Pensare positivo
Uno studio americano

I bambini con un amico del cuore crescono più felici e più intelligenti

I bambini con un amico del cuore crescono più felici e più intelligenti
Pensare positivo 17 Agosto 2016 ore 09:30

 

La qualità conta. Ovvero il detto «Pochi ma buoni», sarebbe utile e veritiero in molti contesti della vita. Anche nelle relazioni umane, specie di amicizie iniziate e consolidate nell’infanzia. Esperti americani di psicologia e del comportamento confermerebbero che avere un amico, sia che si tratti di quello del cuore o di una cerchia di compagni con cui condividere la quotidianità, non solo aiuta a vivere meglio il tempo libero, ma favorirebbe ogni aspetto della socialità, dell’autostima e del rendimento scolastico.

Dire che un amico, conosciuto nell’infanzia e mantenuto nell’età adulta, è come possedere un tesoro suona molto riduttivo. Perché, stando alle affermazioni di alcuni esperti americani, le potenzialità legate alle relazioni amicali, maturate in erba, sarebbero almeno quattro. Sì, perché un compagno di giochi e di avventura nell’infanzia:

 

1) Rende bello e costruttivo il tempo libero

Sembra scontato, ma non tutti i bambini hanno la possibilità di crescere, anche nel gioco, con un amico della propria età o poco più grande. A scuola, durante l’intervallo, o nei momenti di relax pomeridiani, ma anche in vacanza, svolgere un'attività (dipingere, inventare un personaggio di fantasia, fare merenda o dedicarsi ai compiti scolastici) con un compagno, piuttosto che da soli, rende quell’impegno più divertente o meno gravoso. Ma non solo: spartire il proprio tempo con qualcuno, dicono gli esperti americani, aiuta il bambino a maturare correttamente nelle varie fasi dello sviluppo, potenziandone anche l’autostima.

 

2) Favorisce la socialità

Fin dalla più tenera età, cioè dalla scuola materna quando si instaurano i primi legami che esulano dal rapporto bimbi-genitori-ambiente domestico, avere un amico migliora la socialità. A tal punto che alcune scuole americane hanno strutturato programmi per favorire incontri e amicizie, formule che aiutino i bimbi a relazionarsi con i coetanei e a farli sentire meno soli e spaesati nel percorso scolastico. Avere un amico, però, non significa soltanto aggiungere un nome in più alla lista delle proprie conoscenze. Dedicarsi a lui vuol dire soprattutto avere modo di sviluppare le abilità sociali, imparando cioè a conoscere il punto di vista dell’altro, affinare la propria sensibilità a ciò che accade intorno a sé, ma anche apprendere a poco a poco le regole della buona connivenza. Vale a dire come sapersi relazionare con il prossimo, sia dal punto di vista del semplice dialogo sia dei comportamenti corretti da tenere o da correggere in funzione all’età e al tipo di relazione e di attività che si sta svolgendo.

 

3) Aiuta a diventare più bravi a scuola

Un amico è anche uno stimolo a migliorare se stessi. Soprattutto a scuola, mettersi in competizione positiva con un compagno, potrebbe favorire il rendimento scolastico migliorando le performance e l’impegno per la buona riuscita  dell’anno accademico. Non solo: gli amici contribuiscono anche a scoraggiare l’assunzione di comportamenti negativi, piuttosto comuni all’interno dei gruppi di giovani, come ad esempio prendersela con i compagni più fragili, facendo valere la ragione del più forte. E, in senso contrario, avere un amico aiuta a sentirsi meno vittima di atti di bullismo. Questo perché un buon amico innalza i livelli di autostima, insegna a gestire meglio le sfide, le difficoltà e lo stress. Capacità che si apprezzeranno poi soprattutto in età adulta.

 

I genitori danno il buon esempio. La predisposizione all’amicizia potrà pure essere una questione innata che, a seconda del temperamento più o meno socievole, porta ad intessere un maggiore o minore numero di relazioni. Gli esperti sostengono però che i genitori e il loro buon esempio possono influenzare l’attitudine dei bimbi. Vedere mamma e papà bendisposti a coltivare nuove amicizie favorirebbe cioè anche nei piccoli il medesimo comportamento. Vale a dire che compito dei genitori è anche quello di stimolare nei propri figli, qualora avessero difficoltà a relazionarsi o a intraprendere contatti con gli amichetti, l’avvicinamento ai coetanei. Sempre però in funzione delle necessità e dei bisogni dei singoli bimbi, che mamma e papà devono imparare a conoscere. Infatti ci sono bimbi che per essere felici e crescere bene hanno bisogno di essere circondati da molti amici, mentre ad altri più solitari basterà un solo amico, quello del cuore o il compagno con cui hanno legato di più per affinità intellettive e emotivi. Perché non siamo tutti uguali, nemmeno per quanto riguarda il bisogno di amicizia. Differenze che vanno rispettate per favorire, nei bimbi, la crescita armonica della personalità.

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