Il "Blue Zones Project"

Posti in cui non si muore mai quali sono e cosa hanno in comune

Posti in cui non si muore mai quali sono e cosa hanno in comune
16 Dicembre 2014 ore 10:00

Nel 2004, esattamente dieci anni fa, Gianni Pes e Michel Poulain hanno intrapreso uno studio demografico finalizzato a localizzare le aree i cui abitanti avessero un’aspettativa di vita particolarmente lunga. I due studiosi hanno notato che la Sardegna, per la precisione la provincia di Nuoro, poteva vantare un vero e proprio record da questo punto di vista. L’iniziativa di Pes e Puolain ha incuriosito il National Geographic, cha ha affidato a Dan Buettner il compito di identificare le altre “blue zones” del pianeta, cioè le regioni in cui possiamo aspettarci di vivere più a lungo. Lo scopo era quello di individuare i fattori che sono in grado di allungare di qualche anno la nostra permanenza sulla Terra.

Il progetto ha dato i suoi frutti. Oltre alla Sardegna, le oasi della lunga vita sono l’isola di Ikaria in Grecia, l’isola Okinawa in Giappone, la penisola di Nicoya in Costa Rica e il villaggio di Loma Linda, nella California meridionale.  Si tratta per lo più di località affacciate sul mare e lontane dalle grandi città. Coloro che risiedono in questi luoghi hanno in comune tradizioni alimentari che si basano su una dieta costituita prevalentemente di verdura e frutta e l’abitudine a fare quotidianamente attività fisica. I nuclei familiari sono ancora molto forti e la fede religiosa svolge ancora un ruolo importante nella quotidianità delle comunità. Insomma, pare che vivere “come una volta” costituisca il miglior elisir per avere una lunga vita. Gli stili di vita sani che la tradizione ha saggiamente individuato e conservato nel corso dei secoli, infatti, si sono coniugati con i progressi della scienza e della medicina in generale.

 

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Il Blue Zones Project ha attirato l’attenzione di alcune località americane, che si sono proposte di adottare degli stili di vita simili a quelli delle aree “baciate” dalla longevità. Tra queste, la cittadina di Albert Lea, capoluogo della contea di Freeborn in Minnesota, ha raccolto dei risultati incoraggianti. Dal 2009 ad oggi, infatti, l’aspettativa di vita degli abitanti è aumentata di ben tre anni. Hanno aderito al progetto anche altre città come Hermosa, Redondo e Manhattan Beach, tutte in California, e Naples, in Florida. Hanno attivato la partecipazione anche le comunità di Hawaii, Oregon e Texas. Lo Iowa, infine, è sceso in competizione e si è posto l’obiettivo di diventare lo stato americano più in salute entro il 2016.

Se siete incuriositi, provate a dare un’occhiata al sito ufficiale (www.bluezones.com). Sebbene la parte relativa alle ricette, a parer nostro, si possa saltare senza rimorsi (siamo in Italia, dopo tutto), ci sono delle sezioni veramente interessanti. Ad esempio, lo sapevate che esiste una app che si chiama “vitality coach”? E poi ci sono un sacco di consigli su come trovare la vera felicità e su come calcolare la propria aspettativa di vita. Se poi volete saperne ancora di più, c’è un link che vi rimanda alla conferenza TED tenuta da Dan Buettner, il responsabile della ricerca.

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