La lettera di Yuri Radaelli

Il grazie di un tifoso a Gasperini «Perché non è soltanto un gioco»

Il grazie di un tifoso a Gasperini «Perché non è soltanto un gioco»
16 Dicembre 2017 ore 07:30

Dite la verità: un anno e mezzo fa, avreste mai pensato che sarebbe andata così? Se la risposta è sì, probabilmente siete Nostradamus. Perché la verità è che, anche con tutto l’ottimismo di questa terra, era impossibile immaginare che l’arrivo di Gasperini sulla panchina nerazzurra (non dimentichiamolo, seconda scelta dopo il no di Maran) avrebbe portato a tutto questo. Record su record, ritorno in Europa, giovani lanciati in orbita, una cavalcata continentale da sogno. Mamma mia, che robe. Il 2017 è stato un anno pazzesco, per noi nerazzurri. Il migliore della nostra vita, lo ha ribattezzato il nostro editorialista atalantino Xavier Jacobelli. E di questi dodici mesi, Gasperini è stato il protagonista assoluto. Con il suo carisma silenzioso, la sua ambizione, il suo entusiasmo, il tecnico piemontese ha portato la squadra, ma soprattutto la tifoseria, a un livello mai raggiunto prima. E non stupisce che i bergamaschi, per questo, gli siano eternamente grati. Lo dimostra il fatto che sono sempre più numerose, sui social, le dimostrazioni di affetto nei suoi confronti. Tra le tante, anche quella di Yuri Radaelli, un giovane tifoso nerazzurro che ha scritto una lettera aperta al Gasp che ci ha poi spedito. E che noi vogliamo condividere con tutti voi, convinti che sarete in tanti a ritrovarvi in queste semplici ma sincera parole. Grazie Gasp.

 

 

Quando sei arrivato a Bergamo, devo essere sincero, le perplessità dopo le prime partite erano molte e la sensazione era quella di una squadra con poche idee e molta confusione.

Sei entrato in un ambiente nuovo in punta di piedi, come si addice al tuo stile, con tanta voglia di fare e di portare il bel calcio anche in una piccola realtà come quella bergamasca. Non hai mai chiesto nulla se non di poter lavorare con i giocatori a tua disposizione e di sfruttare al meglio le loro qualità, forgiando un gruppo coeso e compatto sia dentro che fuori dal campo.

In un anno sei stato in grado di rendere bollente un tifo già caldo di suo, ampliando ulteriormente la partecipazione cittadina anche a chi di calcio, fino a quel momento, si era disinteressato. Hai avuto il coraggio di scommettere sui ragazzi delle nostre giovanili (mi pare giusto sottolinearlo) e di portare avanti il tuo progetto tecnico senza ascoltare gli scettici e i dubbiosi. Dopo 26 anni hai regalato ai tifosi atalantini l’opportunità di vedere la squadra giocare di nuovo in campo europeo, e proprio ieri ho visto con i miei occhi un’Atalanta imbattuta concludere in testa al girone.

Pertanto Gasperini, comunque vada questa splendida avventura voglio ringraziarti per tutte le emozioni che mi hai fatto provare e che, di questo sono certo, farai provare ancora a tutta Bergamo e ai suoi tifosi. Perché questo non è soltanto un gioco.

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