Non avete più scuse

La tombola fa bene al cervello Giusto ora, per il pranzo coi parenti

La tombola fa bene al cervello Giusto ora, per il pranzo coi parenti
24 Dicembre 2014 ore 16:30

Si danno i numeri, si vendono e acquistano palazzi, si conquistano territori. Tutto per gioco. Perché Tombola, Monopoli e Risiko, da che mondo è mondo, sono il passatempo del Natale. Tornano, come da tradizione, ogni anno e, se sono apprezzati soprattutto da nonni e adulti, lo sono un po’ meno dalle generazioni tecnologiche, che preferiscono smanettare su gli iPad nuovi di zecca, o saltare davanti alla Wii. E pare un vero peccato, perché questi giochi di società sembrano fare bene alla mente: stimolano, cioè, molte aree cerebrali, migliorando le abilità cognitive, prima fra tutte la concentrazione.

Ginnastica cerebrale a costo zero. Arricchiscono le reti neurali, ovvero i legami tra le cellule, e aiutano i neuroni a prendere più contatti tra loro, accrescendo importanti riserve del cervello. Insomma «sono un potente mental training». A sostenerlo è un recente studio, condotto dal Max Planck Institute di Berlino, in Germania, che ha dimostrato come il gioco aumenta le capacità di pianificazione, memoria, attenzione e ragionamento.

 

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Il migliore di tutti, decretano gli studiosi, è la tombola, perché apporterebbe diversi vantaggi cognitivi. Per vincere alle cartelle, infatti, occorre attivare almeno due funzionalità: la prima è la capacità di concentrazione, che dev’essere mantenuta attiva e alta per tutto il tempo del gioco, onde evitare di perdere i numeri (aspetto, questo, che è sottolineato anche da una seconda ricerca svolta all’Università di Southampton). Lo sforzo mentale necessario per restare sempre presenti, e mettere fagioli e fiches sul numero giusto e al momento giusto, attiverebbe quindi un maggiore livello di attenzione, con conseguenze positive sulle facoltà cerebrali. Effetti che si sostanziano principalmente in un maggiore numero di connessioni tra i neuroni – comunque superiore rispetto alla norma – e per un periodo prolungato.

Poi ci sarebbe la seconda abilità: ovvero lo sviluppo e il miglioramento delle facoltà mnemoniche. Perché per gridare il «Tombola!» vincente sembra imprescindibile anche sforzare un po’ oltre misura la memoria per ricordare e non farsi beccare in castagna e rinunciare al premio perché non si è capito e segnato il numero corretto o ricordato bene. Insomma, secondo i ricercatori tedeschi ed inglesi, la tombola avrebbe il vantaggio di mantenere costantemente impegnato il cervello in attività almeno su due fronti, insegnandogli a restare vigile e vitale.

 

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Lasciate stare il solitario. Fra tutti quelli che si possono scegliere a Natale (e in ogni altro periodo dell’anno), meglio quelli di società piuttosto che quelli in solitario come i cruciverba, perché hanno un valore aggiunto: la presenza di altre persone; il che stimola socializzazione, altro elemento fondamentale per la buona salute mentale. Dunque il mix per vincere è proprio la buona dose di attenzione e socializzazione.

Due potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbero avere anche delle applicazioni cliniche. Ovvero, i vantaggi forniti dai giochi di società potrebbero essere sfruttati non solo per il potenziamento della concentrazione e quindi di una maggiore prontezza nel cervello, ma anche nella prevenzione di malattie come l’Alzheimer o in situazioni che richiedono una migliore predisposizione alla memoria o al ragionamento.

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