Che avventura!

Eleonora, la sua cagnolina Isotta e un insolito Cammino di Santiago

Eleonora, la sua cagnolina Isotta e un insolito Cammino di Santiago
14 Giugno 2019 ore 04:00

La piccola Isotta, una bastardina bergamasca di origini sicule, non lo saprà mai, ma nel mese di settembre 2018 è diventata una vera e propria celebrity. Durante quel mese, infatti, con la sua padrona Eleonora Piseddu – veterinaria -, ha percorso il Cammino di Santiago di Compostela e sono state migliaia le persone che l’hanno immortalata in situazioni divertenti o semplicemente mentre camminava al fianco della sua amica. Isotta ha alle spalle una storia commovente: è stata ritrovata da una volontaria palermitana mentre, ancora cucciola, si aggirava in una discarica della periferia di Palermo alla ricerca di cibo. La volontaria l’ha raccolta, sfamata, pulita e vaccinata e ha messo la sua fotografia su Facebook. Eleonora, da sempre innamorata degli animali, ma ancora ferita dalla perdita della sua ultima cagnolina, si era ripromessa che di cani non ne avrebbe mai più voluti. Poi ha visto la foto di Isotta ed è stato amore a prima vista. Ha chiamato per averla, ma la cagnetta era già stata quasi certamente affidata ad altre persone. Due settimane di silenzio e di attesa, ma di Isotta nessuna notizia. Allora Eleonora ha richiamato e la volontaria, finalmente, le ha dato la buona notizia: le persone che precedentemente si erano interessate a Isotta avevano rinunciato e Isotta era finalmente pronta per partire in direzione di Bergamo. E così è stato: quel musetto dagli irti peli, dagli occhi dolcissimi e dalle orecchie esageratamente lunghe è arrivato qui, pronto a dare e ricevere attenzioni e affetto.

4 foto Sfoglia la gallery

Da lì è nata la storia della veterinaria e della sua cagnolina fatta di quotidianità, ma anche di una impresa eccezionale: partecipare al Cammino di Santiago. Eleonora stava vivendo un periodo di profonde riflessioni e desiderava un cambiamento. Al Cammino stava pensando da anni, ma ora l’idea di separarsi da Isotta per un mese la scoraggiava nell’intraprendere l’impresa. E così ha deciso di portarsela con sé. Gli ostacoli erano ovviamente molti, ma Eleonora ha pianificato tutto nei minimi dettagli. Il primo elemento di cui la veterinaria ha dovuto tener conto è il fatto che Isotta è un cane di piccole dimensioni e dalle zampette corte. Pur essendo vivace, non era abituata a camminare per 15/20 chilometri al giorno e soprattutto non era pronta a sopportare una trentina di giorni consecutivi di cammino. Ecco quindi l’idea di far affrontare a Isotta un allenamento tre volte a settimana sulle colline di Bergamo e in Città Alta, e di portare appresso un carrellino per trasportarla quando fosse risultata spossata. Secondo problema: la Spagna, in base alle ricerche di Eleonora, che poi si sono rivelate veritiere, non è un Paese troppo ospitale con i cani. Quindi la veterinaria sapeva che in molti ostelli non le avrebbero lasciate entrare. Si rendeva dunque necessario un carrellino anche per trasportare una tenda dove dormire in caso di necessità (e vi hanno dormito per cinque notti). Infine, era necessario pensare al sostentamento del cane per un intero mese e per Eleonora da sola sarebbe stato impossibile riuscire a trasportare tutto. Anche qui il carrellino si è rivelato la scelta migliore anche perché ha attirato moltissime attenzioni e aiuti di vario genere.

4 foto Sfoglia la gallery

Il viaggio è iniziato il 5 settembre da Burgos, di mattina, e si è concluso diciannove giorni più tardi. Alla Cattedrale di Santiago, Eleonora e Isotta sono arrivate con un gruppo di amici incontrati per strada. Nel cammino il loro gruppetto era stato soprannominato “La compagnia del carretto” e l’allegra compagnia ancora oggi si frequenta. «È stata un’esperienza meravigliosa – racconta Eleonora -, anche perché in più di un’occasione ho trovato una forza straordinaria dentro me stessa per andare avanti anche grazie alla compagnia silenziosa ma amorevole di Isotta. Davanti a salite irte, a paesaggi sempre uguali in cui vacillavo psicologicamente, c’è sempre stato qualcuno pronto a darmi una mano e a farmi proseguire sul cammino. Ho visto paesaggi unici, sterminati campi di grano, posti incantevoli. Ho avuto paura, ad esempio quando Isotta è sparita in un bosco, attratta dall’odore degli animali selvatici, ed è rimasta lontana per oltre mezz’ora. Credevo si fosse persa e non sarebbe più tornata, e mi sono sentita smarrita. È stata tosta, ma ce l’abbiamo fatta». Ma il momento indimenticabile è stato l’arrivo alla Cattedrale: il raggiungimento dell’obiettivo. «In quel preciso istante, quando mi sono trovata nella piazza antistante – prosegue Eleonora – ricordo di aver provato l’emozione più intensa e insieme più triste di quei lunghi e meravigliosi giorni. L’arrivo a Santiago era la meta ma coincideva anche la fine del cammino e i sentimenti che ho provato sono stati contrastanti». E poi Finisterre, uno sguardo sull’oceano rivolto al futuro, e un tatuaggio fatto in loco, sul braccio: la conchiglia di Santiago, simbolo indelebile di una bella pagina della vita.

Food delivery
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia