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Piace al 99% degli italiani

Come si prepara una pasta perfetta

Come si prepara una pasta perfetta
Pensare positivo 27 Ottobre 2014 ore 16:29

Venerdì 24 ottobre, a Buenos Aires (Argentina), si è festeggiato il sesto “World Pasta Day”, cioè la giornata mondiale della pasta. La manifestazione è stata inaugurata nel 2009, a New York, ed ha fatto tappa, negli anni successivi, a Rio de Janeiro (2010), Roma (2011), Città del Messico (2012) e Istanbul (2013). Promosso dall’Ipo (International pasta Organisation) e dall’Aidepi (l’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane), il tema conduttore è la valorizzazione della pasta sotto il profilo del gusto, delle sue proprietà nutrizionali e del suo essere un alimento sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. Già, perché la pasta è un peccato che rimanga una prerogativa di noi italiani (ma un orgoglio sì, quello lo rimarrà sempre), così buona e così semplice da preparare. Un pasto facile da cucinare e da personalizzare, dove la qualità del risultato dipende all’80% dagli ingredienti e solo al 20% dalle capacità del cuoco.

 

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Tutti i numeri della pasta. Nonostante i confini della pastasciutta abbiano, oramai definitivamente, superato quelli nazionali, l’Italia resta la nazione dove il cuore culinario della popolazione batte più intensamente per questo fantastico prodotto. Il 99% degli italiani affermano di amare la pasta e, secondo l’indagine Doxa intitolata “Gli italiani e la pasta”, il 44% la consuma quotidianamente. Il 69% lo fa invece assiduamente, dalle 4 alle 7 volte a settimana. Un alimento quanto mai trasversale, visto che piace sia agli uomini (51%) che alle donne (49%), di un’età compresa tra i 30 e gli 80 anni. Andando oltre i gusti nostrani scopriamo, sempre nei numeri, i motivi del successo del World Pasta Day: sono più di 14 milioni le tonnellate di pasta prodotte nel mondo durante il 2013. L’Italia resta la leader indiscussa in tutti i parametri: sono 3,4 milioni le tonnellate prodotte nel nostro Paese, il 2,3% in più rispetto al 2012, per un valore economico complessivo di 4,6 miliardi di euro. Di queste, circa 2 milioni di tonnellate sono state esportate, il 5,4%  in più rispetto all’anno precedente, per un giro d’affari superiore ai 2 miliardi di euro (3,9% in più del 2012). Dove viene maggiormente apprezzata la nostra pasta? La Russia, con 54 mila tonnellate, è il Paese in cui esportiamo di più in Europa. Nel resto del mondo, invece, dominano gli Stati Uniti.

L’Unione Europea copre il 35,7% della produzione mondiale di pasta e soprattutto per merito nostro. Il resto della produzione si suddivide così: il 16,3% per altri Paesi europei, il 21% in Centro e Sud America, 15,2% in Nord America, in Africa il 5,6%, in Medio Oriente il 4,1%, in Asia l’1,7% e, infine, in Australia lo 0,4%. Gli italiani si confermano però i più golosi, con più di 25 chilogrammi di pasta consumata all’anno da abitante. Dietro di noi, distanti, i tunisini (16 chilogrammi), i venezuelani (12,2 chilogrammi) e i greci (11,5 chilogrammi). Tutti questi numeri hanno portato, nel solo 2013, a ben 14 miliardi e 278 milioni di piatti di pasta finiti sui tavoli di tutto il mondo.

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Come farla buona (e sana). Sono tanti i motivi per cui la pasta è un piatto così amato, a partire dal fatto che è un alimento completo: le proteine dei cereali si uniscono a quelle dei legumi, offrendo un valore biologico paragonabile agli alimenti di origine animale. Inoltre, quando combinata ad altri ingredienti salutari, come verdure, olio o pesce, fornisce al nostro organismo sostanze nutritive essenziali come le fibre, le proteine e le vitamine. La pasta fa parte della più classica dieta mediterranea, uno dei patrimoni immateriali dell’umanità dell’Unesco: con 80-90 grammi al giorno, offre un apporto calorico perfetto, di circa 400 chilocalorie. Sfatiamo quindi il mito che la pasta faccia ingrassare: per il 72% la pasta è formata da carboidrati complessi, per il 12% da proteine e ha un contenuto di grassi quasi trascurabile. Certo, bisogna anche saperla cucinare nel modo corretto, ma è molto semplice. La prima regola è aggiungere il sale solo quando l’acqua comincia a bollire e, quindi, buttare la pasta quando si è sciolto completamente. Successivamente, per una cottura ottimale, seguite la regola dell’1, 10, 100: 1 litro d’acqua e 10 grammi di sale, ogni 100 grammi di pasta (secca). La pasta va, inoltre, cotta sempre un minuto in meno rispetto al tempo consigliato dai produttori: continuerà a cuocere mentre viene scolata, condita e servita. Ma forse, il vero segreto della pasta, è solo uno: è buonissima, talmente buona da meritare dei sonetti, come quelli a lei dedicati dall’indimenticabile Aldo Fabrizi.

 

 

La Creazione

Dio disse: «Mò che ho fatto Cielo e Tera,
domani attacco Luce e Firmamento,
mercoledì fò er mare, doppo invento
farfalle e fiori pe’ la Primavera.

Pe’ giovedì fò er Sole, verso sera
fò li Pianeti, er Fòco, l’Acqua, er Vento,
così se venerdì nun vado lento,
faccio sabbato ingrese e bònasera!»

Finì defatti er sabbato abbonora.
«Mò» disse «vojo vede chi protesta
dicenno che er “Signore” nun lavora…

Ho sfacchinato quarant’ore… basta!
Domani ch’è domenica fò festa…
e prima de fa’ Adamo fò la Pasta!»