, ha dato buoni risultati e si auspica che i medesimi effetti possano essere replicati anche sull’uomo.

 

 

SkQ1. Si chiama così, con una strana sigla, un presunto anti-aging di giovinezza, una sostanza antiossidante artificiale che, al momento, è stata sperimentata in laboratorio su dei topolini geneticamente modificati, creati in Svezia. Ai quali erano state indotte delle alterazioni genetiche, capaci di accelerare il processo di invecchiamento dei mitocondri, ovvero le centrali energetiche della cellula, le quali in parte comandano e regolano tutte le attività della cellula stessa. Questi topolini mutati erano così stati programmati per vivere meno di un anno, contro i due e più dei topolini normali. La mutazione genetica induceva, infatti, un’accelerazione dello sviluppo di molti difetti legati all’età dipendenti dai mitocondri, tra cui anche l’iperproduzione di radicali liberi, noto fattore di invecchiamento e di danno cellulare. In buona sostanza, i topolini OGM erano destinati a diventare vecchi e morire prima del tempo.

 

 

C’è un ma: infatti, a partire dall’età di 100 giorni, un gruppo di topini mutanti aveva ricevuto, sciolte nell’acqua che bevevano, piccole dosi di SkQ1 pari all’incirca a circa 12 microgrammi, rispetto agli altri topolini che invece si idratavano con dell’acqua al naturale. Lo scopo dell’esperimento era valutare se e in quale misura l’antiossidante era capace proteggere i topolini dall’azione dei sottoprodotti tossici dei mitocondri. E verso i 200-250 giorni, ecco l’evidenza: gli animali del gruppo di controllo, quelli cioè che avevano bevuto solo acqua, invecchiavano prima e più rapidamente, secondo le aspettative dei ricercatori, a differenza dei topolini targati SkQ1 che invece mostravano segni di meglio gioventù. Che cosa ha dimostrato l’esperimento? Ha fornito almeno due informazioni: che le specie reattive dell’ossigeno prodotte dai mitocondri svolgono un ruolo fondamentale nel processo di invecchiamento dei mammiferi e che che intervenendo con antiossidanti mirati sui mitocondri stessi, è possibile decelerarne l’azione tossica e negativa.

 

 

Qualche passo anti-aging per arrivare a questo obiettivo è stato fatto. Perché la ricerca ha prodotto delle speciali gocce oculari a base di SkQ1, che sono state già state approvate e commercializzate in Russia e che hanno superato la fase II di sperimentazione negli Stati Uniti, manca cioè solo la fase III che consente l’applicazione e/o l’utilizzo anche nell’uomo, dopo sperimentazioni sul larga scala. Mentre la ricerca è ancora al lavoro per sviluppare una soluzione orale, sempre con questo antiossidante, ma da bere disciolta nell’acqua, qualche cosa di molto simile a quanto utilizzato negli esperimenti suddetti, e che attualmente sarebbe in fase di sperimentazione clinica in Russia. In caso di esiti positivi, la SkQ1 con effetti di gioventù potrebbe essere pronta e approvata entro qualche anno, presumibilmente due o tre.

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