La rinascita

È bergamasco il calcestruzzo utilizzato per la soletta del nuovo ponte di Genova

L'opera sarà inaugurata oggi, lunedì 3 agosto. Italcementi e Calcestruzzi si sono avvalse della collaborazione del Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate dell’Università di Bergamo. La ricerca è stata condotta dal professor Luigi Coppola e dai ricercatori Denny Coffetti, Elena Crotti e Gabriele Gazzaniga

È bergamasco il calcestruzzo utilizzato per la soletta del nuovo ponte di Genova
Bergamo, 03 Agosto 2020 ore 12:50

Oggi, lunedì 3 agosto, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, verrà inaugurato il San Giorgio, il ponte progettato da Renzo Piano per sostituire ciò che restava del Morandi, nel cui crollo il 14 agosto del 2018 morirono ben 43 persone. Tuttavia l’opera, che sarà aperta ufficialmente al traffico da mercoledì 5 agosto, parla anche bergamasco.

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Italcementi e Calcestruzzi, fornitrici dei materiali e società partner di WeBuild nel progetto di costruzione della nuova infrastruttura simbolo della ripresa di Genova e dell’intero Paese, si sono avvalse della collaborazione del Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate dell’Università degli Studi di Bergamo per lo studio e la messa a punto del calcestruzzo per la soletta dell’impalcato del nuovo ponte.

Il team di ricercatori guidato dal professor Luigi Coppola, docente di Materiali per il restauro delle strutture e Materiali per l’edilizia e presidente della sezione italiana dell’American Concrete Institute (ACI), ha collaborato con la Direzione Tecnologie e Qualità di Italcementi per lo sviluppo del mix-design del calcestruzzo utilizzato per ricoprire i 1.067 metri di lunghezza del nuovo viadotto sul Polcevera, garantendo così il rispetto delle esigenze strutturali, di durabilità e di sostenibilità ambientale. «L’obiettivo della ricerca sperimentale era quello di progettare un calcestruzzo che potesse resistere alle condizioni ambientali più estreme e prevenire qualsiasi forma di degrado della soletta del nuovo ponte  – spiega il professore Luigi Coppola –. Grazie alle più recenti innovazioni tecnologiche nel settore del calcestruzzo è stato possibile sviluppare e testare un materiale che potesse garantire una vita utile molto elevata, in grado di resistere oltre 150 anni».

Il calcestruzzo è stato studiato per resistere all’ambiente marino (essendo il ponte a circa 500 metri dalla costa), per resistere all’azione dell’anidride carbonica dell’aria e a quella dei sali utilizzati durante in inverno per prevenire la formazione del ghiaccio sul manto stradale. Inoltre, attraverso specifici test di laboratorio è stata posta particolare attenzione alla resistenza ai cicli di gelo e disgelo: un materiale studiato quindi per far fronte a eventuali incrementi di temperatura dovuti al riscaldamento globale, ma anche a eventuali ondate di gelo, prevedendo qualsiasi cambiamento climatico per i prossimi 150 anni. L’eccellente durabilità è garantita anche dall’utilizzo di particolari agenti espansivi in grado di prevenire la formazione di fessurazioni.

Le prove sul materiale sono state effettuate nel CEM-LAB (Cementitious Materials Laboratory) del Campus ingegneristico di Dalmine, che si occupa della ricerca nel settore dei materiali cementizi con particolare attenzione alla tematica della sostenibilità. Ad affiancare il professor Coppola nello studio, i tre giovani ricercatori bergamaschi Denny Coffetti, Elena Crotti e Gabriele Gazzaniga, che hanno continuato le attività di ricerca dopo la laurea in ingegneria edile.
Nella progettazione del materiale si è posta particolare attenzione anche nei confronti dell’ambiente: il calcestruzzo è stato confezionato con cementi a basso impatto ambientale, grazie alla presenza di materie prime riciclate (nell’ordine del 40 per cento) provenienti dal ciclo produttivo dell’acciaio e dal basso livello di emissioni di anidride carbonica (circa il 30 per cento in meno di un cemento tradizionale).

Infine, obiettivo della ricerca era anche quello di sviluppare un calcestruzzo che potesse facilitare la lavorazione in cantiere, consentendo una posa in opera agevole e rapida che permettesse il completamento dei lavori in tempi molto brevi. «Il calcestruzzo destinato alla soletta – aggiunge il professor Coppola -. è stato progettato per rispettare in toto le esigenze legate al lavoro, alla velocità di esecuzione e alla sostenibilità ambientale. È stato un grande onore aver potuto contribuire con la nostra ricerca applicata a un progetto così importante, in grado di ridare alla città di Genova il suo ponte».

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