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A Bergamo fino a 90 euro in meno

Come risparmiare il 10% sul gas (se non volete comprarvi una stufa)

Come risparmiare il 10% sul gas (se non volete comprarvi una stufa)
Pensare positivo 11 Novembre 2014 ore 08:00

L’inverno è alle porte e molti di voi, dato il clima umido che ha accompagnato anche i mesi più caldi, hanno già dato le prime “fiammate” al riscaldamento, almeno la mattina e la sera, prima di coricarsi. Altrettanti, però, avranno fatto più di un pensiero prima di mettere mano al termostato, preoccupati dal costo del gas. Sulle famiglie italiane, infatti, le bollette del metano sono tra quelle che incidono maggiormente sui costi annuali. Soprattutto al Nord Italia. Risulta esser molto interessante, per tutti questi motivi, l’articolo de Il Sole 24 Ore, che ha analizzato uno studio effettuato da Sos Tariffe e che dimostra come, con attenzione, il libero mercato possa favorire noi utenti, arrivando a risparmiare anche il 10% sul costo del gas.

 

gas

[Cliccate sull’immagine per fare il test dei costi]

 

Grazie, mercato libero. Avvantaggiato è soprattutto il Nord, dove del resto (lo sappiamo bene) i caloriferi stanno accesi più a lungo. Secondo l’analisi di Sos Tariffe, infatti, a causa delle addizionali locali che insistono su tutti i contratti, le famiglie del Mezzogiorno pagano di più la singola molecola di metano, anche se la spesa annua è mediamente inferiore grazie al vantaggio climatico. Il record negativo spetta alla Calabria, mentre le medaglie d’oro vanno a Trentino e Friuli, dove una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 300 euro l’anno. Già, ma come? Ciò è possibile grazie al mercato libero. L’analisi, infatti, si riferisce all’offerta più economica disponibile nella singola zona in base a tre profili di consumo: singolo, coppia e famiglia. Data la particolare convergenza economica, gli operatori hanno migliorato le proprie offerte attraverso una serie di bonus, tesi a incrementare la convenienza dei propri pacchetti. Anche le famiglie della Lombardia, su questi calcoli, possono puntare ad ottenere un risparmio sul costo annuale della bolletta pari a circa il 10%. Niente male in periodi di crisi.

Quanto costa a Bergamo. Concentriamoci sulla nostra città. Ipotizziamo un nucleo familiare di 4 persone, che vive in un appartamento a Bergamo e che usa il metano per riscaldare casa, acqua e per la cucina. L’offerta migliore su piazza è quella di Enel, precisamente il pacchetto “e-light Gas”: quest’anno, a differenza dell’anno passato, il costo medio annuale, è di 894,44 euro, un risparmio rispetto al 2013 di ben 98,25 euro. Per chi invece volesse aver certezze su un arco di tempo più lungo, Sos Tariffe consiglia il pacchetto “Energia 3.0” di Gdf Suez, con rata fissa per un anno e prezzo bloccato per 2, che costa 902,55 euro all’anno con un risparmio di 90,14 euro rispetto al 2013. I prezzi rimangono più o meno invariati anche in tutta la Provincia, compresi i Comuni più vicini alle vette delle Orobie. Ogni ricerca è personalizzabile, sia in termini di numero di abitanti dell’abitazione, che in termini di metratura e di uso del metano. Un metodo intelligente per provare a risparmiare.

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C’è sempre l’opzione stufa. Negli ultimi anni è in forte crescita il mercato delle stufe. L’alto costo del metano e la crisi economica, infatti, hanno portato molte famiglie a valutare l’opzione alternativa ai classici caloriferi. E se una volta si poteva optare solamente per quelle a legna, che avevano gli svantaggi di produrre molto sporco e di necessitare di un ampio magazzino (asciutto) per tenere la legna, oggi c’è anche la possibilità di puntare sulle stufe a pellets, ovvero scarti di legno puro compressi in piccoli cilindri. Il pellets è un materiale assolutamente ecologico, che non inquina e abbina alti rendimenti a consumi ridotti. Naturalmente, nella maggior parte dei casi, la stufa non può essere considerata totalmente sostitutiva del riscaldamento a metano classico, ma può permetterci di riscaldare ampie zone delle nostre abitazioni senza dover accendere i caloriferi.

 

pellet

 

Ma prendiamo da esempio la nostra classica famiglia: 4 persone, che vivono in città in un appartamento di circa 75 metri quadri. In questo caso, una buona stufa a pellets potrebbe anche riscaldare l’intera abitazione. Il vantaggio di queste stufe è che, a differenza di quelle a legna, sono programmabili. Facciamo i nostri calcoli ipotizzando l’uso di una stufa ad aria, cioè quelle che diffondono il calore per irraggiamento e tramite ventole, di media qualità e che programmeremo per accendersi alle 7 del mattino e per spegnersi alle 7 di sera. In media, per 12 ore, servono 15 chili di pellets, cioè un sacco intero, che ha un prezzo che si aggira sui 3,50 euro. Tenendo conto che 1 metro cubo di metano sviluppa circa 10 Kwh di potenza e 1 chilogrammo di pellet 4,8, significa che in un giorno potremmo risparmiare sui 7,2 metri cubi di metano, che tradotti in denaro (valutando in 0,78 euro il costo di ogni metro cubo di gas), significano oltre 5,50 euro non spesi, a fronte di 3,50 che invece abbiamo speso per il sacco di pellet. Un risparmio di circa 2 euro al giorno. Ciò significa, tenendo conto che a Bergamo i riscaldamenti vengono tenuti accesi da metà ottobre a metà aprile (consideriamo 180 giorni), che in un anno si possono risparmiare circa 360 euro.

Chiaramente, con l’acquisto di una stufa, devono essere considerati anche il costo di acquisto e di installazione, che, stando al mercato attuale, potremmo valutare in circa 2 mila euro. Tenendo contro del risparmio di 360 euro l’anno, le spese potrebbero essere ammortizzate in circa 5 anni. Calcolatrice alla mano, non vi resta che fare qualche conto.