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16 milioni di italiani ne soffrono

Crescono i disturbi sessuali Ecco dove cercare le risposte

Crescono i disturbi sessuali Ecco dove cercare le risposte
Pensare positivo 03 Settembre 2014 ore 16:30

La salute sessuale, spesso trascurata per pudore e imbarazzo, è un elemento fondamentale della vita dell’essere umano. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che ha dichiarato: «La salute sessuale e riproduttiva è da considerarsi nella prospettiva dei diritti umani», alla pari, dunque, del diritto alla vita e alla libertà religiosa. Eppure le diverse culture hanno spesso abituato le persone  a sottovalutare la propria vita sessuale, a considerarla un surplus, o, in alcuni casi, una perversione. 

I punti dell’Oms sulla sessualità. L’Oms, da diversi anni a questa parte, sta portando avanti diverse iniziative legate all’educazione sessuale. Nel 2010, in Germania, l’Organizzazione ha definito i nuovi Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, con l’obiettivo di andare a colmare le lacune nell’ambito dei programmi di educazione sessuale che sono attualmente in vigore nei vari Stati europei. In apertura del documento, l’Oms dà una chiara definizione di “salute sessuale”: «uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo alla sessualità; non consiste nella semplice assenza di malattie, disfunzioni o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per raggiungere e mantenere la salute sessuale, i diritti sessuali di ogni essere umano devono essere rispettati, protetti e soddisfatti». Conseguenza di questa premessa è la formulazione di 10 punti, che l’Oms ha più volte rimarcato negli ultimi anni e che ha definito veri e propri diritti sessuali, che vanno rispettati, protetti e realizzati alla pari degli altri diritti umani fondamentali:

1. Possibilità di accedere al più alto standard di salute in relazione alla sessualità.

2. Cercare, ricevere e fornire informazioni sulla sessualità.

3. Diritto di ricevere e dovere di dare educazione sessuale.

4. Rispetto dell’integrità del corpo di ogni persona.

5. Libera scelta del partner sessuale.

6. Libera decisione se essere sessualmente attivi o passivi.

7. Avere relazioni sessuali consensuali.

8. Contrarre matrimonio consensuale.

9. Decidere se e quando avere figli o non averne.

10. Mirare a una vita sessuale soddisfacente, sicura e piacevole.

 

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Tra patologie, separazioni e rimedi. Il motivo per cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta dedicando tanta attenzione alla sessualità risiede nei crescenti numeri riguardanti problemi sessuali. Solo in Italia sono addirittura 16 milioni le persone che ne soffrono. Questi possono essere vere e proprie patologie anatomiche (sono 4 milioni gli italiani che soffrono di eiaculazione precoce e tre milioni quelli afflitti da disfunzioni erettili, mentre sono 2 milioni le donne che soffrono di vaginismo) oppure patologie psicologiche, legate dunque a stati mentali (disturbi del desiderio e anorgasmia che colpisce oltre 4 milioni di italiane). Almeno un milione di uomini e oltre due milioni di donne soffrono di disturbi del desiderio, patologia che, con il tempo, può anche portare alla depressione. Questo tipo di disturbi vengono spesso sottovalutati, o quantomeno nascosti, per pudore, con effetti che si ripercuotono anche sulle unioni sentimentali. Alla base di divorzi e separazioni, spesso, ci sono ragioni legate alla vita sessuale di coppia. In Italia, i matrimoni bianchi, cioè non consumati, sono più di 20 mila e circa il 20% delle separazioni è causato dall’assenza di una vita sessuale. Il problema di uno dei due partner porta molto spesso, conseguentemente, ad un problema sessuale dell’altro. Le coppie si trovano così davanti a una doppia problematica: non riuscire ad avere una vita sessuale soddisfacente e , soprattutto, faticare a ricevere informazioni chiare e sicure sulla salute sessuale.

 

dipartimenti

 

A chi rivolgersi? Questa è la domanda che più spesso si ritrovano a farsi gli uomini e le donne che cercano risposte alle proprie domande sulla vita sessuale. Meglio un ginecologo, un urologo o uno psicologo? Per affrontare le problematiche sono nati recentemente i Dipartimenti di benessere della coppia, ambulatori dedicati al trattamento dei problemi sessuali: un solo ticket, una sola cartella clinica, una visita ginecologica per lei, una urologica per lui e poi un colloquio di coppia per tentare, insieme a dei medici, di trovare una soluzione. Il primo è stato inaugurato l’1 luglio a Napoli, all’Ospedale Federico II, ma presto apriranno anche a Bari, Milano e Modena. L’obiettivo è rendere più coscienti di sé le coppie, non solo “clinicamente”, ma anche dal punto di vista sessuale, proprio come vuole l’Oms.

A Bergamo soprattutto i giovani cercano risposte. Se Napoli, Milano, Bari e Modena si sono adoperati, anche a Bergamo e provincia non mancano certo i luoghi in cui affrontare queste problematiche. Principale punto di ascolto dovrebbero essere i consultori familiari, ma il condizionale è d’obbligo. L’Asl conferma che nei 18 consultori pubblici presenti sul territorio (ce ne sono anche 13 privati), raramente giungono richieste specifiche di consulenza sessuologica e quasi mai le coppie richiedono un aiuto per risolvere i loro problemi di vita sessuale. Più spesso si cercano soluzioni alla sterilità dell’uomo o al vaginismo della donna, ma l’ampio spettro di possibili patologie legate al sesso restano argomento tabù o vengono confidate al medico di base.

La condizione culturale bergamasca si dimostra, quindi, ancora molto pudica e imbarazzata sull’argomento. Ben diverso invece sembra essere il modo in cui i giovani affrontano il tema della sessualità. Dall’aprile 2013, l’Asl ha aperto, in quattro diverse sedi, lo “Spazio Giovani”, punti di ascolto e consulenza dedicati alle ragazze e ai ragazzi di età compresa tra i 14 e i 21 anni, posizionati vicino a delle scuole, con accesso libero, gratuito e senza prenotazione. Una equipe composta da ginecologi, psicologi, ostetriche, infermiere e assistenti sociali è disponibile per trattare i temi della sessualità con la massima riservatezza e chiarezza. Un servizio che i giovani sembrano apprezzare: nei primi dodici mesi di attività, allo “Spazio Giovani” si sono rivolti in 856, con 1458 prestazioni erogate. Le più aperte e curiose sono le ragazze: ben il 94% del totale. I minori di 18 anni sono stati il 56% e il 60% si è presentato di sua spontanea volontà, senza alcun “invito” da parte di amici, genitori o scuola.

Le richieste che più spesso ricevono i professionisti riguardano problematiche ginecologiche e informazioni sui metodi contraccettivi. Per quanto riguarda le prestazioni erogate, il 43,3% riguarda attività di consultazione e il 28,7% visite ginecologiche o ostetriche.

Ecco dove trovare i consultori familiari pubblici e i punti Spazio Giovani:

 

spazio giovani

 

consultori pubblici BG