Cosa sono e perché vanno tutelati

Cambiare vita grazie a un alpeggio Ce n’è uno libero vicino a Mezzoldo

Cambiare vita grazie a un alpeggio Ce n’è uno libero vicino a Mezzoldo
Pensare positivo 19 Febbraio 2016 ore 15:52

Quante volte vi è capitato di pensare “basta, mollo tutto e cambio vita”? Tante supponiamo. C’è chi sogna un bar sulla spiaggia in Costa Rica (Tre uomini e una gamba vi dice niente?), chi invece semplicemente di dedicarsi anima e corpo alla natura. Per i secondi, nel caso in cui volessero passare ai fatti, abbiamo ciò che fa per voi. E a offrirlo è l’ERSAF, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste della Lombardia. Si tratta di un bando d’asta pubblica per la concessione di 33 alpeggi collocati in 20 delle più belle foreste lombarde. In sostanza la Regione offre la possibilità di dare in gestione per conto della Regione stessa questi meravigliosi luoghi immersi nella natura. Per i bandi aperti, cliccate QUI per trovare tutte le informazioni.

 

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Cos’è un alpeggio. Stiamo parlando delle aree di montagna dove, in estate, vengono portate al pascolo le mandrie. Figli dell’antica tradizione bovara, gli alpeggi sono un enorme ricchezza per ogni territorio, perché abbinano alla salvaguardia della ricchezza naturale anche la salvaguardia di grandi ricchezze gastronomiche italiane, come i formaggi d’alpeggio. La zootecnia beneficia del pascolo, infatti, sia per il benessere degli animali che stazionano in quota, sia per l’alta qualità apportata alla carne e al latte, dovuta al pascolo delle praterie di montagna, ricche di essenze foraggere spontanee. Quest’ultimo aspetto è particolarmente valorizzato dalle produzioni casearie dell’alpe, prodotti unici in quantità limitata che costituiscono una grande biodiversità gastronomica tipica. Gli alpeggi, dunque, sono microcosmi antichi, ancora oggi fortemente identitari, che sempre più spesso si trovano costretti a confrontarsi con la realtà delle produzioni agroalimentari globalizzate e standardizzate. L’alpeggio si differenzia per la sua unicità e tipicità che rendono questa realtà storia, tradizione e alternativa a modelli intensivi di produzione agro-zootecnica.

In Lombardia è praticato ad altitudini comprese tra i 600 e i 2.400 metri. Inizia con la salita in quota per la “monticazione”, che avviene tra la fine di maggio e la prima metà di giugno, e termina con la “demonticazione”, cioè la ridiscesa a fondovalle o in pianura verso la metà del mese di settembre. Gli animali portati al pascolo in alpeggio sono generalmente bovini da latte, ma anche caprini ed equini, spesso accompagnati da suini, animali da cortile e cani pastore. Negli anni ‘50, lo sviluppo industriale e il conseguente esodo verso le città portarono alla progressiva riduzione del numero delle aziende agricole e allo sviluppo, anche in montagna, di aziende medio-grandi che hanno gradualmente ridotto l’utilizzo delle risorse foraggere locali, a partire da quelle meno comode. In altre parole si è abbandonata quasi totalmente la pratica dell’alpeggio. Come spiega però l’ERSAF, non è detto che si tratti di un cambiamento irreversibili. Un ripensamento dell’organizzazione, l’adozione di modalità gestionali capaci di innovare senza stravolgere, un miglioramento delle strutture e delle infrastrutture e una maggiore attenzione dei cittadini ai servizi di ordine generale resi dall’attività alpestre sono alcuni dei possibili punti di forza sui quali lavorare per un futuro di continuità e soprattutto di qualità, ricercando le possibili sinergie con gli altri settori economici, turismo in particolare, per la valorizzazione di un patrimonio comune. Su questa strada si innesta il bando aperto per la gestione di 33 alpeggi lombardi.

 

casera azzaredo dall'alto

 

L’alpeggio a Mezzoldo e altri vicini a Bergamo. I vincitori del bando avranno a disposizione l’area di montagna e la struttura annessa per le attività silvo-pastorali per valorizzare il patrimonio forestale regionale attraverso «la promozione dell’attività agro-pastorale svolta da giovani imprenditori, la ricerca di soluzioni innovative nella gestione multifunzionale dell’alpeggio, la valorizzazione dei prodotti tipici, la conservazione della biodiversità, il presidio del territorio, la promozione della cultura di montagna, nonché l’offerta di attività agrituristiche». I 33 alpeggi si trovano su tutto il territorio lombardo, ma quelli che potrebbero interessare i bergamaschi sono 11. Il primo si trova proprio in provincia di Bergamo, nel Comune di Mezzoldo, nel cuore della foresta Azzaredo-Casù. La concessione riguarda la malga denominata “Azzaredo”, posta ad un altitudine compresa tra 1.750 e i 2.290 metri e ubicata verso la sommità del Monte Tartano. La malga comprende diversi fabbricati di servizio. Il principale è la Casera di Azzaredo, dotata di cucina, magazzino, bagno, caseificio, deposito formaggi e due locali ad uso dormitorio; ha un impianto idrico e uno fognario e anche un impianto elettrico alimentato sia da un generatore che da un sistema fotovoltaico. Vicino c’è anche una piccola stalletta. A quote più alte sono dislocati altri tre piccoli fabbricati: Arletto, Foppa dell’Orso e Laghetti. All’altezza di quest’ultimo si trova anche il rifugio Balicco. La concessione per questo alpeggio è di 6 anni, quindi sei stagione di pascolo, con inizio previsto per il 15 aprile 2016 e scadenza fissata per l’11 novembre 2021. La base economica di riferimento è di 3.500 euro. Il concessionario avrà la possibilità di detrarre dal canone annuo le spese di eventuali migliorie apportate al fabbricato, purché siano state concordate con l’ERSAF, fino a un importo pari al 50 percento del canone di aggiudicazione. Ai partecipanti alla gara è richiesta la presentazione di una proposta di gestione vincolante sulla base degli obiettivi generali e prioritari stabiliti.

 

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Gli altri alpeggi non lontani da Bergamo che potrebbero interessare sono: due in provincia di Sondrio, precisamente nella foresta regionale Val Masino, e addirittura 8 in provincia di Brescia, dei quali 5 nella foresta Val Grigna, precisamente nei Comuni di Esine, Berzo, Bienno e Bovegno, uno a Bagolino, nella foresta Valle Vaia, e altri due nella foresta Gardesana occidentale, nei Comuni di Gargnano e di Tremosine. Un’occasione d’oro per provare veramente a cambiare vita, soprattutto se siete giovani. L’ERSAF, infatti, offre interessanti agevolazioni per i giovani agricoltori: se avete un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (all’inizio della data di concessione) potrete usufruire, per i primi 3 anni di contratto, di una notevole riduzione del canone d’affitto.

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