In lizza come Comune virtuoso

Il centro di riuso La Miniera a Curno Una seconda vita per uomini e cose

Il centro di riuso La Miniera a Curno Una seconda vita per uomini e cose
Pensare positivo 28 Dicembre 2016 ore 09:25

Curno è in lizza per il premio ai comuni più virtuosi d’Italia. Tutto merito del progetto La Miniera – Centro Comunale di Riutilizzo. La premiazione si svolgerà sabato 17 dicembre a Parma. Tale centro, situato in via Aldo Moro 6, ha valenza ambientale e sociale, poiché vengono conferiti e poi distribuiti beni ancora utilizzabili e non inseriti nel circuito della raccolta dei rifiuti urbani. Le finalità sono diverse: diminuire il quantitativo di rifiuti avviati in discarica, ma anche sostenere la diffusione di una cultura del riuso; consentire alle persone di prendere, dando una libera offerta, beni di consumo usati, ma funzionanti e in buone condizioni; non meno importante, realizzare possibilità e percorsi di inserimento lavorativo per persone in situazione di fragilità.

 

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Come funziona la Miniera. Ci siamo fatti raccontare come funziona proprio da chi dedica a questa iniziativa una parte preziosa del suo tempo. «Siamo tutti volontari, a eccezione di Luca Marziali che lavora qui. Ci troviamo mensilmente per stabilire i turni - spiegano Erica Gaverina e Vito Pizzarelli - Siamo sempre almeno in due o anche di più, a seconda delle giornate. In base alle disponibilità si organizzano i turni per coprire le cinque aperture: martedì mattina, mercoledì pomeriggio, giovedì mattina, sabato mattina e pomeriggio. In alcuni giorni si può portare, in altri si può prendere, per semplificare il lavoro. Possono conferire oggetti solo i cittadini di Curno e Mozzo; quando arriva qualcosa, le persone firmano una liberatoria dove dichiarano la residenza e la gratuità, dopodiché noi facciamo il lavoro di pesatura degli oggetti ed etichettatura. Ogni cosa ha la sua etichetta con un codice, perché è tutto inserito nel database. Ci serve per poi rendicontare a Regione Lombardia, che ci ha finanziato, il peso totale degli oggetti salvati dalla discarica e rimessi in circolo. In questo modo abbiamo il conteggio di quanti rifiuti in meno sono stati prodotti.

 

 

Le offerte libere e i progetti sostenuti. La Miniera funziona con offerte libere: non siamo un negozio e dunque non vendiamo, ma chiediamo un contributo alle persone per sostenere in parte questo progetto con gli inserimenti lavorativi, in parte un altro progetto de ll’associazione nostra partner Abilitare Convivendo, che sta portando avanti Welcome, prove di residenzialità e di autonomia per persone adulte con disabilità. L’appartamento è a Mozzo, ma l’associazione è su entrambi i paesi. A prendere invece possono venire persone da qualunque paese, perché l’obiettivo è far riutilizzare più cose possibili; mentre raccogliamo solo oggetti dei residenti dei due paesi perché altrimenti si altererebbero i dati sui rifiuti. Qui non si compra, si prendono le cose e si lascia un’offerta: noi diamo un suggerimento attraverso le stelline che si trovano sull’etichetta, da una a cinque».

 

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Gli enti e le associazioni. Il centro è aperto da febbraio: «Nel primo mese abbiamo solamente raccolto, per accumulare un po’, dopodiché abbiamo aperto al pubblico. Funziona discretamente bene. Se un oggetto rimane troppo tempo, dobbiamo portarlo in discarica. Ecco il motivo per cui non possiamo prendere cose dai non residenti. Andremmo a falsare i dati. A gennaio andremo a rifare l’inventario e le prime cose arrivate verranno smaltite». I soggetti istituzionali che collaborano, oltre ai due comuni di Curno e Mozzo, sono Regione Lombardia, Rete Città Sane, Abilitare Convivendo Onlus e la Cooperativa Biplano. Ci sono poi gli amici: gruppi e associazioni legate al progetto, alle quali vengono date cose che potrebbero andare in discarica, ma a loro invece servono. Sono il Sermig, l’associazione Aiutiamoli a Vivere, il progetto Diamoci una mano e il Centro di primo ascolto e Caritas parrocchiale. «In questi casi l’obiettivo unico è rimettere in circolo, non ci interessa minimamente di ricavare qualcosa, perché il primo obbiettivo è quello ecologico. Cerchiamo di fare in modo che in discarica arrivi il meno possibile e tutto venga riutilizzato. Stando sempre attenti che siano enti no profit, altrimenti si vanifica un po’ tutto il senso della cosa».

 

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Numeri importanti. L’assessore Luisa Gamba si è detta soddisfatta: «Dal 12 marzo sono stati portati più di 7mila chili di oggetti, dei quali 3015 sono stati riutilizzati. Si sono raccolte offerte per 7400 euro, con un massimo di 10 euro a offerta, salvo eccezioni. Importante il numero di passaggi: 641 in entrata e 375 in uscita. C’è un buon giro, le persone stanno imparando a non sprecare. Sono particolarmente orgogliosa della folta presenza di volontari; grazie al loro lavoro, metà delle risorse raccolte potrà andare al progetto Welcome. Inoltre è stato fatto un inserimento lavorativo di persona con fragilità e ne stiamo tentando altri».