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Il Parco delle Cornelle riapre al pubblico e accoglie cicogne, spatole, potamoceri e mostri di Gila

Nonostante la chiusura, il parco ha continuato a promuovere programmi europei di salvaguardia della biodiversità, che hanno portato all’arrivo di nuovi volatili, mammiferi e rettili

Il Parco delle Cornelle riapre al pubblico e accoglie cicogne, spatole, potamoceri e mostri di Gila
Pensare positivo Paladina e Valbrembo, 28 Aprile 2021 ore 13:31

Otto esemplari di spatola europea, otto cicogne di Abdim, una femmina di potamocero e due mostri di Gila. I cancelli de Le Cornelle riaprono al pubblico, che potrà ammirare in totale sicurezza le nuove specie accolte nel parco faunistico, segno dell’impegno della struttura per la salvaguardia degli animali a rischio di estinzione. Nonostante la chiusura al pubblico, il parco ha continuato a tutelare la sicurezza e la salute dei propri ospiti, proseguendo, programmi europei di salvaguardia della biodiversità che hanno portato all’arrivo di nuovi volatili, mammiferi e rettili.

Cicogne e spatole

In particolare, direttamente da Amsterdam sono arrivate otto esemplari di spatola europea, una specie fortemente legata alla Pianura Padana. Questi uccelli trampolieri, infatti, erano particolarmente diffusi nell’Europa del sud e in Italia in prossimità di zone umide e paludose, ma la continua perdita del loro habitat ha messo in pericolo il loro futuro.

A popolare la “selva tropicale” ci penseranno otto cicogne di Abdim, dette anche cicogne ventrebianco. Sono l’esemplare più piccolo al mondo della sua famiglia, arrivando a una lunghezza massima di 73 cm e a un peso di poco superiore al chilogrammo. Diffusa dall’Etiopia al Sudafrica, la cicogna di Abdim è un animale amato dai nativi africani, perché considerata portatrice di pioggia e segno di buon auspicio.

Sia le spatole europee sia le cicogne di Abdim sono oggi a rischio estinzione. L’obiettivo è di formare due colonie riproduttive per dare continuità alla specie, con l’auspicio di poter reintrodurre in natura questi esemplari.

«Per determinate specie le strutture protette rappresentano l’unica possibilità di sopravvivenza – osserva Maurizio Oltolina, direttore sanitario de Le Cornelle -. La partecipazione ai programmi di riproduzione europei permette al Parco e ai suoi animali di mantenere un pool genetico tale per cui, quando le condizioni naturali torneranno ad essere ottimali, le specie protette potranno essere reintrodotte nei rispettivi habitat naturali».

Mammiferi e rettili

Dalla Germania arriva invece una femmina di potamocero, che a breve conoscerà anche il suo compagnmo. Questo mammifero è il più piccolo e vistoso tra le cinque specie di suidi africani, il cui peso varia dai 45 ai 120 chili, con un corpo corto, stretto e di colore fulvo attraversato dal capo alla coda da una stretta cresta bianca. Nonostante la specie non sia in pericolo di estinzione, la caccia a scopi alimentari o per difendere i campi agricoli dai danni arrecati sta compromettendo la sicurezza di questi animali.

Il viaggio alla scoperta dei nuovi arrivi a Le Cornelle si conclude nel rettilario, con due mostri di Gila. L’Heloderma Suspectum, questo il nome scientifico, è un grosso sauro diffuso soprattutto nel sud degli Stati Uniti, l’unico ad essere velenoso della propria specie. Il suo nome deriva da quello del fiume Gila, affluente del Colorado, che sorge nel Nuovo Messico e attraversa l’Arizona. Questo animale caccia tra le rocce e si ciba di piccoli mammiferi.

Il Parco a Valbrembo è aperto tutti i giorni. L’accesso all’area (di circa 126 mila metri quadrati) è subordinato alla misurazione della temperatura corporea e all’utilizzo delle mascherine. All’interno si trovano anche dispenser con gel disinfettante. Per evitare assembramenti gli ingressi sono contingentati: la vendita dei biglietti avviene anche online, modalità che consente l’ingresso diretto con corsia preferenziale.