Studio di un'università di Singapore

Chi è impaziente invecchia prima

Chi è impaziente invecchia prima
Pensare positivo 26 Febbraio 2016 ore 14:30

Nella vita ci vuole pazienza. Sempre, ma soprattutto se l’obiettivo è vivere meglio e più a lungo. Un recente studio condotto dalla National University of Singapore, pubblicato sulla rivista PNAS, avrebbe infatti dimostrato che la voglia di raggiungere un traguardo bruciando le tappe, ma anche la bassa soglia di tolleranza alla lentezza da parte del prossimo o avere un sangue caldo che ribolle iroso alla minima sollecitazione, predispone a un invecchiamento più precoce.

 

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È questione di DNA, meglio di telomeri. In una parola l’impazienza avrebbe anche una componente genetica. Veloci, pronti a scattare sull’attenti, a correre o a eccitarsi per un nonnulla, o lenti, serafici e tranquilli come Giobbe, si nasce. A tal punto che si porterebbero dentro di noi segni biologici ben evidenti, nei telomeri. Ovvero nelle terminazioni dei cromosomi, che sono composte da frammenti di DNA, le quali nei soggetti che vivono all’insegna della rapidità sarebbero decisamente più corte rispetto a quelle sensibilmente più lunghe dei filosofi de “la vita va persa cuoncio-cuoncio”. Come a dire che i telomeri si bruciano seguendo il ritmo del nostro vivere e nel caso in cui la velocità sia appunto il moto conduttore, questi si consumerebbero più facilmente, a svantaggio anche di un maggiore danneggiamento cellulare. Insomma, i telomeri corti ci farebbero invecchiare prima.

 

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L’esperimento Marshmallow. Questa presunta relazione telomeri-vecchiaia l’hanno ipotizzata alcuni ricercatori asiatici dopo avere sottoposto un gruppo di oltre 1100 studenti ad un gioco, ideato sul principio del Marshmallow Test, un esperimento che consente di misurare la capacità individuale dell’attesa. Così gli scienziati hanno fatto ai giovani un accattivante invito: accettare subito una ricompensa economica oppure attendere qualche tempo con la certezza che quell’importo sarebbe diventato ben più lauto. Le scelte dei giovani hanno consentito ai ricercatori di arrivare anche al loro obiettivo: capire se l’impazienza di avere tutto ciò che si desidera e subito, potesse influenzare oppure no e in quale modo i telomeri. E così gli scienziati hanno prelevato in ciascuno dei giovani un campione di sangue attraverso cui è stato possibile analizzare l’esatta misura di quelle terminazioni cellulari, risultate raccorciate nei tempestivi e più lunghe nei calmi. Ed i primi, a detta dei ricercatori, sarebbero stati anche destinati, per via della fretta e della smania che non fanno mai bene, anche a invecchiare prima e a vivere di meno. Perché telomeri e smania influenzerebbero pure lo stile di vita, portando la persona a vivere da leone e a sperimentare anche rischi sopra le righe, come attraverso l’abuso di sostanze o un eccesso di attività fisica, che oltre i limiti “consumano” l’organismo.

 

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Strana relazione, ancora tutta da chiarire. Perché scoperto questo possibile binomio, non si è ancora in grado di dire quali siano i meccanismi di base che legano i telomeri all’impazienza e la loro causa/effetto. Ovvero se sia l’impazienza ad essere responsabile dell’accorciamento dei telomeri o viceversa. Nel dubbio, non ci resta che prendercela con un po’ più di calma e magari riusciremo davvero a gustarci e goderci un po’ di più la vita.

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