«Ho pianto, era ciò che volevamo»

Ebbene sì, campioni del mondo Da Treviolo schiacciate per la vita

Ebbene sì, campioni del mondo Da Treviolo schiacciate per la vita
11 Settembre 2019 ore 06:00

Campioni del Mondo! Marco Minali, presidente dell’Aido di Treviolo, insieme alla sua squadra di pallavolo è salito sul gradino più alto del podio agli Official World Transplant Games che si sono disputati in agosto a Newcastle. «Come puoi immaginare l’emozione è stata tantissima», ci confida dopo che l’abbiamo raggiunto telefonicamente nella cittadina inglese. «Abbiamo aspettato questa vittoria negli ultimi due anni. È stato fantastico vincere contro l’Olanda, che ci aveva battuti in semifinale due anni fa». La squadra di Minali ha vinto subito il girone iniziale. «A fatica, ma siamo riusciti a portare a casa tutte le partite con un buon punteggio, e questo ci ha permesso di arrivare tranquillamente tra i primi quattro». Che, per la cronaca, erano Olanda, Argentina, Italia e Gran Bretagna. Quest’ultima è stata battuta in semifinale, davanti a un pubblico fantastico. Il torneo di volley è cominciato con la prima vittoria per 2-0 contro gli Usa. Dopo di che è arrivata anche la seconda vittoria, sempre per 2-0, contro la Gran Bretagna, che ha portato la squadra dritta in finale.

 

 

«C’erano tantissimi tifosi olandesi, il palazzetto era gremito, erano tutti vestiti d’arancio e facevano un tifo pazzesco. Ma anche i nostri supporter sono accorsi numerosi, perché volevano battere l’urlo degli olandesi e ce l’hanno fatta. Infatti, nell’ultimo set, erano completamente zittiti, un po’ grazie alle nostre prestazioni, e un po’ grazie al tifo dei nostri, che ci ha portato alla vittoria». Marco è commosso quando parla con orgoglio della  gara. «Abbiamo vinto e non nego che alla fine mi sono proprio lasciato andare, ho pianto, perché era una vittoria che volevamo, che abbiamo cercato e che ha dato un senso alla nostra partecipazione. Arrivare a casa con la medaglia d’oro di campioni del mondo ci ha un po’, nel nostro piccolo, paragonato ai campioni più visibili. Quelli della pallavolo che andranno alle paraolimpiadi l’anno prossimo e anche a quelli ancora più famosi che parteciperanno alle Olimpiadi». Dopo il volley, il team italiano si è cimentato anche nello sport che, qui da noi, la fa da padrone. «Abbiamo fatto la nostra prima esperienza di calcio, che è stato introdotto quest’anno ai giochi mondiali, perché era ritenuto di alto stress e comunque di contatto e gli organizzatori avevano paura che potesse succedere qualcosa». Il team italiano è composto da 12 atleti e ogni squadra gareggia con sei giocatori su un campo sintetico. «Anche in questo sport siamo arrivati terzi, abbiamo avuto la fortuna di battere la Finlandia e questo ci ha permesso di avere un posto sicuro tra i primi quattro. Successivamente abbiamo perso in malo modo contro l’Inghilterra, che è una squadra fortissima. Considerate che qua per partecipare hanno fatto addirittura le selezioni, a differenza nostra che cerchiamo di coinvolgere più gente possibile per portare a queste iniziative il maggior numero di atleti».

 

 

Da ultimo si è disputato il torneo di basket. «È stato bellissimo, abbiamo giocato benissimo ma purtroppo ci hanno ceduto le gambe e in semifinale si è fatta sentire la stanchezza delle partite precedenti, soprattutto di quelle di pallavolo. Purtroppo nella squadra c’erano atleti che hanno giocato sia a pallavolo che a calcio, e questo ci ha un po’ penalizzato. Abbiamo perso la semifinale contro gli Usa 1, la squadra che poi ha vinto il mondiale. Quindi siamo contenti, anche loro ci hanno fatto i complimenti perché siamo migliorati tantissimo, e questo ci  ha dato soddisfazione. È una vittoria particolare, che dedichiamo ai nostri tre compagni di squadra che stanno aspettando un organo e che sono in attesa di trapianto. È il regalo più bello che possiamo fare loro, l’augurio che prima possibile arrivi una chiamata anche per loro». Team manager della squadra italiana è l’Associazione Nazionale Trapiantati e Dializzati Aned. «Sono loro gli organizzatori di questa avventura ai mondiali. I prossimi saranno a Houston nel 2021 e speriamo di superare i 49 partecipanti di adesso. Il tentativo è di portarli a 100, speriamo bene».

I partecipanti ai Transplanet Games arrivano da tutta Italia. «Ci sono 9 atleti dalla Lombardia, altrettanti dalla Sardegna, 10 dal Veneto e poi da un po’ tutta Italia. Speriamo che questa nostra esperienza sia il più possibile visibile tramite i media. E, soprattutto la speranza è che si possa parlare di trapianti e di donazioni perché questo, oltre al medagliere, è lo scopo principale della manifestazione, che ci spinge a portare avanti queste iniziative. Poter parlare di trapianto e di donazione». Quest’anno, per la prima volta, ai Giochi è stata presente anche la squadra dei donatori. «Abbiamo 5 donatori da viventi che partecipano, di cui 4 donne e un ragazzo. Sono donatori d’organo o di midollo. Questa è l’essenza pura della vita e della solidarietà, perché poter salvare una vita è la cosa più bella che ci possa essere. Se poi, come è successo ai due nostri compagni che sono  gemelli, e il fratello ha donato il midollo all’altro e gli ha salvato la vita, penso proprio che questa sia la più grande dimostrazione d’amore».

Video più visti
Foto più viste
Top news regionali
Il mondo che vorrei
Amici della neve