Archimede in erba

Audionet sa riconoscere i suoni e fa subito scattare l’allarme

Audionet sa riconoscere i suoni e fa subito scattare l’allarme
Pensare positivo 21 Giugno 2018 ore 13:03

L’influenza di ciò che vediamo e sentiamo è fondamentale anche per le pieghe che prende la nostra creatività. Parte tutto da una notizia di cronaca, di quelle che ultimamente ai telegiornali si sentono spesso, cioè una ragazza aggredita sul treno, l’idea che si è trasformata in impresa. Quattro bergamaschi, studenti e laureati in Ingegneria informatica a Dalmine, si sono chiesti: possibile che nessuno abbia sentito nulla? Ecco allora l’impegno per trasformare il concetto di sicurezza nei luoghi pubblici in realtà tecnologica, grazie a un’intelligenza artificiale in grado di riconoscere i suoni di pericolo e trasmettere l’allarme. Ne è nata anche una start up, Ai Sent, dopo che i quattro sono arrivati terzi all’edizione 2017 di «Start Cup Bergamo», e in finale anche a «Start Cup Lombardia.

 

 

Come funziona. La start up ruota attorno ad Audionet, dispositivo in grado di individuare e segnalare le situazioni di pericolo. Posizionato nelle stazioni, nei parchi o in altri luoghi a rischio aggressioni, riesce a riconoscere urla, spari o qualsiasi altro suono associato a situazioni potenzialmente pericolose. Poi lancia l’allarme, avvertendo con un massaggio o una mail chi si occupa della sicurezza del posto, dalla polizia agli agenti di sorveglianza. Si tratta in sostanza di una scheda elettronica dotata di un microfono.

I quattro genietti. AiSent è composta da Daniele Gamba (di Bergamo) e Mattia Peracchi (Ranica), studenti magistrali in ingegneria informatica (meccatronica, per l’esattezza), con Michele Ermidoro (Bergamo) e Mirko Mazzoleni (Madone), ricercatori PhD e professori universitari. Classe ’94 i primi, un poco più grandi i secondi. Dallo sviluppo del primo prototipo alla creazione della start up, il passo è stato breve. «Abbiamo “insegnato” all’intelligenza artificiale a riconoscere un urlo e il rumore di uno sparo, ad esempio. – ha raccontato Peracchi – Ma la cosa interessante è che si tratta di una tecnologia completamente orizzontale. Può essere infatti programmata per riconoscere qualsiasi tipo di suono, e questo amplia a dismisura le possibilità di applicazione concreta». Si potrebbe usare anche nelle case di cura, nei resort e nei centri che si occupano di anziani. Si potrebbe intervenire tempestivamente quando qualcuno cade o si sente male. Stessa cosa per i bambini.

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