Uno studio americano

Gli Tsimané della foresta boliviana che non soffrono di mal di cuore

Gli Tsimané della foresta boliviana che non soffrono di mal di cuore
Pensare positivo 30 Marzo 2017 ore 10:30

Il cuore più sano al mondo abita in Bolivia, nella foresta amazzonica, sulle rive del fiume Maniqui. Là risiedono gli Tsimané, 16mila persone in tutto, che non conoscono malattie cardiovascolari. Merito di uno stile di vita più che sano: niente progresso tecnologico, buona cucina, tutta naturale, niente fattori di rischio come alcool e fumo e tanta attività fisica tutti i giorni, anche fra gli over 60. È quanto emerge da uno studio del Saint Luke's Mid America Heart Institute e dell’University of New Mexico, sempre in America, pubblicato sulla rivista Lancet e presentato al Congresso dell'American College of Cardiology.

 

 

Lo studio. 85 villaggi Tsimané, in Bolivia, e 705 persone che vivono al naturale, in capanne di paglia, prive di ogni comfort e modernità hanno costituito la fonte di un interessante studio americano, condotto tra il 2014 e il 2015, intenzionato a scoprire l’influenza dello stile di vita sulla salute del cuore. In particolare sullo sviluppo di malattie cardiovascolari tipiche dell’occidentalità, quali ictus, infarto e arterie ricoperte da placche arteriosclerotiche e depositi di calcio. Questi ultimi ricercati soprattutto sulle arterie coronariche CAC, dove sono preludio di ostruzione dei vasi sanguigni, che possono predire l’eventuale insorgenza di attacchi di cuore. Così i ricercatori americani si sono messi a valutare questa potenziale sintomatologia e i suoi fattori di rischio, in questa popolazione amazzonica fuori dal mondo, scoprendo senza grosse sorprese che il loro cuore è il più sano al mondo.

Infatti, a 45 anni nessun Tsimano ha questi segni preoccupanti di cattiva salute cardiaca, contro la popolazione americana che in un caso su 4, a pari età, è già calcica; la situazione prosegue al meglio anche in età avanzata, dove solo un terzo della popolazione Tsimané inizia ad avere qualche sintomo di CAC contro una percentuale molto elevata, pari a circa l’80 per cento, fra gli americani. Vale a dire, in buona sostanza, che a 80 anni, nella foresta amazzonica, gli abitanti hanno la salute vascolare di un 50enne residente negli Stati Uniti, ovvero il cuore degli Tsimani, similmente a quello delle donne giapponesi, le uniche che possono tenere loro testa, non conoscerebbe ictus e infarti e diverse altre patologie cardiovascolari.

 

 

Cibo salutare. Il segreto per la buona salute del cuore sta tutto qui. In un'esistenza morigerata, lontana dai progressi della civiltà, che ha azzerato tutte le abitudini a rischio della modernità, scegliendo stili alimentari naturali e molto moto, sia a piedi che in bicicletta, non cioè su veicoli a motore. Il merito va innanzitutto alla dieta: magra, leggera e più vegetale che animale. Infatti i carboidrati, pari al 74 per cento delle calorie giornaliere, derivano soprattutto da prodotti di produzione propria, quali riso, mais, radici di manioca, una sorta di patata dolce, e platano simile alla banana, coltivati all’interno delle fattorie. Mentre le proteine, con una percentuale calorica solo del 17 per cento, sono di origine animale, con un mix di carne di cinghiale, tapiro e capybara, il più grande roditore del mondo, e per il 7 per cento sono associate a pesci di acqua dolce tra cui il piranha e I pesci gatto. A questi alimenti si aggiunge poi una ricca quantità di frutta e noci. Limitato è anche l’apporto di grassi, solo il 14 per cento, di cui la maggior parte non saturi, contro il 34 per cento consumato dagli americani.

 

 

Il moto. Per smaltire il tutto, molta attività fisica. Almeno 17mila passi al giorno, 16mila per le donne e oltre 15mila per gli anziani. Infatti gli Tsimani possono arrivare a camminare anche 18 chilometri filati, specie se sono dei cacciatori e devono approvvigionare la tavola della famiglia. Sono però anche molto rigorosi, rinunciando o limitando moltissimo il fumo e l’alcool, anche se risultano più esposti a infezioni, per via delle carenti condizioni igieniche e della mancanza di acqua o dello stato carente delle fognature. Nonostante questo, però, sono più al riparo da malattie cardiovascolari di solito alimentate da stati infettivi e infiammatori; dunque l’ipotesi dei ricercatori americani e che questa popolazione abbia sviluppato, quale mezzo difensivo e immunitario, più parassiti intestinali che contribuiscono a proteggere il cuore da eventuali patologie tipiche.

In conclusione. Siamo invitati tutti a trasferirci in Bolivia tra gli Tsimani? Affatto, ma questa popolazione è un esempio vivente di quanto lo stile di vita sano, alimentare e movimentato, possa contribuire a mantenere giovane il cuore. Pensiamoci, perché il nostro benessere costa davvero poco.