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Il Toy Hall of Fame di Rochester (NY)

Ecco quali sono i nuovi arrivati al museo mondiale del giocattolo

Ecco quali sono i nuovi arrivati al museo mondiale del giocattolo
Pensare positivo 07 Novembre 2014 ore 13:10

Il National Toy Hall of Fame di Rochester, nello stato di New York, è noto anche come The Strong, dal cognome della sua  fondatrice, Margaret Woodbury Strong. La signora era una appassionata collezionista di oggetti di uso quotidiano, ma soprattutto di bambole e giocattoli. Prima di morire, nel 1969, decise di donare la sua tenuta al nascente museo del giocattolo, che venne inaugurato nel 13 anni più tardi. All’inizio il museo si proponeva di esaminare gli oggetti conservati per indagare sui modi con cui l’industrializzazione aveva cambiato la vita delle persone. Ma nel giro di qualche anno, lo scopo cambiò e si focalizzò sulle conseguenze del progresso, sull’ascesa della classe media e sull’espressione dell’identità. Da allora, ha cominciato a  raccogliere e conservare gli esemplari dei giocattoli diventati un’icona grazie alla loro longevità, innovazione e capacità di ispirare il gioco creativo. Ogni anno un comitato nazionale seleziona la lista dei giocattoli nominati dai cittadini di tutto il mondo, scegliendo quelli che ritiene degni di fare parte della collezione. Poche ore fa sono stati annunciati i nuovi arrivi del 2014: sono il cubo di Rubik, le bolle di sapone e i gloriosi soldatini di plastica. Le tre nuove acquisizioni si aggiungeranno a una folta schiera di giochi che hanno accompagnato l’infanzia di milioni e milioni di bambini.

Il primo nucleo del museo è stato selezionato nel novembre del 1999 ed era costituito da ben 17 giocattoli. C’era la Barbie, ma senza Ken, Crayola Crayon, l’Erector Set (una sorta di Tuxedo ante litteram), la lavagnetta magnetica Etch A Sketch, il Frisbee, l’Hula Hoop, Lego, i Lincoln Logs, le biglie, Monopoli, Play-Doh, altrimenti detto Didò, il Radio Flyer wagon, i Roller, l’orsetto Teddy bear, il Tinkertoy, che comprendeva un set di modellistica, il View-Master e lo yo-yo Duncan.

 

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Negli anni successivi si aggiunsero la bicicletta, che evidentemente non è solo un mezzo di trasporto, la coda per saltare, gli scacchi, i blocchi alfabetici, l’aquilone, il game boy e, nel 2009, la palla. Nel 2011 vinse lo stendino (proprio così), la casa delle bambole e la macchinina Hot Wheels, mentre l’anno scorso è stata la volta degli scacchi e delle paperelle di plastica. Alcuni di questi potranno sembrarci strani, mentre altri ci richiameranno alla memoria scene d’infanzia. In ogni caso, la Hall of Fame costituisce una preziosa istituzione di conservazione degli oggetti che hanno fatto la storia quotidiana, la nostra, ma anche quella dei nostri genitori e nonni.

 

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