Pensare positivo
Le dritte del London Speaker Bureau

Consigli utili per fare bella figura quando si parla in pubblico

Consigli utili per fare bella figura  quando si parla in pubblico
Pensare positivo 24 Luglio 2015 ore 11:35

Calma? Entusiasmo? Essere convincenti? Affascinanti? Quali sono le caratteristiche che deve avere un perfetto oratore, uno di quelli capaci di entusiasmare decine di migliaia di persone tanto quanto i propri fratelli grazie alla perfetta esposizione del discorso, all’oculata scelta delle parole, all’enfasi trascinante? Probabilmente tutte quelle citate. C’è chi, fortunato lui, nasce con questa dote innata, mentre la maggior parte delle persone, invece, deve esercitarsi parecchio per poter essere ammaliante di fronte ad un pubblico.

Il London Speaker Bureau ha deciso di dar loro una mano, stilando un dettagliato catalogo di regole per diventare perfetti oratori, indipendentemente dalle doti personali. Seguendo queste semplici regole, in men che non si dica potreste trovarvi faccia a faccia con intere nazioni declamando «Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?» o «I have a dream…».

 

 

Qualità e atteggiamento del perfetto oratore. Anzitutto, il LSB detta i quattro punti fondamentali da cui tutto nasce: parlare in maniera consona a chi si ha davanti; utilizzare un linguaggio chiaro; parlare in maniera espressiva; essere preparati sul tema che si sta affrontando. Tutto muove da queste quattro, semplici regole.

Una volta che saranno chiare almeno le basi di questi cardini, allora si potrà cominciare a lavorare sulle finezze, sui colpi che renderanno il vostro discorso indimenticabile: aprire il discorso con una scenetta di grande impatto, utilizzare aggettivi ricercati e metafore, fare comparazioni storiche e geografiche, utilizzare citazioni, e via dicendo.

Ciò che conta è apparire sempre sicuri di sé e di quello che si sta dicendo (esserlo anche, poi, sarebbe chiaramente la soluzione migliore), così da instillare il dubbio in chi ascolta che, per quanto assurda possa essere la cosa che state dicendo, vale la pena ascoltarla e prenderla in considerazione.

 

 

La struttura del discorso perfetto. Ora è il momento di capire come impostare il proprio discorso in modo che sia il più chiaro possibile.

  • Cominciamo dal titolo, poiché da questo, dice il LSB, si può già intuire che tipo di discorso si sta per fare. Per esempio, se sarà un titolo frivolo e disimpegnato, così saranno anche le vostre parole successive (o meglio, questo è quello che pensa chi ascolta); se sarà vago, il discorso non dovrebbe portare da nessuna parte; eccetera. Il consiglio è di pensare ad un titolo particolarmente suggestivo, anche esagerato all’occorrenza, ma abbastanza d’impatto da solleticare la curiosità degli uditori.
  • Poi, l’introduzione non deve essere eccessivamente divagante, ma semplicemente spiegare di cosa si intende parlare di lì ai 10 minuti successivi: deve – appunto - introdurre il succo del discorso, non anticiparne i concetti più significativi oppure parlare di altro che non ne sia l’oggetto.
  • Poi, la parte centrale deve essere interamente dedicata alla materia in questione, nulla di diverso: occorre essere chiari e concisi, andare diritti al punto, concedendosi qualche divagazione o qualche artificio solo se questi hanno una chiara utilità ai fini del concetto principale, altrimenti meglio lasciar perdere. Può essere d’aiuto, quando si è alle prime armi, procedere in maniera schematica o per punti, stando attenti a non correre il rischio di risultare asciutti e noiosi.
  • Infine, la conclusione serve solo a tirare le somme di quanto detto, magari addirittura ripetendosi, ma con un tono che faccia capire che quella e solo quella può essere la fine naturale di quanto si è detto fino a quel momento. Terminare il tutto con una frase ad effetto può essere un’ottima idea, ma solo se si ha la certezza di riscontrare il favore del pubblico: una raggelante conclusione può mandare all’aria tutto.

 

 

Che fare per prepararsi, nelle 24 ore precedenti. Esistono anche alcuni consigli da applicare nelle 24 ore precedenti al grande momento, in modo da arrivare perfettamente pronti.

  • Anzitutto, provare il discorso finché non lo si possiede adeguatamente, ma senza esagerare, perché alla lunga il tutto potrebbe apparire innaturale e preconfezionato. Se proprio si vuole imparare a memoria qualche parte, siano esclusivamente l’incipit e la conclusione.
  • Rilassarsi completamente la sera prima, lasciando perdere i ripassi dell’ultimo minuto, magari facendosi una passeggiata.
  • Bere acqua (o comunque nulla che contenga stimolanti, come il caffè o la Coca Cola) mezz’ora prima di dover parlare, e premurarsi di essere andati in bagno.
  • Provare la posizione in cui ci si sente più comodi e a proprio agio, purché sia essa composta e apparentemente naturale.
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