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Non solo cibo e moda

Ecco i mercati del momento per l’export del made in Italy

Ecco i mercati del momento per l’export del made in Italy
Pensare positivo 10 Ottobre 2014 ore 10:35

Se la Germania sta proponendo al mondo una politica di export particolarmente apprezzabile ed efficace (è infatti considerato uno dei fattori fondamentali della crescita tedesca), l’Italia sta dimostrando di essere perlomeno sulla strada giusta. Che il prodotto made in Italy sia uno dei più ricercati al mondo, specie in determinati settori come quello gastronomico o della moda, è cosa ben nota a tutti, e i nuovi settori su cui le nostre esportazioni si stanno concentrando fanno ben sperare per il futuro. Sono 8 in particolare i mercati che stanno guardando, nell’ultimo periodo, con particolare interesse ai nostri prodotti, aprendo (o rinnovando) frontiere di export decisamente appetibili.

In Europa. Per quanto riguarda il Vecchio Continente, occorre segnalare il particolare fermento sull’asse Italia-Inghilterra, in particolare rispetto al mercato degli autoveicoli, dei macchinari, della farmaceutica e del mobilio. L’economia inglese, d’altra parte, è in notevole ascesa, con ritmi di crescita di oltre il 3 percento, il boom del mercato immobiliare, e la sterlina che vola a livelli di cambio senza precedenti: quest’ultimo aspetto favorisce le importazioni, e il made in Italy è in cima ai pensieri di Londra, con oltre 20 miliardi di acquisti nell’ultimo anno.

Sempre in Europa, la Germania, che negli ultimi due anni sembrava essersi piuttosto disinteressata al prodotto italiano, nel 2014 ha invece ricominciato a bussare con frequenza alla porta del Belpaese: i tedeschi, che assorbono il 12,4 percento dell’intero export italiano, nel 2014 hanno acquistato dall’Italia prodotti già per 50 miliardi. Se la crisi ucraina, a cui l’economia teutonica è particolarmente sensibile, non dovesse portare a scossoni particolari, le prospettive commerciali con Berlino sono molto positive anche per quanto riguarda il 2015.

In America. Dall’altra parte dell’Atlantico, gli Stati Uniti si confermano profondi estimatori del made in Italy, incrementando addirittura del 9 percento, rispetto al 2013, gli acquisti di quest’anno. Il cambio sempre più favorevole dell’euro rispetto al dollaro dovrebbe portare ulteriori benefici alle aziende italiane, che hanno nell’auto e nei capi d’abbigliamento i prodotti più apprezzati dagli americani.

Per quanto riguarda l’America del Sud, è da segnalare in particolare l’ascesa del mercato colombiano, favorito dalla crescita economica che caratterizza questo Paese da diverso tempo. L’Italia ha così raddoppiato le vendite con Bogotà negli ultimi 5 anni, con un incremento addirittura del 17 percento nel primo semestre del 2014.

In Asia. Ma il più grande successo, in termini di flussi commerciali, del made in Italy è nel continente asiatico. A cominciare dalla Cina: negli ultimi 9 anni, le esportazioni italiane verso Pechino sono aumentate di ben 6 miliardi, con una crescita dell’8 percento nel primo semestre del 2014. Macchinari, autoveicoli, moda e farmaceutica: sono questi i settori più apprezzati dai cinesi.

In Corea del Sud invece spopolano i ristoranti italiani, con conseguente massiccia richiesta di prodotti gastronomici originali, che permetterà, secondo le previsione, di varcare la soglia dei 4 miliardi di vendite. In costante crescita anche le vendite con destinazione Azerbaigian: qui viene sfruttata appieno la principale fonte di guadagno del Paese, il petrolio, grazie al quale l’economia azera si è notevolmente aperta ai mercati esteri, raddoppiando, dal 2005, le importazioni dall’Italia.

nfine occorre segnalare la Malaysia: nel profondo Est del mondo, il nostro export cresce senza soluzione di continuità dal 2011, con un clamoroso picco del 31 percento nel 2014, favorito in particolare dal grande successo che i macchinari industriali italiani riscuotono dalle parti di Kuala Lumpur.