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Le diete non servono, muoviamoci Lo dice la Stanford University

Le diete non servono, muoviamoci Lo dice la Stanford University
Pensare positivo 09 Luglio 2014 ore 09:22

Ci sono diete “brucia-grassi”, last minute, vegetariane e vegane. E poi ci sono pastiglie e infusi dimagranti. C’è addirittura chi, per rimettersi in forma, sceglie di rinunciare al piacere di gustarsi pranzo o cena, riducendo i pasti al minimo. Insomma per dimagrire si è disposti proprio a tutto. Così un buon piatto di pastasciutta è sostituito da qualche foglia d’insalata e asciuttissime fette biscottate. Ma tutti questi sacrifici potrebbero non servire a nulla. A rivelarlo è un nuovo studio sull’alimentazione condotto dai ricercatori della Stanford University. La loro tesi è molto semplice: non è un apporto calorico alto ma la mancanza di esercizio fisico ad essere responsabile dell’aumento di obesità. Insomma, le diete spesso inseguite senza sosta servono a ben poco, se non sono accompagnate da uno stile di vita un po’ più “movimentato”.

 

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Non ci si muove più, per forza si ingrassa. Lo studio della Stanford University al momento non è ancora disponibile, dato che sarà pubblicato ad agosto sul The American Journal of Medicine. Ma america24.com ha già rivelato alcuni dettagli della ricerca. Gli studiosi hanno analizzato i risultati di alcuni sondaggi sulla salute condotti negli Stati Uniti tra 1998 e il 2010. «La cosa che ci ha maggiormente colpito è stata la drastica riduzione dell’attività fisica durante il tempo libero» dichiara Uri Ladabaum, professore associato di gastroenterologia a capo della ricerca. Il campione analizzato dai sondaggi era costituito da circa 20mila persone, in un periodo di tempo molto lungo che andava dal 1988 al 2010. Dallo studio emerge che la percentuale di donne che tra il 1988 e il 2010 ha dichiarato di non praticato attività fisica è significativamente aumentata, passando dal 19% al 52%. Stessa tendenza per gli uomini, che passano dal 11% al 43%. È conseguenza naturale che l’obesità sia cresciuta, dal 25% al 35% per le donne e dal 20% al 35% per gli uomini. L’aspetto interessante della ricerca è che gli individui sottoposti allo studio hanno dichiarato che le calorie da loro consumate ogni giorno non sono cambiate in quell’arco temporale. «Anche se non possiamo tirare conclusioni su cause ed effetti stando alla nostra analisi, quanto scoperto sostiene la tesi che l’esercizio e l’attività fisica sono elementi importanti nel trend dell’obesità», ha aggiunto Ladabaum.

 

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Non serve strafare, basta una pedalata. Non serve strafare, è sufficiente non condurre una vita che sia completamente sedentaria. Fare un po’ di corsa, per esempio, è un ottimo esercizio fisico in fase di dimagrimento. Ad ogni chilometro di corsa si perde una caloria per ogni chilogrammo di peso. Una persona di 60 kg brucia circa 60 kcal per ogni chilometro percorso correndo. Ma ci sono anche tante altre alternative. Basterebbe fare una mezzora di pedalata al giorno sulla cyclette o scegliere di fare qualche esercizio fisico per non addormentare i muscoli e tenere sott’occhio girovita e maniglie dell’amore.

Cosa si rischia aumentando troppo di peso. Le conseguenze dell’obesità sono numerose e molto gravi. I principali problemi di salute includono diabete di Tipo 2, malattie cardiovascolari e ipertensione, malattie respiratorie, alcune forme di cancro, osteoartrite, problemi psicologici e, più in generale, un’alterazione della qualità della vita. Tutte queste patologie sono responsabili di un’elevata percentuale della mortalità di uomini e donne nella maggior parte dei Paesi industrializzati, anche se il fenomeno inizia ad interessare anche i Paesi in via di sviluppo.

 

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Le percentuali della popolazione in sovrappeso.

 

Quanti obesi ci sono nel mondo. Secondo lo studio condotto nel 2013 da esperti dell’Università di Washington e pubblicato sulla rivista The Lancet le persone sovrappeso o obese nel mondo sarebbero 2,1 miliardi, ossia un individuo su tre. Fino al 1980 se ne contavano solo 857 milioni. L’indagine è stata condotta in 188 paesi e ha dimostrato che ovunque, senza distinzione di età, sesso e nazionalità, il mondo è continuato ad ingrassare senza che nessuna politica riuscisse seriamente a contrastare il fenomeno. Il paese in cui si registra il maggior numero di obesi sono sempre gli Stati Uniti, sul cui suolo dimora il 13% degli obesi. Medaglia d’argento a pari merito per Cina ed India che insieme totalizzano il 15% degli obesi. Seguono Russia, Brasile, Messico, Egitto, Germania, Pakistan ed Indonesia.

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