Il pioniere si chiama Roger Jones

Il calcio dai settanta in su dove se corri ti fischio fallo

Il calcio dai settanta in su dove se corri ti fischio fallo
14 Febbraio 2015 ore 15:26

L’età avanza ma proprio non avete voglia di appendere gli scarpini al chiodo? Tranquilli. Lo sport che fa per voi c’è: è il Walking Football. È la versione rallentata del gioco più bello del mondo. Si gioca, un passettino alla volta, come una normale partita di pallone, solo molto più lenta. Perché la regola che regge i pilastri di questa attività per la terza (e forse anche per la quarta) età è semplicissima: è vietato correre. Si gioca a calcio, sì. Falli. Punizioni. Rigori. Gol. Tutto come al solito, ma lo si fa camminando. Lo scatto non è consentito. Anzi, è fallo. Colin Moore, il responsabile della Football Association, sta pensando di renderlo un vero business. Lo ha capito dopo che in tv è passato uno spot. Invece Steve Rich, il fondatore del primo sito internet del Walking Football, adesso vuole mettere in piedi un torneo con squadre scozzesi, inglesi e gallesi. «Non sarà facile» ha detto al Guardian. Vedremo.

 

 

Fino al 2009 il Walking è stata una goliardata nata in un centro per anziani. Gli ospiti cercavano un passatempo per quelli che erano lì. E siccome le carte e la tombola avevano stufato un po’, i responsabili hanno fatto un sondaggio. Viene fuori che in tanti si sarebbero fatti volentieri una partitella. Problema numero uno: il cuore. Problema numero due: i legamenti. Cose che a settant’anni possono essere un vero e proprio impiccio. Allora che fare? Giocare, ok, ma a ritmi più blandi. E cioè camminando. Keith Salamon, un simpatico signore di 73 anni con il naso grande come un porro, ha detto al giornale britannico: «Senza il Walking Football me ne sarei stato seduto in poltrona a leggere il giornale o a guardare la tv. Non mi sarei più mosso». Molta di questa gente ha avuto interventi al cuore, ha problemi alla schiena, ma a renderli ancora giovani è il divertimento. E l’agonismo. L’agonismo rallentato.

 

 

Il pioniere del Walking Football si chiama Roger Jones. Ha avuto l’idea nella zona di Glasgow Govan, ma si è allargato. Sempre al Guardian: «Questo dovrebbe essere uno sport senza contatto, ma ho visto anche dei brutti falli». Ovviamente c’è anche un arbitro, e tutte le volte che uno, dimenticandosi dell’età, allunga il passo in una coraggiosa corsetta, ecco che subito arriva il fischio e il calcio di punizione per gli avversari. Qui è chi va piano che va davvero lontano. Sei anni fa, il Walking Football era una roba da ospizio, oggi è un torneo con duecentocinquanta squadre e migliaia di arzilli giocatori dai settanta in su. Naturalmente ci sono anche gli ex campioni, quelli che una volta vincevano le coppe e gli scudetti ma che, come tutti, sono diventati vecchi. Uno è George Jackson, 62 anni, che quando ne aveva venti giocava nello Stoke City. Una volta persino contro George Best e il suo Manchester United. «Ho pensato che non avrei giocato mai più». E invece… Ha tirato giù gli scarpini dal chiodo e ora cammina più veloce del vento.

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