Fissato da Schulz il 10 agosto

Il compleanno di Snoopy

Il compleanno di Snoopy
10 Agosto 2015 ore 15:25

Quest’anno il compleanno di Snoopy, fissato al 10 agosto dal suo creatore Charles M. Schulz in una serie di strisce del 1968, coincide col lancio – per il prossimo autunno – del primo grande film d’animazione in 3D sui Peanuts. Il cane di Charlie Brown aveva però fatto la sua apparizione già da qualche anno, e precisamente dal 4 ottobre del 1950, ossia 65 anni fa.

Steve Martino, il regista del film, in Italia per presentare a Ciné 2012 di Riccione un’anteprima di Snoopy & Friends: Il film dei Peanuts, ha rilasciato due interviste che chiariscono in modo impeccabile i problemi del passaggio dalla carta allo schermo. La prima si può ascoltare su tgcom24; la seconda, più lunga e dettagliata, si può leggere su screenwick. Altri siti ospitano un breve video in cui Martino insegna a disegnare quello che per noi è un (anzi: il) bracchetto e che in origine è un beagle, ossia un appartenente alla razza canina di cui si occupò tempo fa la parlamentare Michela Vittoria Brambilla nel tentativo – coronato da successo – di sottrarne alcuni esemplari alla sperimentazione biomedica.

Dei suoi amici in carne ed ossa non sappiamo come se la sarebbero cavati se fossero stati lasciati soli: di Snoopy disegnato a penna sappiamo per certo che sarebbe riuscito a venirne fuori alla grande. È infatti il più maturo, il più complesso, il più articolato dei personaggi della striscia e, se possiamo osare tanto, quello che anche dal punto di vista grafico sembra aver meglio assorbito i risultati dell’arte del Novecento. Nell’intervista a screenwick Martino fa notare, ad esempio, che è l’unico ad essere stato disegnato «come un quadro di Picasso. Ha due occhi che sono disposti entrambi lateralmente, e non potevamo farlo diversamente da come lo aveva realizzato Schulz». In questo senso Snoopy si pone come l’antenato di Peppa Pig, il personaggio più radicalmente cubista di tutti.

 

 

Ora non vorremmo ripetere i tristi errori dei cineforum resi celebri da Fantozzi, però non possiamo proprio trattenerci dallo scrivere che la scelta di Schulz non può essere considerata un caso di ingenuità artistica. Snoopy è così perché è il solo, fra tutti i personaggi della combriccola, a non disporre di un’unica prospettiva sul mondo. È piuttosto il mondo che deve attrezzarsi per poterne contenere l’aspetto poliedrico, la natura in certo senso inafferrabile, di artista – qual è, fondamentalmente – imprevedibile, inesauribile.

Quando Steve Martino dice che per tradurre in 3D la piattezza dell’originale lui e i suoi collaboratori hanno dovuto fare «in modo che la telecamera, muovendosi, rispettasse quest’idea», cioè l’intuizione “cubista” di Schulz, mostra per così dire fisicamente il rapporto fra l’universo e il bracchetto: è la telecamera che si deve muovere, che gli deve girare attorno. Nel momento in cui fa presente che «Snoopy quando si guarda lateralmente deve avere entrambi gli occhi, così come se lo guardi ora di fronte. L’unica cosa che cambia è il naso, che quando è ripreso frontalmente rimane dietro agli occhi rispetto a davanti» non affronta soltanto un problema tecnico di estrema difficoltà: «Tecnicamente abbiamo dovuto creare tutta una serie di strumenti per poter fare questo, e questa è stata la vera sfida dello studio: creare qualcosa che avesse un aspetto semplice è più difficile della semplicità stessa!».

 

 

Questa insistenza sugli aspetti tecnici ripropone in realtà un problema filosofico di estrema attualità negli anni della vita di Snoopy: quello della prospettiva come forma simbolica. E va a tutto merito di Martino essersene accorto e aver lavorato senza risparmiarsi alla sua traduzione. Aveva capito che si trattava di un elemento cardine dell’intera faccenda. Con ciò avremmo voluto dire che il genio di Schulz, fin dalle origini, è consistito proprio nella capacità di trasferire in una cosa semplice – una striscia, un personaggio, un pensiero dentro un fumetto – qualcosa che – se vai a frugarci dentro – è più difficile della semplicità stessa. Si chiama “leggerezza” questo inarrivabile risultato cui pervengono solo i sommi artisti. O i bracchetti, ovviamente.

 

Snoopy_and_heart_vector_by_HaNaDuNk

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