I consigli de Il Sole 24 Ore

I cinque migliori siti al mondo per trovare lavoro in poco tempo

I cinque migliori siti al mondo per trovare lavoro in poco tempo
09 Ottobre 2015 ore 09:00

Internet ha rivoluzionato le vite di tutti noi, ma in alcuni settori, particolarmente delicati, noi italiani preferiamo ancora i metodi tradizionali. Un esempio è la ricerca del posto di lavoro: le agenzie interinali e il curriculum “porta a porta” sono ancora oggi il modo scelto da molti italiani alla ricerca di un’occupazione. Qualcosa, però, sta lentamente cambiando. Soprattutto i più giovani, infatti, affiancano a questi metodi “old style” anche il web. Sono tanti i siti nati e pensati come punto d’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro e sono in costante crescita le piattaforme online che offrono milioni di impieghi in tutto il mondo. In Italia il portale di questo tipo più famoso è senza ombra di dubbio LinkedIn, una sorta di social network del lavoro: ci si iscrive, si segnalano agli altri utenti le proprie competenze e le proprie esperienze passate e ci si mette “in vetrina”, con la possibilità di ricevere referenze, offerte di lavoro e consigli, ma anche di cercare direttamente le posizioni aperte in aziende e imprese di ogni parte del globo. Se usato in modo intelligente, LinkedIn può essere davvero un’arma formidabile. Eppure sono altre le cosiddette “freelance platform” di maggior successo. La più grande, ad esempio, impiega addirittura circa 10 milioni di persone. Nel nostro Paese però sono ancora poco conosciute. Le migliori cinque le ha raccolte Il Sole 24 Ore. Ecco quali sono e come funzionano.

 

Upwork (Elance & Odesk)

upwork

La più grande in assoluto. Questa piattaforma è nata dalla fusione di due colossi del settore, ovvero Elance e Odesk, e vanta numeri pazzeschi: 10 milioni di persone che lavorano per 4 milioni di clienti registrati, guadagnando oltre un miliardo di dollari. Attualmente sono richieste circa 2.700 diverse figure professionali in circa 180 Paesi, una vera macchina perfetta. Non è pensata per nessuna professionalità specifica, ma è aperta un po’ a tutti: creativi, informatici, copywriter, designer, contabili, esperti di marketing. Basta cercare per trovare. La sua sede è a due passi da quella di Google, proprio a Mountain View, e fino a pochi mesi fa (aprile 2015) era guidata da Fabio Rosati, fiorentino. La piattaforma è molto apprezzata per la flessibilità e la rapidità con cui permette di trovare occasioni di lavoro, sia a singole persone che a gruppi di lavoro.

 

Freelancer

freelancer

Australiana, questa piattaforma è venuta alla luce nel 2009 per mano dell’imprenditore e informatico Matt Barrie. Come la precedente, non è rivolta solo a un singolo settore del mercato: è, diciamo, una piattaforma “generalista”, aperta a tutti i tipi di professioni. È diventata famosa soprattutto per merito dei suoi contest: vere e proprie sfide dove gli iscritti si danno battaglia (metaforicamente) per conquistare un posto di lavoro. Una sfida all’ultima abilità. Particolare non irrilevante: è forse quella a cui sono iscritte il maggior numero di aziende italiane. Al momento Freelancer impiega quasi 240mila professionisti, che lavorano per 30mila committenti su quasi 59mila progetti. Chi si vuole iscrivere ha due opzioni: l’iscrizione gratuita, dove però c’è un limite ai progetti che si possono eseguire o commissionare, e quella a pagamento, dove invece non sono poste limitazioni di alcun tipo.

 

Twago

twago

La prima piattaforma europea di questo tipo in termini di numeri. Anche lei nata nel 2009, ha sede a Berlino ed è certamente la leader del settore nei Paesi germanofoni, ma è presente anche in Spagna, Francia e Italia. Stando ai dati ufficiali forniti dai vertici della piattaforma stessa, al momento ha in “pancia” circa 79mila progetti, per un valore complessivo di oltre 416 milioni di euro. Sebbene sia aperta a diversi tipi di professionisti, le figure più richieste sono quelle di programmatori, designer grafici, esperti di marketing e traduttori. La registrazione è totalmente gratuita, ma viene chiesta una piccola percentuale una volta concluso il lavoro, come avviene anche in altri tipi di agenzie.

 

99designs

99designs

Dal generale al particolare. Questa piattaforma, infatti, è stata appositamente pensata e creata per offrire opportunità di lavoro ai designer grafici. Su 99designs, nata nel 2008 a Melbourne, Australia, ma ora con sedi anche a San Francisco e Berlino, è possibile presentare i proprio lavori: loghi, packaging, grafica web, moda, ma anche grafica meccanica. Dopo l’acquisizione, avvenuta nel 2012, della piattaforma tedesca 12designer, ha creato siti specifici per diversi Paesi europei, quali Spagna, Francia, Olanda e anche Italia. Il prossimo obiettivo? Conquistare il Giappone grazie all’ultimo investimento compiuto, di ben 10 milioni di dollari. Insomma, l’occasione per spiccare il volo verso il mondo per chi opera nel settore.

 

Addlance

addlance

L’ultima piattaforma che Il Sole 24 Ore propone è un atto patriottico, per certi versi. Addlance infatti è un prodotto completamente “made in Italy”, nato da pochissimo tempo. A fondarla sono stati i fratelli Cappelletti, Luca e Andrea, originari di Como. La loro è una scommessa, ovvero portare nel nostro Paese, ancora molto legato al passato per quanto riguarda il delicato settore del mercato del lavoro, una forma di interazione tra domanda e offerta innovativa e, almeno all’estero come abbiamo visto, di successo. Addlance non è generalista, ma si occupa soprattutto di professionisti nel mondo della programmazione, dello sviluppo web e dei multimedia, ma abbraccia anche il design, il marketing e la comunicazione. L’obiettivo dichiarato da Luca e Andrea è raggiungere i 5mila iscritti entro la fine del 2015, con un valore dei progetti presentati che si aggira sul milione di euro. Difficile ma non impossibile.

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