Pensare positivo
Non sarà troppo grande?

Bruna, che dalla sua finestra vede crescere lo stadio

Bruna, che dalla sua finestra vede crescere lo stadio
Pensare positivo 23 Luglio 2019 ore 08:00

La signora Bruna (la chiameremo così, ché ci tiene alla sua privacy) abita al secondo piano in un appartamento semplice e molto luminoso. Il soggiorno si affaccia sul cantiere in cui sta nascendo la nuova Curva Pisani e lei, a 81 anni suonati, non perde occasione per dare un’occhiata e tenere tutto sotto controllo. L’abbiamo incontrata nella sua abitazione grazie all’aiuto dell’amico Marcello ma subito, da buona bergamasca semplice, riservata e anche un po’ diffidente, ci dice, un po’ in italiano e un po’ in dialetto, che «mi raccomando, non voglio apparire né in foto e nemmeno con il nome. Ci tengo. Racconto quello che ho vissuto, i miei ricordi e quello che si sta compiendo sotto i miei occhi, ma non voglio apparire. Siamo persone semplici». Quel «siamo» si riferisce a lei e a suo marito. L’età si fa sentire con qualche acciacco, ma la dolcezza di questa coppia che abita a due passi dal sogno di tanti bergamaschi è veramente tanta roba.

 

[Il cantiere della Nord dalla finestra di casa della signora Bruna]

 

«Il cantiere inizia a lavorare molto presto – racconta Bruna con il piglio dei giorni migliori –. Vanno avanti fino a sera. Io mi alzo sempre alle 6.30 del mattino perché la prima pastiglia per mio marito devo darla a quell’ora, e sbircio subito cosa fanno gli operai con il casco giallo. Li guardo e mi chiedo sempre: “I g’avrà mia colt con chel laur lè?”. Sono in movimento continuo, ogni giorno c’è un pezzo nuovo che viene montato o completato». Siamo seduti al tavolo del soggiorno, ma spesso ci si alza per scrutare, vedere, capire e commentare. Il pilastro nuovo, il pezzo di copertura, la traversa nuova. Bruna chiede cosa sia quella grande vasca centrale, vuole capire dove arriverà lo stadio e si vede che ci tiene tantissimo a quello che sta succedendo. «Mio marito non ci vede bene, lo accudisco io e gli racconto ogni cosa nuova che vedo. Sono sincera, quando hanno demolito la vecchia Curva mi sono commossa: questo stadio lo conosco da sempre, fin dai tempi della pista e dei cavalli».

 

[L'avanzamento dei lavori in una foto scattata da dentro lo stadio sabato 20 luglio]

 

Situazioni come queste sono la fortuna di chi racconta il calcio come noi: i cassetti della memoria che aprono giovani donne di 81 anni regalano perle che difficilmente trovi sui libri. «Mia madre mi raccontava che sotto la nostra casa c’erano i box dove tenevano i cavalli quelli con i soldi. Correvano in mezzo al prato, proprio dove ora c’è il campo. Qui intorno non c’era nulla tranne la nostra casa, un’altra vicina e tanti campi. Ho visto panchette di legno ma anche la piscina e il campo da tennis: sotto casa scorre il Tremana, ora l’hanno coperto ma quando c’era l’acqua a cielo aperto io e mio fratello andavamo sempre a...

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 20 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 25 luglio. In versione digitale, qui.