La don pietro aresi

Il personale della casa di riposo di Brignano rinuncia al bonus per aiutare la struttura

Con una lettera al Cda della Fondazione che gestisce la Rsa è stata comunicata la decisione: «Aiutiamo quella che quella che per noi è diventata una grande casa»

Il personale della casa di riposo di Brignano rinuncia al bonus per aiutare la struttura
16 Maggio 2020 ore 16:14

I dipendenti della Rsa don Pietro Aresi di Brignano Gera d’Adda hanno scritto al Cda della Fondazione che gestisce la struttura per comunicare la volontà di autosospendersi l’incentivo da rientro e dare così una mano alla struttura, provata non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico. PrimaTreviglio ha pubblicato la lettera, che riportiamo di seguito.

«Eccoci qui a fare un resoconto di mesi di intenso lavoro. Sembra strano ma non è facile trovare le parole per descrivere le emozioni vissute e provate in questi due mesi. Partiamo dall’inizio, da quando il nostro presidente d’accordo con il nostro direttore sanitario hanno deciso di chiudere tutto. La loro (adesso chiamiamola) tempestività, sembra un eccesso fuori luogo, un’esagerazione, ma subito dopo, quando la situazione a livello nazionale è degenerata, abbiamo capito quanto quel gesto sia stato importante per tutelare la salute di tutto il personale ma soprattutto dei nostri ospiti.

La situazione si aggravava ora dopo ora, nei Tg si parlava di morti, di coronavirus, di salme di case di riposo. Eravamo smarriti, preoccupati, tesi, fragili, ci sentivamo impotenti, impotenti nel combattere un maledetto virus che stava sterminando gli anziani del nostro intero Paese. Il giorno che non avremmo mai voluto vivere, è arrivato. Nella nostra casa è entrato il COVID-19. I primi sintomi, il peggioramento e infine l’esito del tampone… Nonostante tutte le attenzioni prestata il virus era riuscito a colpire anche la Casa di riposo Aresi.

Da quel momento, colleghe forti sono diventate fragili come foglie, piangevano e si disperavano per la situazione, la paura aveva preso il sopravvento. Non si poteva cambiare la situazione, ora anche noi eravamo stati colpiti, anche noi eravamo in guerra. Fortunatamente a capo del nostro esercito ci sono state persone fantastiche con valori unici… Il Dottor Menghini, che è sempre stato presente, pronto ad ascoltarci a supportarci nei momenti durissimi e sopportarci nei momenti in cui ci lamentavamo. Le giovani professionali dottoresse sempre disponibili, sempre a testa alta e dimostratesi capaci di affrontare la situazione senza mai perdere il controllo. La nostra coordinatrice Carla che con il suo sorriso negli occhi, pur nascosto dalla dalla mascherina, e dalla visiera, c’è sempre stata vicina, ci ha sempre dato la forza di andare avanti, ci ha sempre messo a disposizione la sua spalla su cui spesso abbiamo pianto per la disperazione. Sempre presente, dandoci immensa fiducia. Grazie a lei che ci ha fatto da capo famiglia, ci siamo unite, abbiamo capito quanto sia importante e bello lavorare in armonia, insieme come una squadra. Lo possiamo ben dire: Covid ci ha resi una grande famiglia!

Sicuramente non da meno la costante presenza del presidente Marco Ferraro, che si è attivato subito per farci avere i dispositivi indispensabili, ai tempi introvabili, per affrontare un’emergenza nel modo più idoneo. La sua costante presenza in struttura, ore ed ore ogni giorno, gli ha consentito di presidiare e monitorare la situazione, permettendogli di cogliere via via le criticità emergenti e le nostre esigenze. Sappiamo quanto questa situazione abbia inciso sul bilancio della struttura: maggiori costi di gestione e sanificazione, servizi sospesi, posti letto lasciati vuoti dopo i vari decessi… Vogliamo contribuire ad aiutare la struttura in questo momento di difficoltà. Consapevoli che il gesto ha un valore più simbolico che pratico, il personale ha deciso di autosospendersi l’incentivo da rientro.

Desideriamo significarvi quanto questa iniziativa, pur comportando una rinuncia, sia motivo di gioia per i nostri cuori in quanto ci dà modo di aiutare quella che per noi è diventata una grande casa. Grazie di cuore a tutti coloro che in questi mesi si sono messi in gioco dimostrando professionalità e solidarietà. È stato sicuramente bello scoprire cose che prima davamo per scontate e che hanno un valore inestimabile, come il rapporto tra tutti noi».

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