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Una storia da romanzo

I due fidanzati che 70 anni dopo si ritroveranno per San Valentino

I due fidanzati che 70 anni dopo si ritroveranno per San Valentino
Pensare positivo 22 Gennaio 2016 ore 12:22

Norwood Thomas sbarcò in Normandia il 6 giugno 1944 come membro della 101° Divisione dell’Aeronautica statunitense. Qualche mese prima, aveva conosciuto in Inghilterra Joyce Morris e si era innamorato di lei. Le vicende della guerra, però, li separarono e per settant’anni non hanno più avuto nessuna notizia l’uno dell’altra. Thomas ha persino creduto che Joyce fosse morta: negli anni Novanta, infatti, lesse sui giornali la storia di uno schianto aereo, poco fuori Londra, e una delle vittime, una signora inglese, assomigliava moltissimo alla donna che aveva amato.

Comunione d’intenti. Thomas oggi ha novantatré anni. Pochi mesi fa ha deciso di usare Internet per ritrovare Joyce. Pure Joyce ha pensato spesso a Norwood, nel corso degli anni. Ha immaginato come dovesse essere diventata la sua vita, in America. Poi, poche settimane fa, neanche si fossero letti nel pensiero, ha chiesto a suo figlio Rob, che stava lavorando al computer: «Riesci a trovare le persone su quell’aggeggio?». Anche lei voleva ritrovare il fidanzato di un tempo; la chiamano comunione d’intenti. Rob ha digitato in Google “Norwood Thomas, 101st Airborne” e, tra i risultati della ricerca, è comparso un articolo del The Virginian-Pilot che raccontava la storia di un pilota del D-Day lanciatosi col paracadute per festeggiare il suo 88esimo compleanno. Rob ha così contattato il reporter che aveva scritto il pezzo, il quale a sua volta ha chiamato Norwood sul cellulare.

 

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Ritrovarsi dopo 70 anni. Ora Joyce vive in Australia, dove si è trasferita molti anni fa insieme al marito. Lei e Thomas si sono parlati via Skype, hanno cercato di raccontarsi tutto quello che è accaduto in più di mezzo secolo di separazione. Il signor Norwood è nervoso come un ragazzino, quando deve parlare con Joyce. Suo figlio, Steve, lo aiuta a stabilire il contatto con l’altro capo del mondo. Joyce ha ottantotto anni e capelli grigi portati come una corona. «Tommy?», lo chiama lei, come faceva da ragazza. «Sono qui», risponde lui, «eccoti qui anche tu».

Il primo incontro. Thomas ricorda il giorno in cui lui e Joyce si sono incontrati per la prima volta. Il giovane soldato stava camminando lungo il Tamigi insieme a un commilitone, quando ha notato due donne che stavano affittando una barca a remi. Norwood si è fatto avanti, ha fatto le presentazioni e poi ha proposto di prendere due barche, anziché una sola. Joyce avrebbe remato insieme a lui, mentre la sua amica sarebbe andata con il compagno. «In questo modo potete esercitarvi tutt’e due», ha detto Norwood, sentendo il bisogno di formulare una scusa per giustificare la proposta. Le ragazze hanno mangiato la foglia e così lui e Joyce hanno cominciato a scivolare sulle acque del fiume londinese. Si sono scambiati subito i contatti. Si incontravano quasi tutti i fine settimana. Facevano gite al mare, cenavano insieme, andavano al cinema. «Ricordo che passeggiavamo molto», dice Joyce. «Ricordo che lui stava camminando insieme a me, un giorno, e poi ho visto alcune ragazze provenienti dalla direzione opposta alla nostra fare facce strane. Allora l’ho guardato e mi sono accorta che stava facendo loro l’occhiolino!». Joyce ride, e così Norwood. «Apprezzavo la bellezza. E la apprezzo ancora oggi», afferma lui.

 

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Un malinteso li ha separati. Joyce, insomma, non era l’unica fanciulla a cui Thomas ha fatto gli occhi dolci, in tempi di guerra. Però lei era diversa. Non era la solita bella ragazza da portare fuori per un giro di danza. Era speciale, «era pura, intoccabile, irraggiungibile», ricorda Thomas. Ma è trascorso molto tempo, da quei giorni, e sono cambiate molte cose, nella vita di entrambi. «Quando hai incontrato tua moglie?», ha chiesto Joyce a Norwood. Thomas racconta di averla incontrata a Durham, la sua città natale nella Carolina del Nord. Il pilota aveva ricevuto poco prima un rifiuto da parte di Joyce e si era convinto che la ragazza non volesse più sapere niente di lui. «Mi ha spezzato il cuore», dice. In realtà, l’allontanamento della donna è stato provocato da un malinteso. Qualche mese dopo essere tornato dall’America, Norwood le aveva scritto: «Perché non vieni qui e rendi la mia residenza una casa?». La lettera confuse Joyce, le fece pensare che lui si fosse già sposato e che volesse lasciare la moglie per lei. Joyce non ne voleva sapere, non desiderava stare con lui, se queste dovevano essere le condizioni. Perciò quella lettera, la lettera che avrebbe dovuto riunirli, fu l’ultima che si scambiarono.

Vite separate. Joyce andò in una scuola per infermiere, si sposò, ebbe due bambini e si trasferì in Australia. Norwood, invece, ebbe due figlie e un figlio. Lavorò nell’edilizia, ma poi tornò nell’esercito e andò a combattere in Corea e in Vietnam, prima di trasferirsi a Norfolk e poi a Virginia Beach. È stato un buon matrimonio, per lui. Sua moglie era una santa, dice, perché gli è sempre stata vicino, nonostante i disturbi provocati dallo stress post-traumatico, una condizione che colpisce la gran parte dei veterani di guerra. Joyce, invece, è stata meno fortunata. «Era un vero str****», dice con durezza. È rimasta con il marito per 37 anni, ma avrebbe dovuto lasciarlo molto prima. Non si è più risposata. Norwood capisce che l’argomento è difficile per Joyce: «Sai, se fossi venuta negli Stati Uniti quando te l’ho chiesto, saremmo stati insieme per 70 anni».

 

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A San Valentino s’incontreranno di nuovo. La salute di entrambi non è più salda. Lui sta avendo problemi con un cancro alla prostata, mentre lei è quasi cieca. Nel mese di novembre, perciò, è stata creata una campagna di raccolta fondi per aiutarli a incontrarsi di nuovo. Sono stati raccolti più di 7mila dollari: il denaro è stato dato a Thomas, che dunque andrà a fare visita a Joyce in Australia. A quanto pare, però, il veterano non avrà bisogno di sborsare neanche un centesimo, perché l’Air New Zealand gli ha proposto di volare gratuitamente fino ad Adelaide in prima classe. «Sono stordito. Non ho idea di quello che proverò quando ci incontreremo», ha affermato Thomas. La coppia trascorrerà insieme il giorno di San Valentino. «Sono un po’ nervoso», continua l’anziano signore. «Ma questo  – e si versa un bel bicchiere di brandy – mi potrebbe aiutare».

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