Un viaggio in giornata da 1200 km

Una trasferta dal sapore di impresa

Una trasferta dal sapore di impresa
29 Settembre 2016 ore 07:00

Due auto e un van da 9 posti pieni a metà, 12 tifosi in tutto che sono partiti da Bergamo in mattinata, verso le 9.30, e hanno fatto ritorno ai piedi di Città Alta intorno alle 3 del mattino. Altri tre invece, ovvero Daniele e Stefania di Ambivere ed Eugenio di Osio Sopra, erano già nei pressi di Pescara per lavoro e si sono accomodati in tribuna. Nella serata in cui l’Atalanta ha ritrovato il successo, nel deserto dei 522 paganti dello stadio Adriatico di Pescara dove il Crotone gioca le sue gare interne in attesa della ristrutturazione del proprio impianto, un gruppetto di fedelissimi orobici ha colorato di nerazzurro il vuoto delle poltroncine azzurre abruzzesi godendosi la vittoria per 3-1 firmata Petagna, Kurtic e Gomez.

8 foto Sfoglia la gallery

Chi sono i bergamaschi presenti. Mauro, la moglie Elisabetta e la figlia Alessia erano sulla prima auto. La grande passione e la disponibilità di tempo hanno permesso alla famiglia di partire da Seriate per essere presenti nel settore ospiti e pare che tutto sia nato dalla figlia che ha trascinato papà e mamma (grandi tifosi) a oltre 600 km da casa. Jacopo, la fidanzata Katia e l’amico Davide non sono nuovi a “imprese” come questa, il loro striscione “Amor Loco” si è visto un po’ ovunque e anche questa volta non è mancato. Sul van da 6 organizzato da alcuni membri del Club Amici sono saliti Romano, Demetrio, Peppino, Tullio, Nicola e Marco, da Premolo a Mornico passando per Tribulina di Gavarno, Parre e Albino sullo stesso mezzo si sono ritrovati giovani, meno giovani e un paio di tifosi navigati che hanno ormai alle spalle circa 700 trasferte. Per tutti il menu è stato simile: entrata in autostrada a Bergamo, snodo di Bologna con un paio di soste complessive e poi via sulla A14 Adriatica per essere a destinazione nel tardo pomeriggio. Alcune immagini testimoniano che, vista la bella giornata, una capatina in spiaggia è stata fatta prima di raggiungere l’impianto pescarese, ma l’amore per i colori nerazzurri e la voglia di vedere la prima vittoria in trasferta della Dea sono stati il vero motore dell’impresa.

16 foto Sfoglia la gallery

L’atmosfera allo stadio. L’arrivo allo stadio è avvenuto intorno alle 18, inizialmente alcuni problemi di lettura dei biglietti hanno ritardato l’accesso ma dopo un quarto d’ora la situazione si è risolta e i 12 bergamaschi si sono potuti sistemare a metà del settore ospiti esponendo i propri vessilli. “Premolo C’è”, “Amor Loco”, “Oltre il Risultato”, “Tigri di Parre” e una bandiera del Senegal per Dramè, più un paio di bandierine nerazzurre che hanno colorato lo stadio color puffo del Pescara. Particolare importante e molto significativo: la Curva Sud e il settore ospiti sono stati intitolati a Piermario Morosini, il giovane calciatore bergamasco morto proprio sul terreno di gioco di Pescara il 14 aprile 2012. Prima del match, tutti i bergamaschi hanno scattato alcune foto ricordo nella speranza di vedere una bella partita e quando le squadre sono scese in campo per il riscaldamento anche lo sparuto gruppo di nerazzurri si è fatto sentire: le urla di incitamento si sono sentite distintamente anche in televisione e i giocatori in campo hanno preso alla lettera il sostegno chiudendo quasi subito i conti.

 

crat8864

 

La partita e il lancio delle maglie. La partita, infatti, si è messa bene praticamente subito grazie al gol di Petagna. L’unica vera sfortuna dei sostenitori orobici è che tutti e 4 i gol (sia quelli atalantini che quello crotonese) sono stati segnati nella porta posizionata nella parte opposta dello stadio e certamente li hanno visti meglio i dirigenti della Dea presenti in massa nella Tribuna Centrale. Il presidente Percassi, il figlio Luca, il direttore generale Marino, il direttore operativo Spagnolo, il direttore tecnico Sartori e il direttore sportivo Zamagna si sono goduti il 3-1 dalle loro poltroncine. L’espulsione di Kessie non è stata subito notata da chi era nel settore ospiti, la tecnologia aiuta e i messaggi arrivati da Bergamo hanno spiegato quanto la decisione fosse giusta. Nonostante qualche patema per il gol del Crotone, al fischio finale i giocatori hanno esultato e sono andati a salutare i 12 temerari presenti. Dal campo, Conti ha calciato un pallone verso il settore ospiti ma pare che uno steward abbia bloccato il recupero del prezioso cimelio, mentre Masiello e Dramè hanno lanciato le loro divise e lo stesso ha fatto anche il mitico massaggiatore Ginami, che ha fatto arrivare una decina di maglie d’allenamento agli appassionati.

16 foto Sfoglia la gallery

Il ritorno a Bergamo. Dopo pochi minuti dal fischio finale e un rapido passaggio al bar del settore ospiti (che ha fatto registrare l’incredibile incasso di 9,50 euro), i tifosi orobici sono stati scortati fino all’autostrada da due volanti della polizia (normale servizio scorta). Quello che più ha colpito, tuttavia, è stato l’impiego di uomini all’interno dell’impianto: per 12 tranquillissimi tifosi atalantini c’erano una ventina di steward, una ventina di poliziotti e 5 volontari della Croce Rossa. Stanchi ma felici, i bergamaschi sono arrivati in città a notte inoltrata, ma quello che rende tutto ancora più incredibile è che la maggioranza di loro, quest’oggi, si è presentata regolarmente al lavoro. Qualcuno ha dormito tre ore sul divano, altri hanno scelto il letto ma la sveglia li ha presto riportati alla normalità. Certo, normalità: perché il lavoro chiama e l’Atalanta ha vinto ed è salita a quota 6. Più di 1200 km di passione valgono una giornata dura al lavoro. Senza dubbio.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia