Non avete più scuse

La tombola fa bene al cervello Giusto ora, per il pranzo coi parenti

La tombola fa bene al cervello Giusto ora, per il pranzo coi parenti
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Si danno i numeri, si vendono e acquistano palazzi, si conquistano territori. Tutto per gioco. Perché Tombola, Monopoli e Risiko, da che mondo è mondo, sono il passatempo del Natale. Tornano, come da tradizione, ogni anno e, se sono apprezzati soprattutto da nonni e adulti, lo sono un po’ meno dalle generazioni tecnologiche, che preferiscono smanettare su gli iPad nuovi di zecca, o saltare davanti alla Wii. E pare un vero peccato, perché questi giochi di società sembrano fare bene alla mente: stimolano, cioè, molte aree cerebrali, migliorando le abilità cognitive, prima fra tutte la concentrazione.

Ginnastica cerebrale a costo zero. Arricchiscono le reti neurali, ovvero i legami tra le cellule, e aiutano i neuroni a prendere più contatti tra loro, accrescendo importanti riserve del cervello. Insomma «sono un potente mental training». A sostenerlo è un recente studio, condotto dal Max Planck Institute di Berlino, in Germania, che ha dimostrato come il gioco aumenta le capacità di pianificazione, memoria, attenzione e ragionamento.

 

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Il migliore di tutti, decretano gli studiosi, è la tombola, perché apporterebbe diversi vantaggi cognitivi. Per vincere alle cartelle, infatti, occorre attivare almeno due funzionalità: la prima è la capacità di concentrazione, che dev’essere mantenuta attiva e alta per tutto il tempo del gioco, onde evitare di perdere i numeri (aspetto, questo, che è sottolineato anche da una seconda ricerca svolta all'Università di Southampton). Lo sforzo mentale necessario per restare sempre presenti, e mettere fagioli e fiches sul numero giusto e al momento giusto, attiverebbe quindi un maggiore livello di attenzione, con conseguenze positive sulle facoltà cerebrali. Effetti che si sostanziano principalmente in un maggiore numero di connessioni tra i neuroni – comunque superiore rispetto alla norma – e per un periodo prolungato.

Poi ci sarebbe la seconda abilità: ovvero lo sviluppo e il miglioramento delle facoltà mnemoniche. Perché per gridare il «Tombola!» vincente sembra imprescindibile anche sforzare un po’ oltre misura la memoria per ricordare e non farsi beccare in castagna e rinunciare al premio perché non si è capito e segnato il numero corretto o ricordato bene. Insomma, secondo i ricercatori tedeschi ed inglesi, la tombola avrebbe il vantaggio di mantenere costantemente impegnato il cervello in attività almeno su due fronti, insegnandogli a restare vigile e vitale.

 

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Lasciate stare il solitario. Fra tutti quelli che si possono scegliere a Natale (e in ogni altro periodo dell’anno), meglio quelli di società piuttosto che quelli in solitario come i cruciverba, perché hanno un valore aggiunto: la presenza di altre persone; il che stimola socializzazione, altro elemento fondamentale per la buona salute mentale. Dunque il mix per vincere è proprio la buona dose di attenzione e socializzazione.

Due potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbero avere anche delle applicazioni cliniche. Ovvero, i vantaggi forniti dai giochi di società potrebbero essere sfruttati non solo per il potenziamento della concentrazione e quindi di una maggiore prontezza nel cervello, ma anche nella prevenzione di malattie come l’Alzheimer o in situazioni che richiedono una migliore predisposizione alla memoria o al ragionamento.

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