Politiche sociali

Azzano, l’accoglienza “leggera” per venti ragazzi sfortunati

Azzano, l’accoglienza “leggera” per venti ragazzi sfortunati
31 Gennaio 2018 ore 10:15

Diritti, politiche sociali e famiglia avranno un ruolo ancora una volta di grande rilievo nell’Azzano San Paolo dei prossimi tre anni e nel relativo bilancio amministrativo. Approfondiamo l’argomento, affrontato nell’ultimo consiglio comunale del 2017 da Marco Gambaro, Assessore della lista «Azzano in Testa» con delega all’Ambiente, Territorio e Servizi Sociali.

“Accoglienza leggera”. «Uno dei punti forti di questo ambito per la comunità azzanese rimane la prosecuzione di un’attività sperimentale già avviata, ovvero la cosiddetta “accoglienza leggera”. Si tratta di un percorso che mira a individuare persone in difficoltà, soprattutto nella fascia infantile e adolescenziale, che necessitano di un contesto educativo “normale” all’interno della comunità; soggetti che a causa di problemi sociali, economici o familiari non trovano tra le mura domestiche un contesto adeguato alla loro “crescita” personale. Il nostro tavolo di lavoro coinvolge la Scuola Materna “Papa Giovanni XXIII”, l’Asilo Nido “La Stellina”, la scuola primaria e secondaria di Azzano e ovviamente la parrocchia. Lo scopo è quello di fare formazione e dare informazioni, rilevare le situazioni critiche e fornire strumenti per risolverle. Al di là delle figure professionali dedicate, soprattutto le insegnanti, che per prime captano queste difficoltà, siamo affiancanti da un educatore dell’Ambito Territoriale di Dalmine che segue il progetto insieme all’Agenzia dei Minori».

 

Marco Gambaro, Assessore della lista Azzano in Testa con delega all’Ambiente, Territorio e Servizi Sociali.

 

Venti ragazzi da supportare. L’azione della scuola, spesso a partire dall’asilo, si sposa con le caratteristiche del progetto, «risultando fondamentale nell’individuare situazioni poco piacevoli, ma anche nell’approcciare quelle famiglie in grado di sposare l’iniziativa e accogliere i minori». Per Azzano i casi sono circa una ventina, più o meno “leggeri”, soprattutto nella fascia d’età della scuola primaria; in alcuni casi si tratta di bambini e ragazzi che già precedentemente erano accolti per qualche ora da una famiglia che si metteva a disposizione, e che il progetto ha quindi inserito in una cornice istituzionale, siglando un apposito accordo educativo tra famiglia e utenti.

Un’iniziativa che sta quindi trovando una forma sempre più strutturata, anche per il futuro: «È stato ideato nel 2016 per poi partire in forma sperimentale nel 2017; nel 2018 avrà un ulteriore perfezionamento, grazie anche alla messa a disposizione di fondi comunali e d’Ambito. Nel 2019, infine, grazie alla collaborazione del Gruppo Fotoamatori Azzano San Paolo, verrà realizzato un apposito calendario contenente scatti di questi momenti di “accoglienza leggera”. Un’occasione importante per supportare e, allo stesso tempo, per alleggerire e contestualizzare una genitorialità sociale che non coincide con un vero e proprio affido».

 

 

Il Dopo di noi per disabili. Un secondo punto chiave è il progetto «Dopo di noi», dedicato ai disabili e già avviato in forma sperimentale da quest ’estate con la collaborazione della Cooperativa L’Impronta. Anche in questo caso a occuparsene è l’Assessore Gambaro: «Il tutto nasce dalla considerazione che, naturalmente, con il passare degli anni i ragazzi disabili cresceranno e rimarranno senza familiari: noi proviamo quindi ad aiutarli nel trovare una collocazione nella comunità locale, nell’organizzare le loro giornate a prescindere dai genitori. Durante l’estate e l’autunno abbiamo quindi “ritagliato” sabati e domeniche di convivenza, ma senza pernottamento, tra educatori e disabili, che hanno quindi vissuto insieme dei momenti di autonomia senza l’ausilio di nessun genitore o familiare. Un appuntamento fisso, settimana dopo settimana, e svolto a turno all’interno di case private o popolari abitate dagli stessi disabili. Dalla spesa del sabato mattina alla preparazione di un pasto, passando per il lavaggio dei piatti o un’attività di gioco in oratorio, tanti piccoli tasselli di vita quotidiana che riempiono la vita dei nostri disabili, cui dedichiamo un momento di svago, ma anche formativo».

Uno sguardo d’insieme: «Personalmente posso ritenermi soddisfatto, poiché nel 2018 i fondi dedicati rimarranno praticamente invariati. I sostegni garantiti dal Comune verso associazioni e progetti continueranno a rappresentare delle possibilità importanti, mentre i servizi d’ambito sovracomunale, come l’assistenza domiciliare, saranno garantiti con i consueti ottimi standard».

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