Un articolo del Guardian

Il caffè italiano spiegato agli inglesi

Il caffè italiano spiegato agli inglesi
Pensare positivo 18 Febbraio 2016 ore 11:20

Tante volte per capire la bellezza delle nostre tradizioni è utile scoprire come le descrivono negli altri paesi. La cucina italiana per noi è la normalità, ma quando ne sentiamo parlare da inglesi, tedeschi e americani ci accorgiamo di quanto sia considerata eccellente e invidiata. Un discorso simile si può fare per il caffè (a noi basta andare in vacanza all’estero per constatare la bontà del nostro espresso rispetto agli intrugli che a volte ci vengono spacciati). Un punto caldo dell’argomento riguarda la battaglia tra chi ama il caffè italiano e chi invece preferisce i bicchieroni di caffè americano, o ancora il mocaccino e altre fantasiose variazioni. La partita è aperta, ma non c’è dubbio che intorno al caffè italiano ci sia un enorme interesse. Per gran parte del mondo è quasi un mito, come altri prodotti gastronomici del Bel Paese. Per rendere ragione di questo successo planetario e sconsigliare varianti “di cattivo gusto”, il prestigioso quotidiano britannico Guardian ha tentato di spiegare com’è il vero caffè agli inglesi. Per noi è curioso scoprire come viene descritto.

 

Zucchero

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Una delle prime questioni riguarda la dolcezza: «Alcuni bar britannici servono bevande con 25 cucchiaini di zucchero per ogni tazza. Non in Italia: lì caffè è sinonimo di caffè espresso. Chiedete un caffè in un bar, da Trieste a Palermo, e vi verrà presentato un espresso. Si può bere seduti o in piedi, al banco. Lo zucchero è opzionale: zero oppure un cucchiaino, invece che 25».

 

Macchiato o lungo

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Il Guardian spiega che il caffè macchiato non è da confondere con altri beveroni: «Ci sono delle variazioni, ovviamente. Alcuni aggiungono un cucchiaio di schiuma di latte: il macchiato. Niente a che vedere con il “secchio” di latte e caramello disponibile in altri paesi, che ha un nome simile». Altro paragrafo per il caffè lungo, scambiato erroneamente con il caffè americano. Citazione: «Altri prendono il caffè lungo, aggiungendo acqua calda al caffè espresso, l’americano». È sbagliato, ma in effetti anche per i bravi cronisti britannici immaginare cha da noi un caffè lungo è semplicemente un espresso con qualche millimetro di bevanda in più è qualcosa di troppo raffinato.

 

Il cappuccino (mai dopo mezzogiorno)

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Agli indisciplinati inglesi, il Guardian cerca di dare indicazioni anche su quando è consigliato gustarsi una certa specialità: «Per le ore del mattino – scrive il quotidiano britannico – c’è la possibilità di bere il cappuccino (un espresso con del latte e schiuma). È importante notare, tuttavia, che il cappuccino è un alimento da colazione. Questa bevanda diventa inaccettabile – peccato quasi – dopo mezzogiorno». Capito?

 

Prendersi in giro

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Celebri per la loro ironia, gli inglesi non risparmiano sferzate alle loro strambe invenzioni: «Il Frappuccino non esiste come opzione. Mai»; oppure: «Lo sciroppo è qualcosa che si prende quando si ha il raffreddore. Non viene mai aggiunto al caffè»; o ancora: «Nel sud Italia, durante i mesi più caldi, un cubetto di ghiaccio può essere aggiunto a un espresso. O più precisamente, un espresso può essere versato sopra un cubetto di ghiaccio, ma non è mai mescolato con menta piperita e biscotti», riferendosi a un tipo di Frappuccino. Viene poi spiegato agli inglesi che se in Italia vedono qualcuno che nel caffè aggiunge qualcosa d’altro oltre alla schiuma di latte e al cacao, probabilmente si tratta di un turista come loro.

 

Correzioni

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«Nel nord d’Italia, il caffè a volte viene corretto con il liquore. La scelta preferita di solito è la grappa, ma varia a seconda delle regioni. Altre correzioni diffuse riguardano la sambuca, il brandy o il cognac. Alcuni correggono anche con limoncello o vino. Mentre negli stadi di calcio, l’espresso viene corretto con un liquore chiamato Borghetti. Gli italiani non sono gli unici europei a modificare il loro caffè con il liquore. Probabilmente la bevanda di questo tipo più celebre è l’Irish coffee, un miscuglio di whisky e caffè con panna; alcuni potrebbero obiettare che in questo modo vengono rovinati tutti e tre gli ingredienti».

 

Ricette golose (marocchino e simili)

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Gli inglesi si riconoscono di più in alcune formulazioni particolarmente golose del caffè: «Alcuni italiani vicini a noi (come costumi) tendono a rovinare il caffè, rendendolo eccessivamente ricco di zuccheri con il cioccolato (o anche la Nutella). Ad esempio il marocchino, che ha avuto origine in Piemonte: si prepara con una tazzina di caffè espresso mescolato con cacao e schiuma di latte. Altri abitudini più “fantasiose” prevedono l’uso di panna montata aromatizzata; oppure l’affogato, cioè del gelato a cui viene versato sopra il caffè (in origine un’idea austriaca); o ancora, mescolandolo con lo zabaione».

 

Le finezze degli italiani

Infine gli inglesi non potevano non citare le famose raffinatezze esasperate degli italiani quando si tratta del caffè: «Il gusto personale per il caffè ruota attorno ai rapporti di quantità tra caffè e latte, alla temperatura del latte (freddo, caldo, tiepido) e alla scelta tra una tazzina di porcellana o di vetro. E, naturalmente, il loro decaffeinato: il “Deka”. Questo è il caffè. Tutto il resto è praticamente una bevanda analcolica».

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