La ristrutturazione

Donizetti, un cantiere lungo 20 mesi Giorni di ritardo da 5.500 euro l’uno

Donizetti, un cantiere lungo 20 mesi Giorni di ritardo da 5.500 euro l’uno
23 Gennaio 2018 ore 08:42

Lavori consegnati alle imprese esecutrici, e la prossima settimana si comincia con le operazioni di messa in sicurezza del cantiere. Il Teatro Donizetti, ormai disadorno, con le poltrone finite a casa dei più veloci ad accaparrarsele (pagando), vivrà una seconda giovinezza. Perché non si poteva tenerlo aperto oltre, in quelle condizioni. Restano i lampadari in cristallo e le assi vetuste del palco, ma ancora per poco. Svuotati anche i magazzini.

 

 

Tempi rispettati, al momento. Niente ricorsi, né sul bando né sull’aggiudicazione dei lavori. Il contratto con la Fantino Costruzioni spa di Cuneo e la Notarimpresa spa di Novara, che si sono aggiudicate i lavori, è stato firmato ieri in formato digitale alla presenza del notaio Jean Pierre Farhat. Ora si deve far bene per 20 mesi, per chiudere nell’agosto del 2019, in tempo per la stagione operistica 2019/2020.  Costo complessivo dell’operazione: 11.087.530 euro, tre in meno della base d’asta, con la copertura finanziaria ben solida, visto che la Fondazione Donizetti ha già raccolto 18 milioni e 600 mila euro. I soldi in più servono, perché di lavori extra appalto ce ne sarà bisogno. Alta la penale stabilita da contratto per ogni giorno naturale consecutivo oltre la data di ultimazione dei lavori pari allo 0,5 per mille dell’importo complessivo: ogni giorno di ritardo, calcolatrice alla mano, costerà oltre 5.500 euro.

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Cosa c’è nel progetto. Verranno rifatti tutti gli impianti: (elettrico, idrico-sanitario, di illuminazione e antincendio. Niente sipario tagliafuoco: verranno create due vasche interrate per spegnere gli incendi. La biglietteria resterà dov’è ma più piccola, per ricavare lo spazio per un bar con dehors affacciato sul monumento a Donizetti. Verrà installato un impianto di climatizzazione che permetterà di usare il teatro tutto l’anno. La torre scenica verrà rimessa a nuovo e la buca dell’orchestra meccanizzata: fino ad oggi ci volevano due giorni per rimuovere i pannelli della platea sotto il palco e rendere fruibile il golfo mistico, cioè la fossa per l’orchestra. La programmazione potrà essere ampliata sull’intera annualità e diversificata. Verranno rimosse le barriere architettoniche.

Come si procederà. In platea verrà montato un ponteggio per arrivare al soffitto e valutare le condizioni dell’affresco di Francesco Domenighini che raffigura il trionfo della musica con figure allegoriche e angeli. Non è mai stato restaurata, l’opera, e un restyling ci vuole per forza, così come le altre decorazioni che ornano il teatro. Una figura incaricata dalla Fondazione Donizetti seguirà quotidianamente i lavori. Anche Soprintendenza e vigili del fuoco faranno la loro parte.

Cento posti in meno. Alla fine ci saranno cento posti a sedere in meno, la riduzione è prevista soprattutto in galleria e nel loggione. In totale si arriverà attorno al migliaio di poltrone a fronte delle 1.150 precedenti.

Cantiere invadente. Serviranno alcuni metri di carreggiata agli operai impegnati nel cantiere per il restauro del Donizetti. Sono necessari per muoversi comodamebte attorno all’edificio e per posizionare e movimentare materiali e macchinari sulla sede stradale. Quindi una corsia di largo Gavazzeni verrà inghiottita, così come un’area significativa di piazza Cavour.  Verrà anche accesa la telecamera in largo Belotti, più volte rimandata, per monitorare e sanzionare l’accesso (vietato) al percorso che costeggia il Sentierone, dove parte della carreggiata è dedicata alla sosta dei taxi (che resta confermata).

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