Pensare positivo
Il mister dopo le prime uscite

Come mai Reja sorride così tanto? «I nuovi stanno facendo bene»

Come mai Reja sorride così tanto? «I nuovi stanno facendo bene»
Pensare positivo 24 Luglio 2015 ore 13:12

Al calar della sera, il sorriso di Edy Reja pare ancora più radioso. Il mister nerazzurro è sereno, lo sguardo è tranquillo. Non sono le vittorie estive, non sono i gol contro palestinesi, israeliani o dilettanti a dargli fiducia, ma quello che sta vivendo in ritiro. Vede l’Atalanta crescere ogni giorno, valuta e apprezza senza dimenticare che tutto è solo all’inizio. E racconta così il momento che la Dea sta attraversando.

Grande lavoro di gruppo. «Sono sereno e tranquillo perché vedo il lavoro che svolgiamo ogni giorno. Veniamo al campo e con lo staff programmiamo quello che dobbiamo fare cercando di migliorare ogni volta un po’ di più. Se pensiamo alla stagione come a una bella giornata, adesso siamo al primissimo mattino. Continuiamo a lavorare, ma qualcosa si inizia a vedere. Siamo sempre legati ai risultati ma sono convinto che quello che stiamo facendo alla lunga si vedrà».

 

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Il tecnico friulano, negli ultimi due giorni, ha visto la squadra vincere sia contro Hapoel Haifa che contro Al Ahli. In sede di presentazione della stagione, Reja aveva detto che queste due gare magari arrivavano troppo presto considerando le insidie che avrebbero potuto nascondere, ma la risposta del gruppo è stata ottima. «Quello che proviamo sul campo in allenamento si comincia ad apprezzare anche durante le gare. Certo, è difficile avere la continuità nei 90 minuti, ma sono soddisfatto. Anche in difesa ci sono buone cose, alternate a qualche errore, come la rete presa l’altro giorno che è arrivata per un fuorigioco non fatto benissimo, ma andiamo avanti senza dimenticare che in questa fase ci sono anche situazioni in cui qualche pedina magari non gioca propriamente nella sua posizione preferita. Contro l’Al Ahli, ad esempio, nel primo tempo è successo questo».

Kurtic e De Roon. Tra i giocatori, le indicazioni più interessanti che arrivano vedono protagonisti Kurtic e De Roon. Lo sloveno è una bella conferma, l’olandese sta stupendo un po’ tutti. «Stanno facendo bene. Kurtic è in netta crescita, ogni tanto perde qualche pallone magari per un pizzico di egoismo ma ha stazza fisica, resistenza e qualità, oltre che un buon tiro. Mi sta impressionando sempre di più De Roon, sia in fase di interdizione che in fase di penetrazione è molto bravo, lo stiamo provando sia come vertice basso che più avanzato e le risposte sono buone. Mi sembra che abbiamo inserito nel gruppo due pedine importanti».

Per due innesti che stanno facendo bene, c’è un gruppo extra-large che necessita di essere sfoltito. «Credo che ci siano qui buonissimi giocatori e che da qui a fine agosto ci sarà la possibilità di trovare soluzioni per permettere a tutti di andare a giocare. Le società adesso non si muovono, aspettano le prime scelte, ma alla fine cercano le soluzioni utili. Spero che i nostri che partiranno trovino una sistemazione adeguata».

 

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La difesa tiene ma qualcuno arriverà.  «Qualcosa di buono si è visto anche in difesa ma dobbiamo ancora migliorare – ha detto Reja parlando del pacchetto arretrato -. Ci sono situazioni con palle che arrivano da dietro o cambi di campo che vanno gestite meglio, ci stiamo lavorando. Quando arriveranno le partite di campionato non possiamo permetterci di fare errori e subire gol perché poi conteranno i punti e bisogna farsi trovare pronti».

Manca solo un centrale difensivo per mettere la classica ciliegina sulla torta? «In fase difensiva qualcosa forse faremo anche se, ripeto, siamo tanti. C’è Canini, c’è Stendardo, ci sono Cherubin e Masiello. Vediamo, anche Kresic è molto interessante: è un classe 1996, certamente acerbo, ma in campo si fa molto rispettare. Lo seguivo anche l’anno scorso in Primavera, è tosto”.

Gomez e D’Alessandro, più Monachello. Tra i più positivi, ci sono sicuramente i due attaccanti esterni Gomez e D’Alessandro. Reja li sta provando nel loro ruolo naturale, i ragazzi rispondono. «Vedo entusiasmo nel loro lavoro quotidiano, sono contenti e soprattutto giocano nelle loro posizioni preferite, più protetti da un centrocampo a tre. Rientrano saltuariamente, quando devono puntare la porta e innestare le marce alte sono freschi e il risultato si vede. Va detto che sono favoriti dalla struttura fisica, entrano in forma subito e rispetto ai compagni hanno il vantaggio di poter essere già molto brillanti».

Da due belle conferme a un ragazzo che contro l’Al Ahli ha mosso i suoi primi passi nerazzurri. «Monachello ha giocato a sinistra ma è proprio una punta centrale. Difende molto bene la palla, è dotato di un ottimo tiro di sinistro, ha capacità di copertura del possesso e vedremo se capirà bene i movimenti che chiedo al centravanti. Dopo aver girovagato molto per l’Europa, l’ho visto contento di essere arrivato a Bergamo ed è voglioso di dare una mano. Dal punto di vista morale questo aspetto è decisivo, è un classe 1994 che dovrà imparare ancora molto, ma già l’anno scorso a Lanciano ha dimostrato di avere ottimi mezzi».

 

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Israeliani e palestinesi, gare dense di significato. L’ultima domanda è per un messaggio di pace da lanciare dopo aver giocato in due giorni contro ragazzi di Haifa ed Hebron. «Parlavo con Cusin, il mister dell’Al Ahli e mi raccontava che stanno vivendo un’esperienza incredibile. Non è facile vivere ad Hebron e nonostante loro siano distanti da ogni pericolo è indubbio che la situazione sia parecchio complicata. Sono amici e fra di loro i rapporti sono fortissimi. Mi auguro e sarebbe bello che in questo mondo ci fosse pace un po’ dappertutto».

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