Pensare positivo
«Era a scuola con mio padre»

Il pensionato greco in lacrime e l'australiano che lo aiuterà

Il pensionato greco in lacrime e l'australiano che lo aiuterà
Pensare positivo 09 Luglio 2015 ore 10:52

Salonicco, Grecia. Qualche giorno prima del referendum. Un signore di settantasette anni, Giorgos Chatzifotiadis, si reca in banca per ritirare la pensione settimanale, un gruzzolo che ammonta a centosettanta euro. Ovviamente sa, come lo sanno tutti i suoi connazionali, che il governo ha imposto un limite di sessanta euro ai prelievi bancari, sa che il suo Paese sta affrontando la crisi economica più dura degli ultimi decenni. Però la pensione gli è dovuta, come è dovuta agli altri pensionati suoi pari. È vero che la Grecia ha mantenuto un sistema pensionistico tale per cui ci si poteva ritirare dal lavoro a quarant'anni, ma è altrettanto vero che questa è la storia di un uomo, non quella di istituzioni che sono state rovinosamente poco lungimiranti. L'anziano signore protagonista di questa vicenda scopre, insieme a molti altri, che le pensioni sono state assorbite dalle casse del Tesoro per cercare di riparare le falle di una barca in procinto di affondare. Non ci sono soldi, non c'è alcuna pensione: si reca presso quattro banche diverse, ma non c'è niente da fare. Giorgos ha un malore, si accascia disperato davanti alla serranda abbassata di una banca. Un fotografo lo vede, capisce che la sua desolazione è quella del suo popolo; Giorgos, in quel momento, è la Grecia e l'obiettivo scatta.

 

Last night on Greek's largest TV-station MEGA TV: See how James Koufos from Sydney offered to a broken old man the pension for 12 months or even longer if needed. Such a nice gesture in such a sad situation! Thank you James!

Posted by Dimosthenis Mantokoudis on Mercoledì 8 luglio 2015

 

Dall'altra parte del mondo, in Australia,  l'Amministratore Delegato di una ditta di brokeraggio a Sydney sta leggendo le notizie del giorno e vede la fotografia di un suo connazionale, seduto per terra e con la mano rivolta verso l'alto, il volto angosciato. Si chiama James Koufos, un greco emigrato in Australia, Paese in cui la comunità ellenica è particolarmente numerosa. Koufos ha avuto molta fortuna, ma non si è dimenticato della sua patria, né rifiuta di vedere e di provare compassione per le difficoltà che deve affrontare la sua gente. L'immagine del vecchio lo induce a fare qualcosa. Decide di aiutare economicamente quello sconosciuto ritrovatosi da un giorno all'altro senza pensione. In seguito, Koufos dichiara al Daily Mail Australia: «Vedere quelle foto mi ha davvero colpito, mi sono commosso. È una rara fortuna poter aiutare qualcuno. Mia madre, che vive ancora in Grecia, si è commossa moltissimo leggendo la notizia, esattamente come me, e questo mi ha spinto a intervenire. Vivo relativamente bene qui a Sydney, non posso sopportare l'ingiustizia di vedere qualcuno che ha lavorato duramente per tutta la vita e non riceve nemmeno la pensione per mandare avanti la sua famiglia».

Koufos incomincia a fare ricerche per mettersi in contatto con l'anziano e si accorge così che in realtà lo sconosciuto non gli è ignoto affatto. Chatzifotiadis era infatti un caro amico del defunto padre dell'AD, oltre che un suo compagno di scuola. È una delle stranezze meravigliose che a volte capitano, quella di trovare nel volto di uno straniero qualcuno che in realtà ci è vicino, per amicizia o parentela. Il legame scoperto fortuitamente rafforza la decisione di Koufos di prestare aiuto all'anziano. Conosce l'indirizzo di residenza del greco, ma non riesce comunque a mettersi in contatto con lui. Chiede perciò ai suoi amici di dargli una mano tramite Facebook e promette solennemente che pagherà lui stesso la pensione di Giorgos, utilizzando in parte l'eredità ricevuta dal padre. Lo farà fino a quando sarà necessario e stabilisce che la pensione subirà un aumento, da 170 a 250 euro alla settimana, perché Koufos non «permetterà mai che un lavoratore greco suo compatriota debba soffrire la fame».

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La bellezza di questa storia non si esaurisce qui. Da quando ha diramato la notizia via Facebook, il greco-australiano ha ricevuto tra i quattro e i cinquemila euro per aiutare l'anziano; chiaro esempio di come i social network, in certi casi, sappiano svolgere una funzione veramente “sociale”. Ciò che Koufos ha compiuto non è l'atto di un eroe generoso, è la decisione di uomo che non si è rinchiuso dietro le sbarre del suo benessere economico. L'Amministratore Delegato non desidera che l'intera vicenda venga usata per mettere in luce la sua buona azione, come ha spiegato ai giornali: «Ho ricevuto molta attenzione mediatica per questa faccenda, ma non voglio che ne sia io il fulcro. Siamo tutti umani, a volte siamo colpiti emozionalmente da qualcosa e reagiamo senza pensare. Questo è ciò che è accaduto a me, sapevo di dover intervenire in qualche modo».

Nessuna spettacolarizzazione, dunque, ma una doverosa cronaca di una storia a lieto fine, all'interno di un dramma collettivo. Nella confusione seguita alla vittoria del "no" al referendum di domenica, la vicenda di Giorgos e di Koufos, l'uomo che ha avuto «la fortuna di aiutare qualcuno», fa pensare che la soluzione alla crisi non risiede tanto nelle decisioni prese a tavolino dai rappresentanti politici – che non è difficile credere più confusi e disorientati dei comuni cittadini -, quanto piuttosto nell'azione dei singoli individui che costituiscono una nazione. Dovremmo ricordarci, insomma, che la democrazia è il potere del popolo. Come insegnano gli stessi Greci.

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