Una location unica

Quella cena per i poveri nei Giardini Vaticani

Quella cena per i poveri nei Giardini Vaticani
Pubblicato:
Aggiornato:

Lo scorso 7 luglio il Circolo San Pietro ha organizzato una cena in favore dei poveri e dei bisognosi in una location davvero unica: i Giardini Vaticani. È il secondo anno in cui, a nome del Santo Padre, lo storico sodalizio ha offerto un ricevimento ai suoi assistiti: uomini, donne e bambini che vivono grazie alle attività di sostegno organizzate da questa associazione. Il Circolo San Pietro è nato a Roma nel 1869 su iniziativa di alcune nobili famiglie romane che volevano dimostrare la loro fedeltà al Pontefice per difenderlo dagli attacchi anticlericali che in quel difficile momento il papato stava affrontando. Pio IX apprezzò questa iniziativa, ma affidò loro come primo impegno la carità da svolgere in favore dei poveri. E quel compito è stato fino ad oggi rispettato, visto che da più di un secolo i romani chiamano questa carità «la minestra del Papa».

Ai giardini vaticani sono arrivati quattro pullman che hanno raccolto gli invitati a Santa Croce in Gerusalemme, a San Francesco a Ripa e al Piazzale dell'ex Mattatoio a Testaccio. Come lo scorso anno, a servire la cena sono stati gli stessi soci e amici del Circolo che si sono divisi i dieci tavoli occupandosi del servizio. Già un anno fa monsignor Franco Camaldo, uno dei promotori dell’iniziativa, l'aveva definita «una giornata di grande serenità e di gioia. La cena è stata molto gradita, perché era molto curata ed è stata trovata molto buona. È stata servita a tavola dal cardinale Bertello, dal duca Torlonia e anche da me. Nel volto dei nostri assistiti c’era tanta gioia, frammista ad emozione e quasi incredulità». Anche quest’anno, dopo i ringraziamenti del Presidente del Circolo Leopoldo Torlonia a quanti hanno contribuito alla riuscita della serata, il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha portato il saluto personale del Pontefice ai commensali. Infine, prima di lasciare la Città del Vaticano, gli ospiti hanno ricevuto in dono un sacchetto con pasticceria secca, un rosario e un portachiavi raffigurante papa Francesco.

Dopo i ringraziamenti del Presidente del Circolo Leopoldo Torlonia a quanti hanno contribuito alla riuscita della serata, il Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha portato il saluto personale del Pontefice ai commensali. Infine, prima di lasciare la Città del Vaticano, gli ospiti hanno ricevuto in dono un sacchetto con pasticceria secca, un rosario e un portachiavi raffigurante papa Francesco.

Dal primo marzo, papa Francesco ha aperto al pubblico anche i Giardini di Castel Gandolfo. Condotti in una visita guidata disponibile in più lingue, i turisti possono visitare l’area che comprende i giardini botanici e le storiche architetture della residenza. La durata della visita è di un’ora e mezza. Questa residenza non è mai stata molto utilizzata dall’attuale papa. Se Giovanni Paolo II la usava come «buen retiro» estivo e Benedetto XVI aveva scelto il Palazzo sulle rive del lago per sostare i primi mesi dopo la rinuncia, Bergoglio è stato a Castel Gandolfo appena tre volte: il 23 marzo quando, eletto Pontefice da dieci giorni, andò a salutare il Papa emerito; il 14 luglio per l’Angelus e il 15 agosto per la Messa dedicata all’Assunta. Ma non risulta che vi abbia pernottato. E la scorsa quaresima per gli esercizi spirituali  Bergoglio si è recato  sempre nella zona dei Castelli Romani ma ad Ariccia, in una Casa retta dai Paolini, esattamente sulla riva opposta del lago.

Castel Gandolfo

La residenza papale di Castel Gandolfo si trova all'interno della zona extraterritoriale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, sui Colli Albani, a circa venti chilometri a sud di Roma, ed è frequentata per la villeggiatura dai papi fin dai tempi di Urbano VIII. L’area, di oltre 55 etttari, comprende il palazzo pontificio, la specola vaticana (un osservatorio astronomico) e i giardini.

Giardini del vaticano

La maggior parte della superficie della città del Vaticano è occupata da giardini. Sin dal 1279 sono luogo di relax dei papi, quando Niccolò III riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano.I giardini furono ampliati numerose volte tra Cinquecento e Seicento, e vi furono impiegati artisti del tempo come Bramante, Ligorio, Tempesta, Magari e Falda. All'interno delle nove mura che difendono la dimora papale si trovano gli spazi verdi, divisi in tre aree: un pomerium (frutteto), un pratello (prato) e un viridarium (giardino). Ogni zona è attraversata da sentieri, decorati da statue, colonne, fontane, otre a piccoli santuari dedicati alla Madonna.

Seguici sui nostri canali